Come la Russia Bolshevika conquistò la Germania Imperiale
| Questo testo è riletto e controllato. |
Come la Russia Bolshevika
conquistò la
Germania Imperiale
DI JOHN REED
Ora che la Germania imperiale è abbattuta, la stampa capitalista di tutti i paesi ci informa che gli eserciti degli alleati l’hanno rovesciata.
È vero che la pressione delle armi alleati ha infranto la potenza dell’offensiva tedesca nell’occidente, ma questo è già tutto. La Russia dei “Soviets” ha veramente conquistato la Germania Imperiale.
Due mesi fa il nostro Governo prevedeva ancora cinque anni di guerra. Mentre la ritirata tedesca era al suo massimo, la rivista “Army and Navy Journal” e gli esperti militari nel “New York Tribune”, ed il “London Times” facevano notare che gli eserciti tedeschi si ritiravano in ordine perfetto, secondo dei piani strategici prestabiliti. Quando gli eserciti alleati entrarono Lille, le loro avanguardie, erano nemmeno in contatto con le retroguardie tedesche. La Germania avrebbe potuto difendere le sue frontiere indefinitivamente.
Non furono gli eserciti degli Alleati a rompere il morale dei paesi teutonici, ma qualcosa che si muoveva nell’interno del paese. Tutti ammettono che la Germania aveva abbastanza uomini, armi ed anche vitto. Perchè non ha essa potuto soccorrere la Bulgaria crollante? E l’Austria? Perchè nella Germania stessa, nel cuore della più grande potenza militare che conosce la storia, vi era un nemico più forte degli alleati — il proletariato ribelle.
Il governo imperiale e la borghesia tedesca hanno preferito la resa alle nazioni borghesi degli alleati che rispettano la proprietà privata — che alla Rivoluzione Sociale. Anche oggi, invitando la borghesia russa essi implorano l’aiuto degli Alleati contro i proprii lavoratori rossi.
Nel mese di Luglio, 1917 dopo tre mesi di inattività gli eserciti russi furono ordinati di avanzarsi nella Galizia. Durante questi tre mesi vi fu fraternizzazione continua sul fronte d’Oriente. Gli eserciti tedeschi divenivano demoralizzati — reggimenti interi si rifiutavano di far fuoco sui russi, venivano riorganizzati e ne seguivano molte esecuzioni. La Germania era allarmata. Ma l’offensiva Galiziana ha tutto cambiato; niente avrebbe meglio potuto servire gli scopi dell’alto Comando tedesco.
A Stoccolma, nel mese di Agosto, ho visto una lettera scritta da Rosa Luxemburg ad un amico russo: —
“Così, voi russi avete rotto la pace. La rivoluzione russa era anche la nostra grande speranza. Tutto in Germania stava per crollare e cadere. Per mesi i soldati dei due eserciti fraternizzavano e gli ufficiali perdevano ogni prestigio. Poi, subitaneamente, senza una parola di ammonimento, i russi hanno fatto fuoco sui loro fratelli tedeschi. Fu facile dopo convincere i tedeschi che la pace russa era una menzogna. Ahime, poveri amici! La Germania vi distruggerà ora e per noi non vi è che la disperazione tenebrosa di nuovo...”
Proprio per questo l’offensiva tedesca verso Riga fu così effettiva, malgrado il fatto che su quel fronte non si combatteva dal mese di Aprile. Quando il Comitato Centrale del dodicesimo esercito evacuò la città, però, e mentre la città era ancora sotto bombardamento dei soldati andavano in giro fissando queste proclamazioni sui muri nelle piazze centrale: —
“Soldati tedeschi!
