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Casa mia (Charbonnier)

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occitano

Pierre Charbonnier 1911 Emanuele Portal Indice:Antologia provenzale, Hoepli, 1911.djvu poesie Letteratura Casa mia Intestazione 7 gennaio 2026 75% Da definire

L'amica mia Innanzi al curato
Questo testo fa parte della raccolta Antologia provenzale


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CASA MIA.

Accanto alla costa che s’inclina fra i giunchi e le ginestre dorate, là ove germogliano fiorenti il digitale e il caprifoglio,

Ove in ogni angolo una piccola sorgente canta il suo ritornello e si fa bella ai raggi della luna e del sole, che riflettono l’argento nell’occhio,

La nostra casa era adagiata accanto alla ferriera di mio padre, e i colpi di martello rispondevano ai giri del mulino di mia madre. [p. 545 modifica]

Del mio villaggio amo ricordare le abitudini dei miei primi anni, la nostra fede e la santa fiducia che ne faceva vivere felici.

Come un buon figlio ho conservato fedelmente i presagi e i detti dei miei parenti, e mormoro spesso le loro arie.

I matrimoni rivivono in me, e nel nostro secolo che si dà un’aria affettata, non ci son più cerimonie, nè feste, nè passatempi sì ben fatti.

Senza preoccupazioni ci si divertiva, passeggiando a coppie, quando la cornamusa modulava le sue arie pure e sì dolci. [p. 546 modifica]

La foglia scossa da un lieve zefiro salutava passando, e il merlo fischiava, la rondine alla finestra facea splendere la sua ala dorata, bisbigliando e volando, portando la gioia alla casa, ed il grillo ripeteva il suo cri-cri.

Quando l’Aurence mormorava il suo riri, carezzando leggermente le rive, inargentava la cascata e la cima fiorita del prato tortuoso.

Venuta la sera, un grido di gioia, innalzato dai giovani, facea risonare l’aria, e l’eco lo portava sino al limite delle terre coltivate. [p. 547 modifica]

Vecchi, vecchie e giovani nella casa si svegliavano lieti, dimenticando le loro noie ed i loro mali.

L’usignolo presso la sua nidiata modulava la sua canzone, mentre da lungi i cani lanciavano il loro latrato in cadenza.

E tosto l’alba si parava come un fiore dei suoi belli e freschi ornamenti, e il gallo spassandosi, svegliava tutti i dintorni.

Ma la casa ov’io sognavo è deserta, essa non accoglie pm i miei parenti, il suo ricordo nel mio cuore richiama la melodia delle canzoni d’un tempo.


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Pierre Charbonnier

MEIJOU.

Tra lo pelencho que dovalo
     Di lou brujau, lo penno d’or,
     Ente maio lo digitalo,
     Que la brouto-chabri s’entor.

Di chaque couen no fountanello
     A lo luno mai o soulei
     Chanto soun refren e s’eibello
     En vou raian l’argen di l’ei.

Notro Meijou erio sicliado
     De tra lo forjo de moun pai
     Cadençan a chaque bourado
     Lou viei mouli de cha mo mai.

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Aim’a garda de moun villaje
     Lo modo de moun jone ten,
     Notro fe nimai lu miraje
     Que me fojan viere counten.

Ai counserva per lou presaje,
     Per lou ditun de mou pareti,
     Lo fidelità d’un’ fi sage
     Marmuze suven lur refren.

La noça viven di mo teito
     Di notre siecl’enmousurna
     Nio pu de bravia, de feito
     Ni d’ebatouei tobe mena.

Sei maniera l’un s’amuzavo,
     En se permenan dou a dou,
     Quan lo chabreto lirounavo
     Sou refren sì pur e sì dou.

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Lo feill’en possan soludavo,
     Secoududo per un dou ven,
     E di l’or lou merle sublavo
     Lo fier’ ozel’ o countreven,

De soun alo d’or luquetavo,
     Gazouillavo se virounan,
     Lo bounur o foujer pourtavo
     Ra do gri-gri do greu greutan;

Quante l’Auranço ririnavo
     Caressant douçomen soun bor,
     Sur lo cascado l’argentavo
     Lou cimau fluri do pra tor.

Lou sei vengu un’eluiado,
     Uchado per lou galurau,
     Fojo tundi touto l’eirado,
     E per l’echo juquant’o brau.

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De bounur di lo meijounado
     Viei e vieilla coumo jonei
     Se reveillovan a l’obado
     Obludan dou mau lou einei.

Lou roussignó tra so nichado
     Revirounavo sou refren
     Tan que lou chei de lur jopado
     Boliavan lur nota de louen.

E biento l’aubo se maiavo
     De sou beu e freichei atour.
     En s’ebatan lou jau chantavo,
     Reveillavo lou alentour.

Ma lo meijou ente reibavo,
     Dezerto, n’o pu mou poren;
     Soun suveni di moun cœur chavo
     Lou ninomen de sou refren.

(S.º D.º [parlato] dell’Alto Limosino).(op. separato).