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Come si possa diventare artisti cinematografici/Capitolo terzo

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CAPITOLO TERZO

Il modo d’incedere e gestire
sia antico che moderno

Oltre all’espressione del viso, bisogna curare molto anche il gesto. Il gesto accompagnato dall’espressione supplisce la parola. Influisce poi molto anche il modo di camminare, che deve sempre essere fatto con franchezza; bisogna sempre essere sicuri di sè. Una mossa falsa, un passo sbagliato possono cagionare la rovina completa di un effetto voluto.

Vi sono due Categorie sia nel gestire come nell’incedere, [p. 23 modifica]cioè: Antico e Moderno. Nella prima Categoria, il gesto deve essere ampio, calmo, plastico; come pure l’incedere deve essere imponente. Portando, sia un peplo, sia una corazza, l’artista deve immedesimarsi del personaggio che rappresenta, e riandare col pensiero agli antichi Romani, che i nostri Storici descrivono come popolo dall’incedere e gestire solenne e maestoso. A meno che non si rappresenti uno schiavo, un mendico o popolano. Pure benchè il gestire e l’incedere di questi abbia meno plastica, il gesto è sempre calmo e ampio. In generale, rappresentando un personaggio antico occorre dimostrare la forza e la superiorità propria di quel popolo a quel tempo. Benchè al presente la film Storica, cioè in costume, sia in decadenza, pur tuttavia non è detto che coll’evoluzione del tempo non ritorni ad emergere. Perciò è bene esercitarsi anche in questo genere di gestire ed incedere molto diverso dal gestire ed incedere moderno. Per esempio: dovete rappresentare un patrizio Romano? Or bene il vostro camminare sia adagio e maestoso; ammettiamo che dobbiate salutare una Matrona: il vostro braccio destro si alzi teso al di sopra della testa vostra, tenendo la mano aperta e tesa avanti a voi, inchinando leggermente il capo; questo pel saluto. Ammettiamo che questa Matrona abbiavi offeso nel vostro amor proprio e dobbiate scacciarla dalla vostra presenza: in questa azione il vostro corpo sia ben dritto; petto sporgente e viso atteggiato ad espressione severa; braccio destro teso avanti a voi, e allargandolo in direzione della donna le indicherete, con mossa ampia e plastica, che vi si levi dinnanzi, restando in quella posizione un cinque o sei secondi. Restar fermi in una posa scultoria (non molto però) questo si chiama plastica, ed essa è il punto essenziale nel gestire antico. Guai però cader nel ridicolo! Non bisogna esagerare, ma quello che si fa, farlo con perfetta coscienza di ciò che si deve rappresentare e non prendere le cose alla leggera, come, ricordomi, faceva un artista che era ai primordi della sua carriera Cinematografica.

Era primo attore in Casa Ambrosio. Egli doveva rappresentare il personaggio principale in una Cinematografia storica, di ambiente romano, Cinematografia che fu un [p. 25 modifica]I pionieri dell’arte cinematografica in ItaliaImmagine dal testo cartaceoRoberto Omegna [p. 26 modifica]capolavoro e che affermò sempre più il valore indiscusso della Casa Ambrosio. Orbene, questo giovane primo attore, (al giorno d’oggi omai celebre) forse lusingato nel suo amor proprio nel rappresentare un personaggio sì importante, curava poco la plasticità della parte. In un quadro in cui egli seduto ha la visione di un famoso e storico incendio, la sua posa non accontentava l’occhio maestro del non ancora Cav. Ambrosio, che impazientitosi, dopo averlo provato e riprovato parecchie volte, con voce secca e vibrante, segno evidente che eravamo all’apice della sua nervosità, esclama in buon torinese: Ma che posa l’è mai cula? Mo càm fàssa un po’ al piàsi.... (Ma che posa è mai quella? Mi faccia un po’ il piacere....) Il futuro celebre attore per nulla turbato, anzi con una calma olimpica, vera calma genovese, difatti egli è ligure, rispose: Ma, signor Ambrosio, non si inquieti, vuole che mi metta in una posa Cinematografica o Teatrale?... Si capiva che egli cercava una scappatoia, ma il signor Ambrosio vieppiù seccato ribatte: Si metta come vuole ma lei non sarà mai plastico... e infatti il nostro primo attore non potè trovare la posa voluta, (parrebbe facile, è vero?) e dovettero metterlo in posa.

Quel giovane primo attore che allora era ignaro completamente di far risaltare la sua persona in una posa più o meno plastica, col tempo fece tesoro degli ammaestramenti di Casa Ambrosio ed attualmente egli ha fatto una splendidissima carriera: egli è Alberto Capozzi, mio buon amico e compare: tenne a battesimo, in unione di quella simpaticissima Artista del Silenzio di Mary Cleo Tarlarini, il mio (ahimè!!) quarto figlio!

Dunque, tornando a noi, ora che abbiamo dimostrato il gestire e l’incedere antico, passiamo al moderno.

Il gestire e l’incedere moderno è tutt’altra cosa. Bisogna gestire naturali, non bisogna mai “strafare„, cioè, non esagerare. Pure nel moderno si richiede il gestir calmo e non precipitato; il troppo precipitar, sia nel gestire sia nel muoversi, nuoce assai all’azione. Voi, per esempio, dovete inveire contro una persona? Non occorre che vi sbracciate, che facciate molti movimenti, no, affatto, basta che con calma [p. 27 modifica]andiate in contro a questa, coll’espressione adatta al caso, e quando siete vicino ad essa più collo sguardo che con altro, la fisserete intensamente; indi il braccio destro a metà teso, colla mano aperta prima e col pugno chiuso dopo, lo tentennerete innanzi alla persona. Eseguendo bene tutto ciò farete comprendere che la vostra ira è terribile e che vi trattenete a stento.

Per esempio, dovete dichiarare amore ad una fanciulla? Incedere timido sguardo a terra, indi adagio adagio piglierete la mano della fanciulla e portandovela al cuore, più coll’espressione che colla parola, le dichiarerete il vostro amore. Insomma il moderno gestire, a differenza dell’antico, non è che il gesto naturale che accompagna l’espressione del viso facendone capire il pensiero e l’azione.