“I soldati russi del dodicesimo esercito vogliono indicarvi il fatto che voi conducete oggi una guerra per l’autocrazia e contro la Rivoluzione, la liberà e la giustizia. La vittoria di Guglielmo II sarà la morte della democrazia e della libertà. Noi ci ritiriamo da Riga, ma noi sappiamo che le forze della rivoluzione saranno alla fine più potenti della forza dei cannoni. Noi siamo convinti che la vostra coscienza trionferà su tutto ed i soldati tedeschi con l’esercito rivoluzionario russo marcieranno verso la vittoria della libertà. Voi siete oggi più forti di noi, ma la vostra è la forza bruta delle armi. La forza morale è tutta dal nostro lato. La storia dirà che i proletari tedeschi andarono contro i loro fratelli rivoluzionari, dimenticando così la solidarietà internazionale dei lavoratori. Per questo crimine non vi è che una espiazione. Voi conoscete quali sono gli interessi vostri ed universali di classe; sollevate dunque le vostre forze immense contro l’imperialismo e marciate fianco a fianco con noi — verso la vita e la libertà!”
Un mese dopo i marinai della flotta tedesca a Kiel si ammutinavano. I marinai della flotta russa del Baltico riuniti in convenzione, gli mandarono il seguente saluto: —
“I marinai rivoluzionari della flotta del Baltico mandano i loro saluti fraterni ai loro eroici compagni tedeschi che hanno partecipato all’insurrezione di Kiel.
I marinai russi hanno completo possesso delle loro navi. I Comitati dei Marinai sono l’Alto Comando. La “yacht” dell’ex-czar, la “Stella Polare” e oggi la sede del Comitato Flotta, composto di un marinaio semplice per ogni nave.
Dal trionfo della rivoluzione, la flotta russa è come sempre all’attenti ma i marinai russi non impiegheranno mai la flotta per combattere i loro fratelli, ma per battersi ovunque sotto la bandiera rossa dell’Internazionale per la libertà del proletariato di tutto il mondo”.
Il primo atto di insurrezione Bolscevika del Novembre fu quello di ordinare tutti i comitati regimentati al fronte russo di iniziare la fraternizzazione coi tedeschi e di concludere immediatamente trattati di armistizio locali con gli enti militari che li confrontavano.
Nella notte dell’8 Novembre, Lenine leggeva al Congresso dei “Soviets” il Decreto di Pace, che in parte diceva: —
“Indirizzando questa proposta di pace ai governi e popoli dei paesi belligeranti, il Governo Provvisorio dei Lavoratori e Contadini si rivolge in particolare ai lavoratori coscienti delle tre più avanzate nazioni dell’umanità e le più forti potenze nella guerra attuale — l’Inghilterra, la Francia e la Germania. I lavoratori di questi paesi hanno ben servito la causa del progresso e del Socialismo: il movimento Cartista in Inghilterra, la serie di insurrezione proletarie in Francia; la lotta eroica contro le leggi eccezionale ed il paziente ostinato lavoro di creazione sindacale in Germania, che potrebbe servire di modello per il mondo intero — questa eredità di eroismo proletario e di creazione storica ci è garanzia che i lavoratori di questi paesi comprenderanno il loro dovere che è quello di liberare l’Umanità dagli orrori e dai risultati della guerra. Questi lavoratori medesimi, con la loro azione energica e decisiva, ci aiuteranno a portare a conclusione soddisfacente la lotta per la pace e per la liberazione di tutti i lavoratori dalla schiavitù e dallo sfruttamento”.
Nel medesimo tempo fu composta e stampata a milioni di copie una proclamazione ai soldati tedeschi, che circolava, non solamente al fronte ma anche nell’interno della Germania per opera degli aeroplani. Essa dice in parte: —
- “Ai soldati tedeschi!
- Soldati, fratelli!
- “Ai soldati tedeschi!
“Il 25 Ottobre, i lavoratori e soldati di Pietrogrado hanno rovesciato il governo imperialistico di Kerensky passando il potere alle mani dei “Soviets” dei Lavoratori, Soldati e Contadini. Il nuovo governo, sotto il nome di Consiglio dei Commissarii del Popolo, fu confermato dal Congresso Nazionale dei “Soviets”. Il programma nostro, che il governo va già attuando, si basa anzitutto sulla pace immediata e democratica ai governi ed ai popoli delle nazioni belligeranti. Noi vogliamo anche il trasferimento senza compensazione della terra ai contadini e la realizzazione del controllo proletario dell’industria.
