Costituzione dogmatica sulla fede cattolica 18 luglio 1870 (Pio IX)/Capo II

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Capo II

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CAPO II.

Della perpetuità del primato di Pietro
nei Romani Pontefici.

Ciò poi che il principe dei Pastori ed il gran Pastore delle pecorelle, il Signore Cristo Gesù, istituì nel beato apostolo Pietro a perpetua salute e bene perenne della Chiesa, questo stesso, pure per opera sua, è necessario che perennemente duri nella Chiesa, la quale, fondata sopra la pietra, starà ferma fino alla fine dei secoli. Imperocchè a nessuno può cadere in dubbio, anzi in tutti i secoli fu noto sempre che il santo e beatissimo Pietro, Principe e capo degli apostoli, colonna della fede e fondamento della cattolica Chiesa, il quale dal nostro Signore e Salvatore e [p. lat. modifica] [p. 9 modifica]Redentore del genere umano, Gesù Cristo, ha ricevuto le chiavi del Regno, fino a questo tempo e sempre ne’ suoi successori, i Vescovi della santa Romana Sede da lui fondata e consacrata col suo sangue, vive e presiede e giudica. Perlocchè chiunque succede in questa Cattedra a Pietro, questi, secondo l’istituzione dello stesso Cristo, tiene il primato di Pietro su tutta la Chiesa. Sta ferma adunque la disposizione della verità, e il beato Pietro, perseverando nella ricevuta fortezza della pietra non abbandonò il governo che si è preso della Chiesa. Per questa cagione fu sempre necessario che alla Romana Chiesa per la preminente sua principalità convenisse ogni chiesa, vale a dire tutti i fedeli che in ogni dove si trovano, affinchè tutti, come membra che pel capo si consociano, in quella Sede, da cui in tutti dimanano i diritti della veneranda comunione, si uniscano a formare un sol corpo.

Se alcuno adunque dirà non essere per istituzione dello stesso Cristo Signor nostro, ossia di diritto divino, che il beato Pietro ha perpetui successori nel primato su tutta la Chiesa, o che il Romano Pontefice non è il successore del beato Pietro nello stesso primato, sia anatema.