Audizioni Commissione d'inchiesta Federconsorzi/12

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Comunicazioni del presidente

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SENATO DELLA REPUBBLICA CAMERA DEI DEPUTATI


XIII LEGISLATURA--------------------------------

COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUL DISSESTO DELLA FEDERAZIONE ITALIANA DEI CONSORZI AGRARI


RESOCONTO STENOGRAFICO DELLA SEDUTA DI MERCOLEDI' 16 GIUGNO 1999 ______________________


Presidenza del Presidente Melchiorre CIRAMI


I lavori hanno inizio alle ore 19,40. (La Commissione approva il processo verbale della seduta precedente).

Presidenza del presidente CIRAMI

I. Seguito dell'esame della relazione sui lavori svolti, ai sensi dell'articolo 9, comma 2, della legge istitutiva.

PRESIDENTE. La Commissione è chiamata oggi ad approvare la relazione sui lavori svolti, ai sensi dell'articolo 9, comma 2, della legge istitutiva. Vi ricordo che tale relazione è stata già illustrata nelle sedute del 25 maggio e del 1° giugno 1999 e che, per la sua approvazione è necessaria, ai sensi dell'articolo 11, comma 2, del Regolamento interno, la presenza della maggioranza dei componenti della Commissione. Metto ai voti la relazione sui lavori svolti.

E’ approvata.

La relazione appena approvata sarà trasmessa al Presidente della Camera dei deputati ed al Presidente del Senato, ai sensi dell'articolo 9, comma 2, della legge istitutiva.


II. Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Colgo l'occasione per informarvi che, nella riunione del 27 maggio 1999, l'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi ha concordato sull'opportunità di approfondire la questione relativa al nuovo ordinamento dei consorzi agrari. Il disegno di legge n. 4860, già approvato in sede deliberante dalla 9a Commissione permanente del Senato e licenziato nell'identico testo dalla Commissione agricoltura della Camera dei deputati, detta le linee di riforma del sistema consortile sopravvissuto al dissesto finanziario della Federconsorzi. Già nel corso della riunione dell'Ufficio di Presidenza del 9 marzo 1999, su sollecitazione dei deputati Misuraca e Losurdo, era stata disposta l'acquisizione degli atti parlamentari relativi a tale disegno di legge, al fine di poter valutare l'incidenza di tale provvedimento sulla materia oggetto dell'inchiesta della Commissione. Vi invito pertanto ad esprimervi sulla questione, eventualmente nella prospettiva di elaborare un documento, da trasmettere ai Presidenti dei due rami del Parlamento, come contributo della Commissione alla discussione sul progetto di riforma dell'ordinamento dei consorzi agrari.

Colleghi, mi permetto di sottolineare l'incidenza che l'utilizzazione di fondi per il rilancio dei consorzi agrari, di cui al disegno di legge n. 4860, può avere su uno degli aspetti salienti dell'attività di questa Commissione, di cui si occupa il terzo gruppo di lavoro. In sede di Ufficio di Presidenza è già stata sottolineata l'esigenza di segnalare alla Commissione Agricoltura della Camera dei deputati l'attività che la nostra Commissione d'inchiesta sta conducendo su questo aspetto della vicenda, allo scopo di evitare che gli stanziamenti previsti vadano a finanziare dissesti provocati non dalle traversie del mercato agricolo, bensì da una gestione "allegra" di questo o quel consorzio agrario. Se lo ritenete necessario possiamo aprire un dibattito sull'opportunità di segnalare tale aspetto al Presidente della Camera, poiché il disegno di legge in questione è già iscritto all'ordine del giorno dei lavori dell'Aula di Montecitorio.

A mio avviso appare comunque opportuno elaborare un documento che possa apportare il contributo rappresentato dal lavoro svolto da questa Commissione, ferma restando l'autonomia della Camera dei deputati di assumere le proprie determinazioni. Su tale proposta pertanto vorrei ascoltare la vostra opinione. BORTOLOTTO. Posto che abbiamo verificato l'esistenza di una situazione di dissesto alla quale si è cercato di rimediare con un'ampia vendita di beni, condivido la proposta di segnalare al Presidente della Camera dei deputati che non è il caso di prevedere ulteriori finanziamenti. Inoltre, occorre agire rapidamente se è vero che il provvedimento è già stato inserito all'ordine del giorno dei lavori dell'Aula. E' opportuno quindi che l'eventuale dibattito si svolga stasera stessa e che una decisione in merito venga presa al più presto. Condivido pertanto la proposta avanzata dall'Ufficio di Presidenza.

PREDA. Colleghi, in realtà per poter esprimere un parere bisognerebbe conoscere meglio il provvedimento in questione che, come sappiamo, è già stato approvato dal Senato in prima lettura a maggioranza dei suoi membri.

Tuttavia rilevo che l'impostazione che stasera stiamo dando al problema è notevolmente diversa da quella data dal provvedimento. Infatti, in Commissione agricoltura prima e in Aula poi si stabilì di dividere la partita Federconsorzi da quella dei consorzi agrari. Su questo aspetto ricordo che vi fu un'ampia discussione in entrambe le sedi a seguito della quale si decise di procedere ad una riforma dei consorzi agrari.

