Cento vedute di Firenze antica/Vedute/XCI - CIII

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Vedute XCI - CIII

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Vedute - LXXXI - XC

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XCI.


Santa Maria Novella, vista da Piazza Vecchia ora Piazza dell’Unità Italiana. La casa altissima che si vede a destra è stata abbattuta nel 1847 per isolare l’abside, e lungo il fianco della chiesa si sono costrutti gli avelli, sopprimendo la porta a tettoia per far posto ad una archiacuta d’aspetto antico. Anche le finestre delle cappelle e della navata sono state restaurate.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno a lapis di Giuseppe Moricci. [p. 313 modifica] [p. 315 modifica]

XCII.


Via dei Cerretani e Canto dei Carnesecchi. A sinistra è il Palazzo Strozzi ora Franchetti, con qualche modificazione in ispecie al balcone e alle finestre del primo piano, e senza la lunga balconata sul fianco. A destra una serie di case poi rimodernate, così che appena la parte superiore dell’Hôtel Milan richiama le linee del disegno. E mutata fu pure l’architettura della casa d’angolo fra via dei Banchi e via dei Panzani. Ciò che nella stampa più interessa è vedere la località dove nell’anno 1600 Gian Bologna alzò il suo famoso gruppo Ercole che uccide il Centauro. Levato di là verso la fine del sec. XVIII e lasciato in abbandono «in un casotto presso gli Uffizi» fu poi portato nell’angolo di via Guicciardini e Borgo S. Iacopo, di contro a Ponte Vecchio, nel posto lasciato libero dal gruppo di Menelao e Patroclo. Là rimase sino al 1838, nel quale anno fu trasferito alla Loggia dei Lanzi.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Incisione di Bernardo Sgrilli da disegno di G. Zocchi. [p. 317 modifica] [p. 319 modifica]

XCIII.


Torre dei Girolami (secondo altri dei Rigaletti) in via Lambertesca, a fianco del chiasso degli Armagnanti ora Cozza, Il disegnatore, con arbitrio grafico, ha collocato sulla porta l’architrave a stemmi che si vede poco lontano e che appartenne alla porta della Residenza dell’Arte de’ Correggiai confinante col chiasso del Buco. Gli stemmi, in origine, erano quelli dell’Arte, del Comune, del Popolo e di Parte Guelfa; ma poi, soppressa la corporazione sotto il governo mediceo e ridotto il luogo ad Ufficio della Pratica di Pistoia, quelli dell’Arte e del Popolo vennero alterati in istemmi de’ Medici e di Pistoia, ricavando le sovrapposte corone dalla cornice antica. De’ Girolami fu pur la torre opposta che forma angolo con via Por Santa Maria e che, con singolare errore cronologico, si pretende che servisse d’abitazione a san Zanobi, nato tanti secoli prima della sua costruzione.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Acquerello d’E. Burci.

XCIV.


Gruppo di torri, viste dalla Sala della Niobe nella Galleria degli Uffizi. La prima, movendo da sinistra e degradando verso destra, è la torre Gherardini, la seconda la torre Baldovinetti, la terza la torre Acciaioli (vedi tav. XCV), tutte lungo Borgo SS. Apostoli. In fondo si vede la merlatura del Palazzo Spini e il campanile di Santa Trinita. Dal tempo in cui il Burci fece il disegno ad oggi, poco si è mutato. Appena sulla vetta di qualche casa frapposta si notano lievi variazioni.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Acquerello d’E. Burci. [p. 321 modifica] [p. 323 modifica]

XCV.


Torre degli Acciaioli, ora di proprietà Pettini, in Borgo SS. Apostoli e non più così conservata com’era al tempo del Burci. N’è rovinata la porta e rimodernati sono gli edifici vicini.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno a penna e ad acquerello d’E. Burci.

XCVI.


Torre degli Amidei in via Por Santa Maria presso Ponte Vecchio, oggi troppo restaurata, e sconciata da parapetti di ferro alle finestre e da mostre di botteghe in basso. Anche l’edificio minore, a destra, appare volgarmente intonacato.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno a penna e ad acquerello d’E. Burci. [p. 325 modifica] [p. 327 modifica]

XCVII.


Via del Prato, qual era alla metà circa del sec. XVII e non uguale all’odierna se non pel profilo del vecchio Palazzo Corsini, fabbricato dal Buontalenti per gli Acciaioli, e nella Porta di città. Tutto il resto è mutato. A destra si vede cominciato un edificio preesistente al Palazzo Scotti, e lo spazio libero dove oggi sorge la Rotonda Barbetti. Poi segue una serie di case sostituite da più vaste costruzioni moderne, come il Palazzo Sonnino, il Palazzo Corsini (parte moderna), nonchè dal deposito del Carro del Sabato Santo. Nel disegno si vede una serie disuguale di piccole case, la chiesa e il monastero di Sant’Anna sul Prato prossima all’antico pozzo (riprodotto nelle insegne della contrada) e, vicino alla Porta di città, il campaniletto della chiesa di Santa Maria sul Prato, fondata nel 1289. Dal lato sinistro si scorge, lievemente indicato a lapis, il vasto ed uguale fabbricato costrutto nel sec. XVI ed oggi sostituito da una serie di varie e modeste case. Così si è trasformata, a principio della fabbrica stessa, la loggetta, dalla quale i Principi assistevano alle corse e ai giuochi.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno a matita e a penna di Stefano Della Bella (1610-1664). [p. 329 modifica] [p. 331 modifica]

XCVIII.


