Così parlò Zarathustra/Parte prima/Della guerra e dei guerrieri

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Della guerra e dei guerrieri

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Friedrich Nietzsche - Così parlò Zarathustra (1885)
Traduzione dal tedesco di Renato Giani (1915)
Della guerra e dei guerrieri
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Della guerra e dei guerrieri

«Noi non vogliamo essere risparmiati dai nostri migliori amici e nemmeno da coloro che amiamo profondamente! Perciò lasciatemi dire la verità!

O miei fratelli d’arme! Io vi amo profondamente; io era e sono pari vostro. Ed io sono pure il vostro miglior nemico. Perciò permettete ch’io vi dica la verità!

Mi son noti l’odio e l’invidia del vostro cuore. Voi non siete abbastanza grandi per poter ignorare l’odio e l’invidia. Almeno siate tanto grandi da non vergognarvene.

E se non potete essere i santi della conoscenza, siatene almeno i soldati, che sono i compagni e i precursori dei santi.

Io scorgo molti soldati: potessi veder molti guerrieri! «Uniforme » dicesi quella che indossano: possa non essere uniforme la cosa che sott’essa nascondono!

Voi dovete esser per me coloro che tendono gli sguardi in cerca del nemico — del vostro nemico. Ed in alcuni di voi divampa l’odio al primo sguardo.

Voi dovete cercare il vostro nemico, combattere la vostra guerra, e ciò per le vostre idee! E se la vostra idea soccombe, che la vostra rettitudine gridi al trionfo!

Voi dovete amare la pace perchè è un mezzo a nuove guerre. E dovete amare la pace breve più che lunga.

A voi non consiglio il lavoro, bensì la guerra. A voi non consiglio la pace, bensì la vittoria. Il vostro lavoro sia la lotta, la vostra pace la vittoria!

Non è bene tacere e seder tranquilli se non quando si è armati di freccia e di arco; altrimenti si perde il tempo nelle chiacchiere e nelle querele. La vostra pace sia una vittoria!

Voi dite che la buona causa santifica persino la guerra? Ed io vi dico: la buona guerra santifica ogni causa. [p. 44 modifica]

La guerra e il coraggio hanno operato cose più grandi che non l’amore del prossimo. Non la vostra compassione, bensi il vostro valore ha finora salvato chi era in pericolo.

Che cosa è bene? voi chiedete. Esser valorosi. Lasciate che le ragazzine sentenzino: «è buono quello che è bello e commovente».

Vi dicono senza cuore; ma il vostro cuore è genuino, ed io amo il pudore della vostra cordialità. Voi vi vergognate del vostro flusso, come gli altri del loro riflusso.

Voi siete brutti? Ebbene, miei fratelli, avvolgetevi nel sublime, che è il manto della bruttezza.

E quando la vostra anima diventerà grande, essa sarà altera, e nella vostra grandezza sarà la malizia. Io vi conosco.

Nella malizia s’incontrano l’altero e il fiacco. Ma si fraintendono: io vi conosco.

Voi dovete avere soltanto nemici cui si convenga l’odio, non il disprezzo.

Voi dovete andar orgogliosi del vostro nemico: allora i successi di lui saran pure i vostri.

Ribellione — è la distinzione dello schiavo: la vostra sia l’obbedienza! Il vostro comandare sia un obbedire!

Ad un buon guerriero la parola «tu devi» suona meglio di quella «io voglio».

E a tutto ciò che v’è caro voi dovete permettere che sia comandato.

Il vostro amor della vita sia l’amore della vostra più sublime speranza e la vostra più sublime speranza sia la vostra più sublime idea della vita!

Ma questa vostra più sublime idea voi dovete tollerare vi sia comandata da me — ed essa suona: «l’uomo è tal cosa che deve essere sorpassata».

E dopo ciò vivete d’una vita d’obbedienza e di lotta! Che importa di viver lungamente? Quale è il guerriero che domanda d’esser risparmiato?

Io non vi risparmio, io vi amo profondamente, miei amici di guerra!».

Cosi parlò Zarathustra.