Noi abbiamo preso tutte le misure acciochè il mondo intero sappia i dettagli delle trattative di pace. In oltre a questi nostri piani di pace, noi consideriamo essere nostro dovere rivolgerci a voi, come soldati della nazione che capitaneggia la coalizzione che ci combatte su un fronte esteso.
“Soldati, fratelli! Noi vi raccomandiamo di affiancare con ogni forza la nostra lotta socialista per la pace immediata, poichè così solamente per i lavoratori di tutti i paesi, e curare le ferite che questa guerra criminosa ha inflitto all’umanità.....”
A questo manifesto ha fatto seguito, “L’Appello alle Masse Operaie di tutti i Paesi”, ed il testo del “Decreto sulla Pace” e del “Decreto sulla Terra”. Un’altro manifesto stampato per le trincee Austriache salutava Friederich Adler, allora sotto arresto per l’assassinio del ministro reazionario Stuergh, come l’aquila (Adler, in tedesco) della Rivoluzione Sociale Internazionale.
Nella prima settimana di Novembre venne stabilito nel Ministero degli Affari Esteri un Bureau della Stampa con a capo Radek, ed un Bureau di Propaganda Rivoluzionaria Internazionale, con a capo Boris Rinstein di Buffalo, N. Y., nel quale per qualche tempo io ho occupato un posto nel Dipartimento di Lingua Inglese, che dopo la pace di Brest-Litovsk, divenne Commissario dell’Intero Bureau, che allora portava il nome di Bureau di Letteratura Politica per l’Estero.
Iniziammo subito la pubblicazione d’una serie di quotidiani di propaganda. Il primo di questi fu in tedesco, Die Fachel (La Fiaccola), con una tiratura di mezzo milione di copie al giorno. Questo giornale veniva spedito con treni speciali ai Comitati Centrali dell’esercito a Minsk, Kiev ed altre città che servivano come centri di distribuzione per la zona di guerra e le trincee.
Durante il giorno venivano portati con ostentazione ai punti ufficiali di fraternizzazione dei mazzi di giornali che gli ufficiali tedeschi prontamente confiscavano. Ma durante la notte si compiva il vero lavoro di distribuzione. In luoghi isolati li tenevano segretamente degli incontri e la letteratura di propaganda si passava alle mani di agenti tedeschi. Ad altri punti i soldati russi seppellivano dei mazzi di giornali che poi venivano scavati dai tedeschi.
Dopo qualche dozzina di numeri il nome del “Die Fackel” (La Fiaccola) fu cambiato a “Der Volkerfriede” (La Pace del Popolo). A quest’ora noi avevamo giornali quotidiani in lingua Ungherese, Boema, Rumena e Croata. Io e Williams facemmo uscire un settimanale illustrato di quattro pagine per i soldati tedeschi più semplici e meno istruiti, chiamato, “La Rivoluzione Russa in Fotografie”. Ogni numero conteneva dodici o quindici fotografie di avvenimenti rivoluzionarii, con una dicitura corta di propaganda la più elementare. Sotto di una scena in cui un lavoratore strappa dal tetto di un palazzo le aquile imperiali, che la folla incendia, noi scrivemmo:
“Sul tetto del palazzo, un lavoratore strappa l’odiato emblema dell’autocrazia. La folla di sotto incendia le aquile. Un soldato spiega alla folla che il rovesciamento dell’autocrazia non è che il primo passo verso la rivoluzione sociale. E’ facile abbattere l’autocrazia poichè essa non si basa che sull’ubbidienza cieca dei soldati.
“I soldati russi hanno aperto gli occhi e l’autocrazia sparì.”