Non dimentichiamo, inoltre, che il disegno di legge approvato in questo ramo del Parlamento stabilisce alcuni filtri, come quello di prevedere la liquidazione dei crediti dei consorzi agrari e non della Federconsorzi e quello di affidare al Ministero per le politiche agricole il compito di valutare i crediti reali dei consorzi agrari nei confronti dello Stato. Credo pertanto che l'informativa debba essere data con estrema precisione e non in maniera approssimativa.

PASQUINI. Non sono in disaccordo con le questioni sollevate poc'anzi dal senatore Preda, tuttavia, prima di esprimermi nel merito, mi riservo di conoscere meglio il testo del disegno di legge in questione.

Per ragioni di tempestività ritengo comunque necessario segnalare l'esistenza di un problema che, a mio avviso, non riguarda però i consorzi agrari, perché se questi ultimi vantano dei crediti nei confronti dello Stato è giusto che vengano pagati. Il problema è che, fino a quando quei crediti verranno fatti rientrare nella massa creditoria della Federconsorzi, sarà difficile disgiungere la questione Federconsorzi da quella dei consorzi agrari. Un altro aspetto della questione è che tali crediti, considerati inesigibili, tant'è che la S.G.R. li valuta molto poco, nel momento in cui vengono ceduti per quattro soldi ai consorzi agrari improvvisamente diventano "buoni". È questo il problema di cui ci dobbiamo occupare. Ferma restando la necessità di entrare nel merito della vicenda con cognizione di causa e con un'adeguata documentazione, ritengo doveroso segnalare al Presidente della Camera dei deputati l'opportunità di sospendere o rinviare la discussione del provvedimento in ragione del fatto che la nostra Commissione ne sta approfondendo taluni aspetti.

VENETO Gaetano. Vorrei aggiungere qualcosa a proposito di quanto appena affermato dal senatore Pasquini.

Intendo proporre, infatti, alla Commissione di incaricare il Presidente di segnalare, sul piano meramente formale, quanto forse non è stato valutato relativamente al testo del disegno di legge n. 4860, già approvato in sede deliberante dalla IX Commissione del Senato e licenziato, nell’identico testo, dalla Commissione agricoltura della Camera dei deputati; la "connivenza" cioè di un’attività legislativa, di un iter procedurale formativo di una legge, con altra legge dello Stato e precisamente con la legge 2 marzo 1998, n. 33 che istituisce la Commissione parlamentare d’inchiesta sul dissesto della Federazione italiana dei consorzi agrari. Quest’ultima, infatti, nell’elencare gli scopi di tale Commissione, all’articolo 1, comma 1, lettera e), espressamente recita: "Verificare la situazione economico-finanziaria, nonché le ragioni, le modalità e i tempi del ricorso alle procedure di liquidazione o commissariamento dei consorzi agrari in stato di liquidazione coatta amministrativa o di commissariamento". In altri termini, senza entrare assolutamente nel merito di questioni politiche, si potrebbe segnalare, sul piano strettamente formale, al Presidente della Camera che, mentre in questo momento vi è un disegno di legge licenziato dalla Commissione agricoltura della Camera nel testo identico a quello approvato pressoché all’unanimità dalla IX Commissione del Senato, che detta le linee di riforma del sistema consortile sopravvissuto al dissesto finanziario della Federconsorzi, un’altra legge dello Stato alla citata lettera e) dell'articolo 1, comma 1, prevede la verifica e il controllo delle masse creditorie dei consorzi agrari. A mio avviso, quindi, il Presidente Cirami dovrebbe rappresentare al Presidente della Camera dei deputati l’opportunità di tenere conto, ai fini della prosecuzione dell’iter del disegno di legge n. 4860, dell’esigenza avvertita dalla Commissione di poter valutare l’incidenza di tale provvedimento sull’oggetto dell’inchiesta ad essa demandata dall’articolo 1, comma 1, lettere a) ed e) della legge istitutiva. È necessario, infatti, segnalare le difficoltà che potrebbero sorgere dall’ accavallamento tra un’attività legislativa già licenziata da un ramo del Parlamento (e che sta per concludersi presso l’altro) e la legge che istituisce una Commissione parlamentare d’inchiesta con lo scopo di accertare e verificare masse patrimoniali e situazioni debitorie. Se poi chi dirige i lavori della Camera riterrà che non vi sia, sul piano strettamente tecnico-formale, un accavallamento procederà di conseguenza; se, invece, a seguito di questa segnalazione, dovesse avere un ripensamento (melius re perpensa) potrà "postergare" eventuali decisioni in merito a tale questione a dibattito avvenuto da parte della Commissione. Si tratta di una soluzione che salverebbe un po’ tutto: lascerebbe sovrana la Camera dei deputati, segnalando tuttavia che vi è una legge dello Stato su cui la Commissione sta lavorando.

