Catechismo del concilio di Trento/Parte I/Articolo 8

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Parte I, Articolo 8: Credo nello Spirito Santo

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Parte I, Articolo 8: Credo nello Spirito Santo
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96 Significato dell'articolo

Sono state fin qui esposti, per il nostro programma, gli articoli relativi alla prima e alla seconda Persona della santissima Trinità; restano ora da spiegare quelli che si riferiscono alla terza Persona, cioè allo Spirito Santo. Nel chiarire questa parte, i parroci dovranno impiegare tutto il loro zelo e la loro diligenza, non essendo lecito al cristiano ignorare o fraintendere questo articolo al pari di quelli precedenti. Perciò l'Apostolo non permise che alcuni cristiani di Efeso ignorassero la Persona dello Spirito Santo. Avendoli interrogati se avessero ricevuto lo Spirito Santo e avendo essi risposto di non saper nemmeno se esistesse lo Spirito Santo, egli soggiunse subito: "Con quale battesimo dunque siete stati battezzati?" (At 19,1.2). Con queste parole volle significare che è necessarissima ai fedeli la conoscenza ben particolare di questo articolo. Da esso, come frutto principale, riceveranno la convinzione che, a ben riflettere, devono ascrivere tutto quanto hanno, a dono e beneficio dello Spirito Santo. Ciò li farà sentire più modestamente e umilmente di sé e li inciterà a porre ogni loro speranza nell'aiuto di Dio. Questo appunto deve essere il primo gradino del cristiano verso la somma sapienza e felicità.


97 Significato proprio del termine "Spirito Santo"

Si comincerà a spiegare l'articolo partendo dal valore e significato che assume qui la parola "Spirito Santo". Essa si applica ugualmente bene al Padre e al Figliolo, poiché ciascuno dei due è spirito ed è santo; infatti noi crediamo che Dio è spirito. Inoltre designa anche gli angeli e le anime dei buoni; bisogna quindi badare che il popolo non sia indotto in errore dall'ambiguità del vocabolo. Dovrà pertanto insegnarsi in questo articolo che con il nome di "Spirito Santo" s'intende la terza Persona della santissima Trinità; senso che s'incontra nella Sacra Scrittura del Vecchio e più frequentemente del Nuovo Testamento. David infatti implora: "Non mi levare il tuo Santo Spirito" (Sal 50,13). Nel Libro della Sapienza si legge: "Chi ha conosciuto la tua volontà, se tu non gli hai dato la sapienza e non gli hai inviato dal cielo il tuo Spirito Santo?" (Sap 9,17). E altrove: "II Signore ha creato la sapienza nello Spirito Santo" (Sir 1,9).

Nel Nuovo Testamento si legge che dobbiamo esser battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (Mt 28,19); che la santissima Vergine ha concepito per virtù di Spirito Santo (Mt 1,20; Le 1,35) e che san Giovanni ci rinvia a Gesù Cristo, perché ci battezzi nello Spirito Santo (Gv 1,33). Così si dica di molti altri testi.


98 Perché la terza Persona della santissima Trinità manca di nome proprio

Nessuno si meravigli che la terza Persona non abbia, come la prima e la seconda, un nome proprio. La seconda Persona ha un nome proprio e si chiama Figlio, in quanto il suo eterno procedere dal Padre si chiama propriamente "generazione", come è stato spiegato negli articoli antecedenti. Come, dunque, quel procedere viene chiamato generazione, così la Persona procedente vien detta propriamente Figlio e quella da cui procede, Padre. Ora, non essendo stato dato un nome proprio alla emanazione della terza Persona, chiamata genericamente "spirazione" e "processione", ne segue che anche la Persona prodotta manchi di nome proprio. Non lo ha, perché noi siamo costretti ad attingere i nomi, che attribuiamo a Dio, dalle cose create e come tra queste non troviamo altro modo di comunicare la natura e l'essenza all'infuori della virtù generativa, ne segue che non possiamo esprimere con vocabolo proprio la maniera con la quale Dio comunica tutto se stesso per forza di amore. Perciò la terza Persona è stata chiamata con il nome generico di Spirito Santo: nome che le conviene a perfezione, perché egli infonde in noi la vita spirituale e senza il soffio della sua santissima ispirazione non possiamo far nulla che sia degno della vita eterna.