Per la fotografia di una riunione di soldati in un palazzo: —
“I socialisti hanno sovente detto che ci fabbrica i palazzi dovrebbe abitarci. Qui nella Russia vediamo per la prima volta i lavoratori — soldati, che col sudore hanno eretto il palazzo e col sangue l’hanno difeso, che se lo godono come proprietà loro”.
E sotto una fotografia dell’Ambasciata tedesca a Petrogrado, questa dicitura: —
“Guardate la grande bandiera. Vi ci sono le parole di un grande tedesco. Di Bismark? Di Hindenburg? No, è la chiamata immortale di Carlo Marx alla fratellanza internazionale: “Proletari di tutto il mondo, unitevi!” Per l’Ambasciata tedesca questa bandiera non è che una decorazione. Furono veramente i soldati lavoratori e contadini russi che l’hanno innalzata; a voi, popolo tedesco, essi vi gridano le medesime parole che il vostro Carlo Marx ha dato al mondo intero settanta anni fa.
Finalmente vediamo fondata una republica proletaria. Ma l’esistenza di questa repubblica non sarà assicurata finchè i lavoratori di tutto il mondo non avranno assunto il potere.
I lavoratori, contadini e soldati russi manderanno presto un ambasciatore socialista a Berlino. Quando manderà la Germania un socialista internazionalista a questa sede dell’ambasciata tedesca a Pietrogrado?
Furono mandati degli emissari in tutti i campi di prigionieri di guerra nella Russia e nella Siberia per incoraggiare la formazioni di aggruppamenti socialisti. Addetti a questo lavoro vi erano degli uomini che parlavano la lingua tedesca, inglese, rumena, polacca, ebraica, croata, bulgara e czeco-slovacca. I risultati furono subito evidenti. A Moscovia per esempio dieci mila prigionieri tedeschi ed austriaci si organizzarono su linee bolsceviche ed iniziarono un’attiva propaganda fra i loro paesani. Dapertutto vedevano la luce dei giornali di propaganda pubblicati per i prigionieri nella loro propria lingua. Il governo dei Soviets forniva i fondi, e l’intero lavoro era sopravisto dal Bureau dei Prigionieri di Guerra subordinato al Ministero degli Affari Esteri. Questo lavoro fu così effettivo che i prigionieri rimpatriati in Austria e Germania venivano sottomessi ad una “quarantina politica” che mirava col buon trattamento e la propaganda patriottica del “Socialismo della maggioranza” ispirato dal governo di ricondurli alle idee conservatrici.
Centinaia di migliaia di questi prigionieri tedeschi hanno fatto applicazione per essere ammessi alla cittadinanza nella repubblica dei “Soviets”; infatti furono i prigionieri di guerra austriaci e tedeschi che più effettivamente han resistito l’avanzata degli eserciti degli imperi teutonici nella Russia dopo della pace di Brest-Litovsk. Nella celebrazione del Primo Maggio, 1918, il conte con Mirbach, l’ambasciatore tedesco, fu attonito a vedere in una dimostrazioni di soldati una compagnia di soldati tedeschi che sotto la bandiera rossa marciavano con le truppe dei “Soviets”.
Un’altra funzione del Bureau di Propaganda era quella di ricevere i disertori che traversavano le linee di combattimento come una fiumana continua. Avevano sempre delle informazioni utili, questi prigionieri, se non altro, riguardo gli effetti della nostra pubblicità e le attitudini del soldato tedesco. Ma molte volte questi disertori venivano con delle proposte straordinarie; mi rammento una delegazione dalle truppe tedesche sull'isola di Oesel che hanno richiesto opuscoli ed oratori rivoluzionari da ricondurre con essi!
Abbiamo mandato due marinai che parlavano il tedesco che in una settimana hanno convertito un migliaio di uomini.
