Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta)/L'oro et le perle e i fior' vermigli e i bianchi

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XLVI

../Il mio adversario in cui veder solete ../Io sentia dentr'al cor già venir meno IncludiIntestazione 18 luglio 2008 100% poesie

Il mio adversario in cui veder solete Io sentia dentr'al cor già venir meno

 
L’oro et le perle e i fior’ vermigli e i bianchi,
che ’l verno devria far languidi et secchi,
son per me acerbi et velenosi stecchi,
ch’io provo per lo petto et per li fianchi.

5Però i dí miei fien lagrimosi et manchi,
ché gran duol rade volte aven che ’nvecchi:
ma piú ne colpo i micidiali specchi,
che ’n vagheggiar voi stessa avete stanchi.

Questi poser silentio al signor mio,
10che per me vi pregava, ond’ei si tacque,
veggendo in voi finir vostro desio;

questi fuor fabbricati sopra l’acque
d’abisso, et tinti ne l’eterno oblio,
onde ’l principio de mia morte nacque.