PRESIDENTE. Ho dovuto sollevare il problema perché, in data 6 novembre 1997, durante i lavori della IX Commissione permanente, lo stesso Presidente della Commissione, Scivoletto, ricordava ai colleghi che il Senato aveva già approvato in seconda lettura il disegno di legge sull’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla Federconsorzi e sulle vicende connesse, esprimendo in quella sede l’auspicio di una tempestiva conclusione dell’iter della Commissione, quasi rappresentasse un presupposto logico il fatto che la Commissione mettesse a disposizione delle Aule parlamentari gli studi e i lavori da essa compiuti per la discussione del disegno di legge sul riordino del sistema dei CAP. Purtroppo si è verificata una sfasatura nei tempi per cui la nostra Commissione è stata istituita a distanza di tempo; però l’auspicio rilevato in quella sede era proprio nel senso che il lavoro di questa Commissione fosse prodromico rispetto ai dati finanziari che il disegno di legge n. 4860, sul riordino dei consorzi agrari, stabiliva.

CARUSO Antonino. Intervengo solo per dichiarare la mia condivisione delle considerazioni svolte dall’onorevole Gaetano Veneto che, a mio avviso, rappresentano un assist al Presidente della Camera dei deputati, considerato che il disegno di legge è stato esaminato dalla Commissione Agricoltura della Camera dei deputati e che questa ha ritenuto di non modificare il testo approvato dall’altro ramo del Parlamento, in modo da consentire un pronto avvio della riforma del sistema consortile.

E’ vero che tutto è possibile, ma è anche prevedibile pensare che, se non vi sarà per i colleghi deputati, o meglio per chi dirige i lavori della Camera, la possibilità di valutare e di riflettere in modo approfondito sull’incidenza di questo provvedimento sull’oggetto dell’inchiesta, esso è destinato a trasformarsi in legge in un tempo assai rapido, legato solamente ai ritmi di lavoro dell’altro ramo del Parlamento. DE CAROLIS. Molto brevemente, si tratta di recuperare da parte della nostra Commissione un eccessivo ritardo relativamente all’esame di un provvedimento che ritengo indispensabile per il proseguimento dei lavori della nostra Commissione. Al punto in cui ci troviamo, prendo atto anche della correttezza con cui i colleghi si sono espressi. Il disegno di legge approvato dal Senato è passato come uno dei tanti provvedimenti, mentre oggi noi tutti vi guarderemmo con un’attenzione diversa. L’unica cosa che possiamo fare è quella di programmare un dibattito in Commissione nel più breve tempo possibile, prima che la Camera dei deputati lo licenzi. MANCUSO. Signor Presidente, tra le proposte affacciate, quella dell’onorevole Gaetano Veneto in via teorica mi sembra la più congeniale. Anch’essa però parte dal presupposto che la materia legislativa in fieri alla Camera possa trarre in qualche modo giovamento dal nostro contributo. Infatti, dovremmo sapere sotto quali aspetti l’attività della nostra Commissione potrebbe incidere o risultare utile al lavoro che sta compiendo la Camera dei deputati. Se noi, invece, avanziamo una tale proposta semplicemente perché vi è una contiguità di materia avremmo espresso una buona intenzione, non potendola però realizzare. Prima di stabilire l’utilità concreta di questo nostro intervento presso quei lavori dovremmo sapere fino a che punto essi sono suscettibili di essere contaminati dalla nostra competenza, altrimenti potenzialmente potremmo interloquire in qualsiasi tipo di procedimento legislativo.

Non vorrei che ponendoci ora la questione relativa a quello che non s’è fatto e non si è potuto fare finora - essendo impossibile risolverla in breve tempo – si ritardino altre attività urgenti di nostra competenza per farci dire alla fine un grazie e basta. PRESIDENTE. Voi sapete che abbiamo organizzato un gruppo di lavoro proprio in merito a questa problematica. Non posso rimproverare nessuno se la Commissione ha dovuto iniziare la sua attività con tante difficoltà ed impedimenti di natura formale e strutturale e se è costretta ad inseguire i tempi che abbiamo a disposizione.

Non posso che sollecitare il gruppo di lavoro che si occupa in maniera specifica di questa materia ad impegnarsi, non essendo intenzione né mia né della Commissione interferire nel lavoro assolutamente autonomo e sovrano dell’Aula dell’altro ramo del Parlamento. Del resto, a mio avviso, vi è il dovere di informare, a titolo di conoscenza, la Camera dei deputati che la Commissione Federconsorzi si sta occupando di questo argomento, anche se poi non vi sono dubbi sul fatto che essa è assolutamente sovrana in materia.

Se non vi sono osservazioni, la proposta avanzata dall’onorevole Gaetano Veneto si intende accolta. Domani stesso scriverò al Presidente della Camera dei deputati per rappresentare l’opportunità di tener conto, ai fini della prosecuzione dell’iter del disegno di legge n.4860, dell’esigenza avvertita dalla Commissione di poter valutare, in modo approfondito, l’incidenza di tale provvedimento sull’oggetto dell’inchiesta ad essa demandata dall’articolo 1, comma 1, lettere a) e d) della legge istitutiva.

Avverto che la Commissione tornerà a riunirsi martedì 22 giugno 1999, alle ore 11, per procedere all’audizione dell’avvocato Mario Casella.

I lavori terminano alle ore 20.