In questi tempi dietro le linee tedesche presso Kovno si formò un campo di qualche ventimila ammutinati. Essi si rifiutarono di combattere e minacciarono di far fuoco sulla prima linea se questa osasse avanzarsi. I nostri delegati hanno traversato le linee e raggiunto il campo con molta propaganda servita intorno alla rivoluzione russa. Prima che fu conclusa la pace di Brest-Litovsk il campo fu distrutto con l'artiglieria ma la propaganda non cessò di divampare da per tutto.
Durante l'armistizio e le trattative di pace di Brest, che per suggerimento di Trotsky vennero condotte pubblicamente, i giornali tedesche hanno con intenzione falsificato i rapporti. Il governo dei Soviets pubblicavano giornalmente la verità nel "Volkerfriede", che innondava regolarmente le trincee tedesche con proclami, decreti ed esortazioni al popolo tedesco di rovesciare il loro governo, di abbattere il Kaiser, di concludere una pace, rivoluzionaria. Continuamente il generale Hoffman minacciava di rompere le trattative se le truppe russe non cessassero di fraternizzare con le truppe tedesche, e di incitarle alla rivolta.
Dopo dell'armistizio, anche il Governo imperiale ammoniva i Soviets che la propaganda rivoluzionaria costituiva una violazione delle condizioni dell'armistizi.
Rispondeva sempre il Consiglio dei Commissarii del Popolo con apologie e promesse. Krylenko, il Comandante in capo russo, ordinò pubblicamente che cessasse la propaganda ma segretamente incitava le sue truppe a raddoppiare il loro lavoro.
Il 28 Dicembre, il governo dei "Soviets" approvò la seguente risoluzione:
"Considerando che il potere dei Soviets si basa sul principio della solidarietà proletaria internazionale e la fratellanza dei lavoratori di tutti i paesi; che la lotta contro la guerra e l'imperialismo non avrà esito vittorioso finchè non sarà condotta internazionalmente, il Consiglio dei Commissarii del Popolo crede necessario venire in aiuto dell'ala sinistra del movimento proletario internazionalista con ogni mezzo, sia che questi paesi sono in guerra con la Russia, con essa alleati o neutrali.
A tal uopo il Consiglio dei Commissarii del Popolo decide: che sia messa a disposizione del Commissariato degli affari esteri la somma di due millioni di "rubles" per supplire ai bisogni finanziarii del movimento rivoluzionario internazionalista".
Il Presidente del Consiglio dei Commissarii del Popolo —
Nicolai Lenine.
Commissario del Popolo per gli Affari Esteri.
Leone Trotzky
Nel mese di Settembre, 1918, il Ministero degli affari esteri aveva nella sola Austria-Ungheria sessanta-otto agenti stipendiati ed un numero ancora più grande in Germania, con altri nella Francia, nella Svizzera e nell'Italia. Gli sforzi maggiori del Bureau di Propaganda Rivoluzionaria venivano naturalmente concentrati sugli imperi centrali. Furono progettati dei settimanali in Inglese, Francese ed Italiano che non hanno mai visto la luce. Per ogni agente nei paesi dell'Intesa, il governo russo ne aveva cinquanta negli imperi centrali.
La Germania e l'Austria costituivano per la Russia la più grande minaccia. Era assolutamente impossibile l'esistenza della Germania imperiale al lato della Russia socialista. La Germania autocratica doveva essere distrutta — e prontamente. Mentre nella Germania esisteva il nemico più acerrimo della Rivoluzione Russa, dall'altro lato nella Germania la Russia aveva potenzialmente il più potente alleato — un proletariato fondato sulla dottrina Marxista e più d'ogni altro al mondo bene organizzato.
Questa circostanza ha determinato in parte la forma della propaganda Russa che mirava essenzialmente ai lavoratori e soldati russi. Non bastava inveire contro il "Kaiser" e gli "Junkers" poiché questi stratagemmi avevano già usati per quattro lunghi anni gli imperialisti borghesi delle democrazie occidentali. I lavoratori tedeschi erano troppo istruiti per farsi così convincere. La propaganda doveva essere internazionale, contro tutti gli imperialisti, militari dinastici o borghesi, con speciale enfasi sui trattati segreti ed i disegni ed atti imperialistici dell'Intesa.