99 Lo Spirito Santo è uguale in tutto al Padre e al Figliolo

Spiegato il senso del vocabolo, s'insegnerà anzitutto al popolo che lo Spirito Santo è Dio, come il Padre e il Figliolo, uguale a essi, com'essi onnipotente ed eterno, infinitamente perfetto, buono e sapiente, identico in natura al Padre e al Figlio. Tutto questo è bene espresso dalla preposizione "in", dicendo: "Credo nello Spirito Santo". Essa è stata preposta a tutte le singole Persone della santissima Trinità, appunto per esprimere la forza della nostra fede. Ed è anche confermato da aperte testimonianze della Scrittura. San Pietro, negli Atti degli Apostoli, dopo aver detto: "Anania, come mai Satana tentò il cuor tuo da mentire allo Spirito Santo?", soggiunse: "Non hai mentito a uomini, ma a Dio" (At 5,3). Egli cioè chiama Dio colui che poco prima aveva chiamato Spirito Santo. Inoltre san Paolo spiega ai Corinzi che il Dio di cui aveva parlato era lo Spirito Santo: "Vi sono distinzioni di operazioni, ma è lo stesso Dio colui che opera in tutti tutte le cose"; e più oltre: "Ma tutte queste cose le opera quell'uno identico Spirito, il quale distribuisce a ciascuno secondo il suo beneplacito" (1 Cor 12,6.11). E negli Atti attribuisce allo Spirito Santo quello che i Profeti ascrivono unicamente a Dio. Isaia infatti aveva scritto: "Ho udito la voce del Signore che diceva: "Chi manderò?"... E mi disse: "Va' a questo popolo e di' loro:... Aggrava il cuore di questo popolo, indura le sue orecchie, chiudi i suoi occhi di guisa che non veda con gli occhi e non oda con le orecchie" (Is 6,8). E l'Apostolo, citando queste parole, osserva: "Lo Spirito Santo ha ben parlato per mezzo del Profeta Isaia" (At 28,25).

Di più, la Scrittura congiungendo la Persona dello Spirito Santo con il Padre e con il Figlio, per esempio là dove ordina di adoperare nel Battesimo il nome del Padre, del Figliolo e dello Spirito Santo, toglie ogni motivo di dubbio circa la verità di questo mistero; perché se il Padre è Dio e il Figlio è Dio, è forza confessare che anche lo Spirito Santo, congiunto a essi da pari grado di onore, sia Dio. Inoltre chi si battezza in nome di qualsiasi creatura non può trame alcun frutto. "Forse siete stati battezzati nel nome di Paolo?" (1 Cor 1,13), domanda l'Apostolo per mostrare che questo non gioverebbe alla loro salute. Venendo dunque battezzati nel nome dello Spirito Santo, bisogna ammettere che egli è Dio. Questo medesimo ordine delle tre divine Persone, con il quale si prova la divinità dello Spirito Santo, si ritrova sia nella prima lettera di Giovanni: "Tre sono che rendono testimonianza in cielo: il Padre, il Verbo e lo Spirito Santo; e questi tre sono una cosa sola" (1 Gv 5,7), sia nella celebre dossologia trinitaria, con cui si concludono le laudi e i salmi: "Gloria al Padre, al Figliolo e allo Spirito Santo".

Da ultimo, a preziosa conferma di questa verità, tutte quelle cose che crediamo essere proprie di Dio, per attestazione della Sacra Scrittura, convengono allo Spirito Santo. A lui viene attribuito l'onore dei templi, dicendo l'Apostolo: "Non sapete che le vostre membra sono tempio dello Spirito Santo?" (1 Cor 6,19); a lui vengono attribuite la santificazione (2 Ts 2,12) e la vivificazione (Gv 6,64; 2 Cor 3,6), lo scrutare i misteri di Dio (1 Cor 2,10), il parlare per bocca dei Profeti (2 Pt 1,21), l'esser dappertutto (Sap 1,7): cose che si possono attribuire solo alla divinità.


100 Lo Spirito Santo è Persona distinta dal Padre e dal Figlio

Bisogna ancora spiegare accuratamente ai fedeli che lo Spirito Santo è Dio nel senso che costituisce una terza Persona nella natura divina, distinta dal Padre e dal Figlio e prodotta per via di volontà. Tralasciando gli altri testi scritturali, la forma del Battesimo insegnataci dal Salvatore chiaramente mostra che lo Spirito Santo è una terza Persona, per sé sussistente nella natura divina e distinta dalle altre (Mt 28,19). Anche le parole dell'Apostolo sono chiare in proposito: "La grazia del nostro Signore Gesù Cristo, la carità di Dio e la partecipazione dello Spirito siano con tutti voi. Così sia" (2 Cor 13,13).

Il medesimo è mostrato molto più apertamente dall'aggiunta che i Padri del primo Concilio di Costantinopoli fecero a questo punto, per confutare l'empio errore di Macedonio: "[Credo] nello Spirito Santo, che è signore ed è vivificatore; e procede dal Padre e dal Figlio; che è adorato e glorificato insieme con il Padre e con il Figlio; che parlò per mezzo dei Profeti". Chiamando lo Spirito Santo "signore", i Padri fanno rilevare quanto sia superiore agli angeli. Essi furono, sì, creati da Dio spiriti nobilissimi; ma, come attesta san Paolo, sono tutti spiriti amministratori, mandati in ministero per coloro che acquisteranno l'eredità della salute (Eb 1,14). Lo dicono poi "vivificante", perché l'anima ha più vita nell'unirsi a Dio che il corpo, il quale si alimenti e sostenga per l'unione con l'anima. E poiché la Sacra Scrittura attribuisce allo Spirito Santo questa unione dell'anima con Dio, giustamente lo Spirito Santo viene detto vivificante.


