Discorso sopra il giuoco del calcio fiorentino

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Giovanni Bardi

1580 D Indice:Bardi - Discorso sopra il giuoco del calcio fiorentino, 1580.djvu Discorso sopra il giuoco del calcio fiorentino. Del Puro Accademico Alterato. Al sereniss. gran duca di Toscana suo signore Intestazione 18 ottobre 2018 25% Da definire

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Bardi - Discorso sopra il giuoco del calcio fiorentino, 1580 (page 3 crop).jpg

S O P R A  I L  G I V O C O

D E L    C A L C I O

F I O R E N T I N O.

Del Puro Accademico Alterato.

Al Sereniß. Gran Duca di Toſcana

Suo Signore.

Bardi - Discorso sopra il giuoco del calcio fiorentino, 1580(2) (page 3 crop).jpg

I N  F I R E N Z E

Nella Stamperia de'Giunti, 1580.

Con licenza, & Privilegio.

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Bardi - Discorso sopra il giuoco del calcio fiorentino, 1580 (page 5 crop).jpg

D I S C O R S O   S O P R A   I L

Giuoco del Calcio.

Del puro Accademico Alterato.


SE Noi vſiamo con ragione appellare acqua morta quella, che da ſe non corre, e non è da altri attinta, ne agitata: peroche nō opera, e non gioua: mà ſi corrompe, e triſte coſe ingenera; con molta più ragione appelleremo huomini morti coloro, che vita ozioſa, e corrotta menando, meritano d'eſſere à guiſa di cadaueri abbominati, è fuggiti. Come bene e ſottilmēte ſaltando l'Arche, Guido Caualcanti rimprouerò à M. Betto Brunelleſchi, & à gli altri di ſua brigata huomini di buon tempo, Idioti, & in niuna ſcienza, o virtuoſo habito eſercitati. Hora ſe gl'eſſercizij dell'animo fanno l'huomo viuo ſecondo il parer di Guido, che fu buon filoſofo de tēpi ſuoi. Che diremo noi Sereniſsimo Gran Duca, di quelli del Utilità del Calcio. corpo? Eſsi certamente non pure i nociui humori, che da ſuperchio cibo, ò da triſto ſono generati, col calore di lor mouimenti conſumano: ma i cattiui penſieri, che l'otio, e le morbidezze producono ſuegliandoci, e quaſi ſpoltrendoci, conuertono in deſiderij di virtù, e di laude. Di qui e nata quella gran diligenza, e cura, che noi veggiamo hauer hauuta ſempre l'antiche città bene ordinate di tenere i popoli occupati, e trattenuti ne' giuochi, e ne'vari eſercizij. Sparta inſino che ſeguì le dure leggi di Ligurgo, e trauagliò in aſpriſsime fatiche i corpi giouenili; ſi [p. 4 modifica]

mantenne, & accrebbe ſenza altre mura, che quelle de' duriſsimi petti de ſuoi cittadini. I Perſiani mentre che ſeguirono la ſeuera diſciplina di Ciro, eſſendo auuezzi alle dure fatiche della caccia, dal Leuante al Ponente, e dalla tramontana al mezzo dî, corſero vincendo. I Macedoni ſotto Aleſſandro il Grande diuenuti per lo eſſercizio prodi, e feroci, ruppero con l'impeto loro i Darij, e qualunque altro Imperatore venne loro à petto. I Romani mentre nelle ſchuole, & nelle paleſtre ſi eſercitarono fur ſi robuſti, che ſotto grauiſsimi faſci caminando, e gl'anni interi nelle armi ſtando, diſteſero ſenza termini l'Imperio; e piu toſto mancò loro il Mondo, che eſsi al Mondo. Moſtrano ancor le Reliquie, oltre alle antiche ſcritture, quanti magnifici Teatri, e Cerchi, e Mete, e Therme, & altre ſuperbiſſime moli fuſſero in Olimpia, in Iſthmo, in Athene, Roma, e per tutta Italia edificate; ſolo per eſercitare, e mantenere la loro giouentù feroce, e gagliarda; e noi ancora oggi dì in Firenze veggiamo i veſtigi dell'Amphiteatro fatto da quelli antichi noſtri fondatori, e dell'antica diſciplina Romana Imitatori, per l'antica giouētù Fiorentina eſercitare. Giouentù Fiorentina ſempre eſſercitata. Peroche queſta voſtra città tenendo le medeſime vie, che tennero i Romani, non ha mancato giamai inſino à qui d'occupar la giouentù in eſercizij nobiliſsimi, tempo, per tēpo. La primauera nella palla, e nel pome: la ſtate nel nuoto, l'Autunno nelle cacce, & il verno nel ſaltare à cauallo, nel lottare, e nel calcio, & in altri pregiati eſercizij, come nel giocare d'arme, e nel caualcare: ma perchè di queſti due e di tutti gli altri coſi fatti, homai s'ha da noi piena contezza, per via degli ammaeſtramenti, che li ſcrittori ne hanno laſciati; Del calcio, che oggi è proprio giuoco noſtro Fiorentino, cui niuno, ch'io ſappia inſino à hora ha trattato, mi volgerò a ragionare; à fine, che le la maluagità del tēpo vnqua faceſſe, che egli ſi perdeſſe, come è dell'arte Iſtrionica, de i cori, de i Mimmi, de i Rithmi, della muſica antica, della Magia, e della Cabalà, e di molte altre arti, e [p. 5 modifica]

