Dagli occhi santi, ove onestate alloggia

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Antonio Sforza

D Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura Dagli occhi santi, ove onestate alloggia Intestazione 12 maggio 2019 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Sonetti d'alcuni arcadi più celebri/Antonio Sforza


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II


Dagli occhi santi, ove onestate alloggia,
     E maggior possa, e più bei raggi assume,
     Posso imparar con quali salde piume
     L’Alma si leva, e al Ciel sicura poggia:
5Che da quel primo dì, che tanta pioggia
     Versaro in me di puro amico lume,
     Scosso d’intorno suo freddo costume,
     Non più lo spirto al reo desir si appoggia.
Ma non posso imparar lo stil, che serpe
     10Per entro all’Alme, e con tal modo destro
     Incanta, e lega, e il cuor dal seno sterpe:
Ch’ella non l’ebbe già per caldo d’estro,
     Nè per Apollo, o per dono d’Euterpe,
     Ma qualche Angelo in Ciel le fu maestro.