Della dissimulazione onesta/XXI. Del cuor che sta nascosto
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XXI.
Del cuor che sta nascosto.
Gran diligenza ha posta la natura per nasconder il cuore, in poter del quale è collocata non solo la vita, ma la tranquillitá del vivere, perché nello star chiuso per l’ordine naturale si mantiene; e quando gli occorre di star nascosto, conforme alla condizion morale, serba la salute delle operazioni esterne. E pur in questo modo non a tutti si dee nasconder, onde, nell’elezione si consideri quello che fu detto da Euripide:
Sapienti diffidentia |
L’esperienza, che si suol doler degl’inganni, potrá far luce in questa materia, ch’è una selva oscura per l’incertezza del ben eleggere; e però ogni ingegno accorto vagliasi degli abissi del cuore, ch’essendo breve giro, è capace d’ogni cosa; anz’il mondo intiero non lo riempie, poiché solo il creator del mondo può saziarlo. Si ammira, come grandezza degli uomini di alto stato, lo starsi ne’ termini de’ palagi, e ivi nelle camere segrete, cinte di ferro e di uomini a guardia delle loro persone e de’ loro interessi, e nondimeno è chiaro che, senza tanta spesa, può ogni uomo, ancor ch’esposto alla vista di tutti, nasconder i suoi affari nella vasta e insieme segreta casa del suo cuore, perché ivi soglion esser quei templi sereni, de’ quali cantò Lucrezio:
Sed nihil dulcius est, bene quam tenere |
applicando io però questi versi al senso che conviene a significar un’altezza d’animo e una quiete, che conduce al piacer e alla gloria immortale e non al diletto fallace.