101 La processione dello Spirito Santo

Circa le parole "Che procede dal Padre e dal Figlio" si deve insegnare ai fedeli che lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio come da un unico principio, per via di eterna processione. Tanto ci è proposto a credere dalla regola ecclesiastica, da cui non è lecito al cristiano dipartirsi, ed è confermato dall'autorità della Scrittura e dei concili. Infatti Cristo nostro Signore, parlando dello Spirito Santo, disse: "Egli mi glorificherà perché riceverà del mio" (Gv 16,14). Il medesimo si ricava dal fatto che nella Sacra Scrittura lo Spirito Santo è talora detto "Spirito di Cristo", talora "Spirito del Padre"; ora è detto "mandato dal Padre", ora "dal Figlio", per significare con chiarezza che procede ugualmente e dal Padre e dal Figlio.

"Se uno non ha lo Spirito di Cristo" disse san Paolo "questi non è di lui" (Rm 8,9); e scrivendo ai Galati: "Ha mandato Dio lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori, il quale grida: "Abbà, Padre" (Gal 4,6). San Matteo lo chiama Spirito del Padre: "Non siete voi che parlate, ma lo Spirito del Padre vostro" (Mt 10,20); e il Signore nella Cena dice: "II Consolatore che io vi manderò, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli attesterà di me" (Gv 15,26). E altrove così afferma che lo Spirito Santo deve esser mandato dal Padre: "II Padre lo manderà nel nome mio" (Gv 14,26). Siccome tutte queste espressioni dobbiamo intenderle della processione dello Spirito Santo, ne segue che questi procede dal Padre e dal Figlio. Tale è l'insegnamento da impartire, intorno alla Persona dello Spirito Santo.


102 Doni ed effetti dello Spirito Santo

Bisognerà inoltre insegnare che vi sono alcuni effetti mirabili e doni grandissimi dello Spirito Santo, che diciamo scaturiti ed emanati da lui, come da fonte inesauribile di bontà. Sebbene le opere esterne della santissima Trinità siano comuni a tutte le tre Persone, pure molte di esse si attribuiscono in particolare allo Spirito Santo, per farci intendere che esse provengono dall'amore immenso di Dio verso di noi. Infatti, poiché lo Spirito Santo procede dalla divina volontà quasi infiammata d'amore, si capisce che gli effetti attribuiti come propri allo Spirito Santo derivano dall'amore immenso di Dio verso di noi. Ne segue che lo Spirito Santo è detto "dono", significandosi con questa parola ciò che si dona benignamente e gratuitamente, senza speranza di ricompensa. Perciò tutti i doni e benefici conferitici da Dio - "E che cosa abbiamo noi", come dice l'Apostolo, "che non l'abbiamo ricevuto da Dio?" (1 Cor 4,7) - dobbiamo riconoscerli con animo pio e grato come elargiti per concessione e grazia dello Spirito Santo.

Molteplici poi sono i suoi effetti. Omettendo la creazione del mondo, la propagazione e il governo delle cose create, di cui abbiamo parlato nel primo articolo, abbiamo mostrato or ora che si attribuisce in modo proprio allo Spirito Santo il dare la vita, come conferma il passo d'Ezechiele: "Vi darò lo Spirito e vivrete" (Ez 37,6). Ma è il Profeta Isaia (11,2) che enumera gli effetti principali e più propri dello Spirito Santo: spirito di sapienza e d'intelletto, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di scienza e di pietà, spirito di timor di Dio, i quali tutti si chiamano "doni dello Spirito Santo" e talora semplicemente "Spirito Santo".

Perciò sagacemente sant'Agostino (De Trinit., 15,19) ci avverte di badare quando nella Sacra Scrittura occorre la parola "Spirito Santo", per assicurarci se si tratti della terza Persona della santissima Trinità, oppure dei suoi effetti e operazioni. Le due cose sono differenti tra loro, come il creatore differisce dalle creature. E con tanto maggior diligenza si dovrà sviluppare questo argomento, in quanto appunto da questi doni dello Spirito attingiamo i precetti della vita cristiana e possiamo giudicare se lo Spirito Santo sia veramente in noi.

Tra tutti i suoi munifici doni è da esaltare quella grazia che ci fa giusti e ci suggella con il promesso Spirito Santo, pegno della nostra eredità (Ef 1,13). Essa unisce la nostra mente a Dio con il vincolo strettissimo dell'amore, perciò avviene che, accesi da ardente desiderio di pietà, iniziamo una nuova vita (2 Pt 1,4) e fatti partecipi della natura divina, ci diciamo e siamo in realtà figlioli di Dio (1 Gv 3,1).