Ma nondimeno i bolscevichi continuarono la loro propaganda contro il Kaiser e gli Junkers tedeschi. Nel primo numero di "Rabotchi" (Lavoratori e Soldati) l'organo del Soviet di Pietrogrado, pubblicato il 31 ottobre, 1917, si osserva il seguente paragrafo:
"Il Kaiser della Germania, che ha la coscienza macchiata dal sangue di millioni di morti nella guerra, vuole gettare i suoi eserciti contro Petrogrado. Noi dobbiamo rivolgerci ai lavoratori, soldati e contadini tedeschi per farli ribellare contro questa guerra disastrosa.
Tanto può fare solamente un governo rivoluzionario, che veramente esprime i desiderii del popolo russo e che, ignorando i tramiti della diplomazia ufficiale, si rivolge alle truppe tedesche, inondando le trincee con proclamazioni in lingua tedesca. I nostri aviatori potrebbero distribuirle per la Germania intera..."
Questo fu una settimana prima dell'insurrezione bolscevika. Otto giorni dopo, il Consiglio dei Commissarii del popolo si rivolgeva ai soldati tedeschi con queste parole:—
"Fratelli, soldati tedeschi! Il grande esempio del vostro compagno, Carlo Liebknecht, il "leader" più eminente del socialismo internazionale; la lotta incessante e perserverante che voi avete condotto pubblicando giornali ed opuscoli, con scioperi e dimostrazioni, la lotta per cui il vostro governo ha incarcerato migliaia dei vostri compagni; ed ultimamente la rivolta eroica della vostra flotta si servono come garanzia che le masse lavoratrici del vostro paese sono pronti a partecipare nella lotta decisiva per la pace.
Venite in nostro aiuto! Nel nome del Governo dei lavoratori e soldati noi vi assicuriamo che i vostri soldati non si avanzeranno un passo se voi vi decidete a spiegare la bandiera di pace, ed anche se la lotta per la pace nel vostro paese dovrebbe rendere necessario il rimpatrio di parte delle vostre forze...”
Dopo la pace di Brest Litovsk e secondo le previsioni del trattato fu abolito il Bureau di Propaganda Rivoluzionaria Internazionale. Ma il primo atto del nuovo Consiglio di Commissarii del Popolo fu quello di riorganizzare segretamente questo lavoro nominando la somma di venti milioni di rubles.
Al medesimo tempo Adolfo Joffe fu nominato ambasciatore a Berlino. Nella sua sede vi erano dieci propagandisti esperti che parlavano il tedesco. Comprarono delle biciclette ed hanno traversato la Germania organizzando, propagandando. Furono raggiunti i tre milioni di prigionieri russi. Due di questi propagandisti furono catturati e deportati, Jeffe fu ripetutamente ammonito dal governo tedesco e ripetutamente ha fatto le sue apologie, continuando poi come prima.
Il primo atto di Joffe nella capitale tedesca fu quello di innalzare sull'ambasciata tedesca la bandiera rossa con il motto della repubblica russa "Repubblica Socialista Federativa Russa dei Soviets". Lavoratori di tutti il mondo, unitevi!". Esso si rifiutò di presentare le sue credenziali al Kaiser, ed ha invitato al suo primo banchetto di Stato Haase, Lebedour, Dittman, Melvring, Luxembourg, Zetkind e Liebknecht (allora in carcere).
Il primo atto del nuovo governo rivoluzionista di Ebert fu l'espulsione di Joffe da Berlino — cosa naturalissima. Una settimana dopo, però, il Consiglio di Lavoratori e Soldati di Berlino l'ha invitato a ritornare, cosa che esso fece. Quando Carlo Liebhnecht fu liberato dalla prigione la sua carrozza, adornata di fiori e scortata da centinaia di migliaglia di lavoratori, andò diretta all'ambasciata russa, dove, parlò dal balcone dicendo che era tempo di seguire l'esempio della Russia.
