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Come si possa diventare artisti cinematografici/Capitolo nono

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CAPITOLO NONO

L’arte del trucco

Il truccarsi, nell’Arte Cinematografica, à una delle cose principali e più difficili. Bisogna molto studiare, perchè il far apparire una ruga dove natura non l’ha creata, far sì che un viso giovane invecchi di una diecina d’anni per mezzo del trucco, non è la cosa più facile di questo mondo. Dunque bisogna agire con mano sapiente e sicura e dare quell’intonazione di luce e colore che occorrono. Solo con profondo studio e lunga pratica si arriva allo scopo.

Teniamo ben presente che in Cinematografia non siamo in palcoscenico, dove la linea, la ruga più o meno marcata, può venire attenuata dalla luce della ribalta e può far risaltare più o meno bene la truccatura. In Cinematografia il truccarsi alla luce del giorno, e tenendo calcolo che l’obbiettivo Cinematografico non è la luce della ribalta, è una cosa allatto diversa.

Se in Palcoscenico si può adoperare una parrucca con frontino, e che questo scompaia per la sapiente adattazione del cerone rosa che accompagna il colore della pelle, se si può adoperare il rosso sia per le guancie che per le labbra, se si possono adoperare diverse creme e cipria sia grassa che naturale, in Cinematografia tutto ciò è escluso, tranne per la cipria, che però dev’essere usata con grande parsimonia, non solo, ma sarà bene adoperare solamente cipria di colore, cioè: rosa, gialliccia o marron chiara.

Cinematograficamente il color bianco bisogna escluderlo assolutissimamente, perchè fa alone, cioè quella specie di spettro solare che fa aureola a tutto ciò che è bianco, nuocendo assai, sia fotograficamente e sia artisticamente. Come pure niente parrucche con frontino perchè Cinematograficamente impossibile il poter accompagnare questo col colore della fronte anche adoperando tutti i ceroni possibili e immaginabili, niente rosso nè alle guancie nè alle labbra, perchè fotograficamente verrebbero nere, niente creme di [p. 37 modifica]qualsiasi specie e colore, perchè darebbero al viso un lucido da farlo sembrare uscito da una tinozza d’acqua.

Perciò, cinematograficamente, bisogna sempre adoperare: il cerone marrone per le rughe, ed i ceroni bleu e nero per l’ingrandimento dell’occhio. Solo con queste tre tinte si possono avere tutti gli effetti voluti in Cinematografia.

Non bisogna mai esagerare nelle linee, ma bisogna sapersi truccare con naturalezza e dare al viso quella maschera di verità che solo dopo parecchie prove e studio si potrà ottenere. E così dicasi nell’appiccicarsi barbe, baffi o basette. Non mai adoperare crespo, cioè capelli o lana appositamente confezionati, nè troppo scuro nè troppo chiaro. Il crespo nero, biondo chiaro, bianco bisogna eliminarli assolutamente.

Il crespo nero dà al viso una linea troppo cruda, sembra che invece di avere barba, baffi o basette, si sia semplicemente intinto un pennello in una composizione di bitume o pece, e di esserselo passato sul viso. Così dicasi per il crespo troppo biondo o chiaro che non potrà mai dare un’impressione naturale di avere al viso barba, baffi o basette reali. Dovendo rappresentare un vecchio sia con barba o con baffi, mai adoperare il crespo bianco, per la ragione più sopra esposta, ma bensì grigio, e così dicasi pure per le parrucche, che però io non consiglierei mai di mettere, perchè se sulla fronte possono ancora adattarsi più o meno bene, è ben difficile il trovare una parrucca che di dietro calzi a pennello. Se giuoco forza farà bisogno di mettersi una parrucca, bisogna attenersi come al crespo, cioè niente bianco, niente nero o biondo troppo chiaro.

Dunque facciamo bene allenzione, studiamo bene il trucco, essendo una delle basi principali in Cinematografia. Facciamo molti esperimenti prima di esporci a un obbiettivo Cinematografico, provando e riprovando senza mai stancarci fino a che non crediamo di essere pressochè perfetti.

Tener sempre presente che l’artista, le mollissime volte, lo si giudica dalla truccatura, anzi direi quasi che questa è il suo battesimo appena entrato in una Casa Cinematografica. Può essere l’esordiente più che bravo più che espressivo, ma se per combinazione egli si fosse truccato male, il giu[p. 38 modifica]dizio su di esso sarebbe disastroso. L’occhio del Direttore Artistico, Metteur en Scéne o chi per esso è inesorabile, e la carriera di questo esordiente è seriamente compromessa.

Dunque sappiamoci truccare, dando al nostro viso per mezzo del trucco tutte quelle età e quelle trasformazioni che la parte richiede.