Come si possa diventare artisti cinematografici/Capitolo secondo
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CAPITOLO SECONDO
L’espressione del viso
Come dissi già nel capitolo precedente, non basta essere artisti in genere, per credersi buoni attori Cinematografici. Punto capitale, mancando la parola, l’espressione del viso deve supplire ad essa.
Perciò qui calza a pennello quell’antico adagio che suona: “Il viso è lo specchio dell’anima„. La gioia, il dolore, l’angoscia, la paura, la gelosia, l’odio, il piacere, la rabbia, il contento, tutto deve trasparire dal viso: tutto si deve comprendere dalle diverse contrazioni dei muscoli facciali, perciò prima di cimentarsi ad una prova Cinematografica, l’aspirante deve abituare il suo viso una vera ginnastica muscolare, onde avere un’espressione facile e naturale.
Dimodochè l’aspirante deve a casa porsi davanti ad uno specchio e cominciare a provarsi nelle diverse fasi; per esempio: dalla gioia al dolore; nella gioia il vostro viso deve esprimere il cuor contento, cioè: Occhio aperto, ilare, fronte spianata, bocca sorridente, indi a poco a poco dalla vostra bocca sparirà il sorriso, la fronte si corrugherà, l’occhio diventerà atono lacrimoso, la bocca avrà una piega semicircolare dinotante il dolore e l’amarezza, le mandibole serrate onde far sussultare i lati delle guancie, ed ecco raggiunto lo scopo.
Volete che dal vostro viso traspaia l’angoscia? Bocca semiaperta, ingrandite l’occhio aprendo moltissimo le palpebre, date al vostro sguardo una fissità senza fine e sospirate ad intervalli. Che il vostro viso indichi un forte odio? Corrugate fronte e ciglia, acciocchè sopra al naso in mezzo agli occhi vengavi quelle due o tre fossette, date al vostro viso una serietà assoluta e con l’occhio severo figgete lo sguardo sopra un punto qualsiasi, le labbra strette serrate con un movimento nervoso delle mandibole. Facendo ciò avrete l’effetto desiderato.
E così dicasi della gelosia, della paura, ecc. ecc. Molte di queste azioni vanno accompagnate col gesto di cui diremo nei capitoli susseguenti. La cosa principale, ripeto, è di curare molto l’espressione del viso. Da questo solo dipende il segreto della buona riuscita. Non bisogna scoraggiarsi se alle prime prove non si riesce nell’intento, anzi bisogna provare e riprovare e a forza di perseveranza e tenacia si può esser certi di poter dare quella mobilità al viso, che è cosa principale dell’artista Cinematografico.
Sicuramente bisogna avere un tantino di stoffa artistica, perchè mancando assolutamente di questa, sarebbe inutile incaponirsi in un’Arte che non si capirà mai, non riuscendo che a far perder tempo a sé e agli altri. I pionieri dell’arte cinematografica in Italia
Cav. Alfredo Gandolfi
Mi viene in memoria, a questo proposito, un grazioso aneddoto occorsomi alcuni anni fa. Il Signor Ambrosio mi pregò un giorno di provare un tizio che si atteggiava a grande artista con mosse più o meno ridicole e benchè egli fosse di ricca famiglia e vestisse elegantissimamente pure m’aveva l’aria d’un perfetto melenso. Tuttavia m’accinsi di buon grado a provarlo, onde al signor Ambrosio riferirne l’esito. Subito però mi avvidi che le mie previsioni non erano errate: in quel giovanotto mancava assolutamente il bernoccolo dell’Arte sia Cinematografica che teatrale, perciò lo dissuasi, e con belle maniere lo congedai. Però il mio “amico„ non aveva fatto ancora otto o dieci passi che improvvisamente si voltò, e correndo verso di me, con fare felice come avesse scoperto una nuova America mi disse: — Senta, forse lei non ha compreso bene il mio carattere, domani ritornerò e vedrà come riesco bene a fare l’ubbriaco!— Può darsi, risposi, massimamente se lei venendo abbia bevuto un due o tre litri di Barbera!! L’“amico„ mi capì e scoraggiato mi chiese: — Ma allora cosa lei mi consiglia di fare? Mi fece pena, gli battei familiarmente una mano sulla spalla e: Cosa le consiglio? Ma continui a fare il signore lei, che, beato!, lo può fare!...
Egli mi guardò, poi salutandomi se ne andò scuotendo il capo malinconicamente come io gli avessi consigliato una grossa corbelleria...