I giornali serali di New York del 26 Novembre riportarono un discorso di Liebhnecht davanti al Consiglio di Lavoratori e Soldati di Berlino, la notte che fu rovesciato il governo coalizionista:—
"Vi ha dato la borghesia una voce nel governo quando essa era al potere? No! Dunque i lavoratori non debbono dargli una voce ora. Vogliamo un governo di soldati e lavoratoi, che rispecchia il proletariato, che non dovrà piegare di fronte all'Intesa.
Non dobbiamo mercanteggiare con l'imperialismo dell'Intesa. Noi disporremo di esso come abbiamo fatto con l'autocrazia tedesca. La rivoluzione raggiungerà anche i paesi dell'Intesa, ma noi che abbiamo fatto aspettare ai Russi un'anno intero, insistiamo oggi che la rivoluzione scoppii nell'Inghilterra e nella Francia in ventiquattro ore.....".
In quei tempi i governi degli alleati conducevano una propaganda enorme, non solamente negli imperi centrale, nella Svizzera, nella Scandinavia nell'Olanda e nella Russia stessa. Il dipartimento russo del Comitato Americano sulle Informazioni Pubbliche ha speso più di trecentomila dollari, stampando milioni di copie dei discorsi di Wilson, producendo dei spettacoli cinematografici e stipendiando dei propagandisti russi. I governi della Francia e dell'Inghilterra mantenevano in tutti i paese dei costosi Bureau d'Informazioni. Nei paesi neutrali e nella Russia sussidiavano dei giornali ed in certi casi arrivarono a comprare dei giornali e stipendiare direttamente dei giornalisti.
Perchè fallì la propaganda degli Alleati e riuscì quella dei bolsceviki? La ragione è semplice, specialmente per quanto riguarda la propaganda Americana.
Le masse dei popoli russi e tedeschi sono socialisti di sentimento. Essi sono stati educati a mirare verso la rivoluzione sociale, la distruzione della borghesia, la confiscazione della terra, delle industrie e delle istituzioni finanziarie. Essi non vedono nella guerra che il cozzarsi di interessi capitalistici.
La propaganda degli alleati si basava sul patriottismo e sulle virtù della democrazia politica borghese; il suo linguaggio è il linguaggio della economia politica del diciassettesimo secolo. Esprimeva un'odio del socialismo non meno del suo odio del Kaiserismo. La propaganda americana ci presenta la forma di governo americano come il millennio sociale ed economico. In America vi era la libertà di parola, di stampa e di riunione ed il benessere generale. Pervertendo e falsificando le parole e gli atti dei veri socialisti americani, si dimostrava che noi avevamo rinunciato al nostro internazionalismo per metterci a fianco al governo. Tanto fu fatto per caso mio, di Eastman e di Debs. Si gonfiavano le attività di Gompers, Walling Spargo e Russel. Si illustrava anche cinematograficamente la partecipazione dell'America nella guerram le ricche risorse del paese. Tutte queste fasi politiche ed economiche i lavoratori russi e tedeschi avevano combattuto per anni ed anni. Mandarono Root in Russia: Frank Rohu fu mandato in Svizzera per mettersi in contatto con i tedeschi.
Questi sforzi per creare della simpatia per gli alleati nei paesi ostili ignoravano completamente gli elementi socialisti. Solamente i gruppi socialisti più reazionarii della maggioranza furono creduti degni di essere influenzati. Si incoraggiavano i movimenti repubblicani liberali ed i sentimenti nazionalisti nelle piccole nazionalità oppresse.
Per i propagandisti degli alleati le armi più effettive furono i discorsi di Wilson, in cui i lavoratori rivoluuzionarii di tutti i paesi si rifiutarono di pesare fiducia, e che in ogni modo non li interessavano molto.