Chiasso Altoviti, fra Borgo SS. Apostoli e Lungarno Acciaioli, di fianco ali Hôtel Berchielli. Oggi rimane il cavalcavia e la triplice mensola a destra, in fondo, su Borgo SS. Apostoli. Tutto il resto è rimodernato; le tettoie sono state chiuse e il ramo alto della scala, in corrispondenza del cavalcavia, abbattuto interamente.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno a lapis e biacca d’E. Borrani.

XCVIX.


Arco di via dei Bardi, Torre dei Mannelli e Gruppo del Centauro. Nel mezzo della piccola piazza, formata dall’incontro di via dei Bardi, di via Guicciardini e di Borgo S. Iacopo, si vede il famoso gruppo di Gian Bologna rappresentante Ercole che uccide il Centauro. Abbiamo visto alla tav. XCII come dall’insigne scultore fiammingo fosse stato collocato all’angolo de’ Carnesecchi e come nello scorcio del sec. XVIII passasse nella predetta piazza, al posto del gruppo di Menelao e Patroclo. Qui rimase sino al 20 dicembre 1838. in cui fu, a sua volta, raccolto sotto la Loggia dei Lanzi. La fontana che zampillava dal piedistallo fu messa in una nicchia del Palazzo Cerchi, dove tuttora si trova.


Raccolta Cappugi nella Biblioteca Nazionale. — Acquaforte di Bernardino Rosaspina da disegno di G. Magazzari. [p. 333 modifica] [p. 335 modifica]

C.


Palazzo Pitti, nelle sue prime proporzioni dategli da Luca Fancelli su disegno di Filippo Brunelleschi a cominciare dal 1440. Venduto dai Pitti al Duca Cosimo dei Medici, l’Ammannati v’aggiunse il cortile (1558-1570) e gli ornamenti classici coi frontoni alle finestre del pianterreno (1568). Il palazzo contava allora sette finestre per ciascuno dei piani superiori. Giulio Parigi, per ordine di Cosimo II, l’ampliò (1620-1631) di tre finestre per lato in tutta l’altezza e v’aggiunse le due ali minori. I due bracci che oggi si veggono lateralmente alla piazza, detti rondò, furono principiati nel 1763. Il palazzo è dunque riprodotto in questa tavola quale si vide dal 1568 al 1620. Uguale aspetto presenta nel fondo del ritratto di una dama Pitti esposto agli Uffizi col n. 1153.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno a penna e bistro di Giorgio Vasari Giovine. [p. 337 modifica] [p. 339 modifica]

CI.


Palazzo Pitti (vedi tav. C), quale si vide dal 1631 al 1763.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Incisione di Sebastiano Müller da G. Zocchi. [p. 341 modifica] [p. 343 modifica]

CII.


Interno di Santo Spirito verso la fine del sec. XVI. È una tavola non conforme alle altre, tutte d’esterni pittoreschi; ma abbiam creduto bene riprodurla per la sua importanza. Nella mirabile chiesa, architettata dal Brunelleschi e dal Manetti nel sec. XV, s’avvertono infatti ragguardevoli cambiamenti. Sono spostate le pile; mutato, nel rifacimento, il disegno del soffitto; nascosta l’abside dal macchinoso baldacchino del Caccini; distrutto, per tacer d’altro, il recinto del vecchio coro su cui sorgeva il Crocifisso in legno di Michelangelo.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno a penna e bistro, male attribuito a Girolamo Genga. Vedendovisi gli altari in fondo con le tavole d’Alessandro Allori, il disegno non può risalire più in là del 1577, quando già il Genga era morto da poco meno che una quarantina d’anni. D’altra parte la presenza del vecchio coro, disfatto nel 1600, delimita la data del disegno appunto fra il 1577 e il 1600.

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CIII.

Arco della Costa Scarpuccia, veduto da via dei Bardi. Sorgeva all’imboccatura di via della Costa Scarpuccia, quasi di contro a Santa Lucia dei Magnoli, ed era attaccato da un lato alla casa oggi Giuliani. Fu demolito intorno alla metà del sec. XIX, e nella casa, in sua corrispondenza, fatto un terzo arco di bottega. Alla scaletta, sottoposta al tabernacoletto, fu sostituito un terrazzino, e il muro di sostegno dell’orto a destra sistemato con sacrificio di parte della botteguccia fronteggiante.


Raccolta topografica degli Uffizi. — Disegno a penna e bistro d’E. Burci.

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