ſcienze è auuenuto, almeno ne rimanga queſto mio libretto come vn picciolo monimento à coloro, che dopo noi verranno, ſe però il libro aurà tanta vita. Dico adunque che gli antichi ſoleuano accendere alla virtù non pure con la ſeuerità delle leggi, e con gli ammaeſtramenti della Filoſofia: ma con la Poeſia, con la Muſica, e con diuerſe arti piaceuoli, e giuochi allegri, intra i quali quello della Palla dai Lacedemonij ritrouato, e di cui Timocrate Lacedemonio ſcriſſe alti volumi, era nobiliſsimo: & à queſto ſolo pone Omero hauere quegli Heroi giuocato; in queſto hebbero fama, e grido Demotele fratello di Theognide il Sauio, & vn Chereſane, & vn Ctesbio, Filoſofo. E gli Attenieſi fecero lor cittadino Ariſtonico Cariſtio, e rizzatogli vna ſtatua per la ſua eccellenza in queſto giuoco, il quale truouò eſſere ſtato da Greci, detto Feninda.


    "                    Eſercita il Feninda con Fenesteo.


E biſognaua, che il medeſimo foſſe, ò molto ſomigliante al noſtro calcio per le parole di Antifane Poeta.


    "                    Preſe la Palla, e fuggio ratto, e dielle
    "                    E le Voci n'andai liete alle Stelle.


& vn'altro.


    "                    Nel prenderla, ò nel darle il giouin Coo;
    "                    Facea leuar vn lieto altißimo ohoh.


Appreſſo de Romani ſi puo credere, che fuſsi in vſo il proprio calcio Fiorentino; poiche Giulio Polluce nella propria forma lo deſcriue in vno de'ſuoi libri indritto à Commodo Imperadore,e lo chiama Epyſciro; coſi dicendo. Il giuoco Epyſciro ſi giuoca da vna moltitudine di giouani i quali fatta nel mezo d'vna piazza vna linea chiamata Scyro, [p. 6 modifica]

e meſſaui ſopra vna palla; ſi diuidono pari contro à pari, e contendono farla paſſare oltre à gli auuerſari loro di là da vn'altra linea deſcritta dietro all'vna parte, & all'altra. Queſti Romani è da credere (auuenga che certa memoria non ce ne ſia) che quando poſero la colonia Fiorentina, ci portaſſero queſto giuoco, come l'altre noſtre imitationi, & vſanze Romane; onde ancor hoggi ci reſtano i nomi del Campidoglio, e delle terme, e degli Acquidotti, & i veſtigij del Theatro, & il Tempio di Marte bello, & intero. Quinci ſi proua manifeſtamente la ſua nobiltà: poſcia, che ſino da gl'Antichi Greci riconoſce l'origine, & da i Romani fu come ottimo receuuto, e poi portato à noi. Oltre all'antichità è nobiliſsimo queſto giuoco per lo ſoggetto per la natura, e per l'vtilità. Il ſoggetto ſuo erano le perſone de gl'Eroi, le quali come s'è detto à queſto ſolo, come piu nobile de gl'altri, è piu degno giuoco s'esercitauano; e noi ſimilmente il fiore della Nobiltà, come à ſuo luogo diremo à queſto ſcegliamo. Quanto alla natura, ciaſcheduna coſa tanto è piu nobile, quanto è piu vniuerſale, e piu coſe ſotto di sê ordinate à fine di lei, & quaſi à ſuo ſeruigio comprende, e quella è nobiliſsima, che à niuna altra coſa fuori che à ſe ſteſſa, & ordinata, ne ſerue: il Corſo, il Salto, la Lotta, il Diſco, il pugilato, che i piu pregiati erano da gli antichi, il Nuoto, il Pome, il Cauallo, il Saracino, la Scherma, e Gioſtra, e Sbarra, che quaſi ſono i piu vſati da noi; tutti (chi ben rimira, e vuole ſenza animoſità giudicare) ſono del Calcio aiuti, e ſtromenti, e quaſi ſua famiglia, e ſeruigiali. Perciò che quanto alli antichi, lo Inanzi adoperà la velocità de piedi, la deſtrezza del lottare, e del ſaltare, e la preſtezza del pugno. Lo ſconciatore la lotta, & il pugno. Il Datore la palla corre, & con fortiſsime date la ſpinge quanto puote in alto, e lontano in vece dello auuentare, che ſi faceua del Diſco, il quale (ſe bene in forma di lente, e peſante, doue la noſtra Palla, e Globo, e leggiero) ſi come con l'eſſer in aria tratto le braccia, e le ſpalle [p. 7 modifica]

asforzaua, e ſnodaua; coſi la palla noſtra di ſopra, e di ſotto mano percoſſa, & altreſi all'aria mandata lo effetto medeſimo adopera, ſi che il calcio noſtro dell'antica inuenzione migliorata ſi ſerue. Quanto a gli eſercizij moderni, come la palla piccola, e gl'altri detti di ſopra; tutti quanti pare che ſiano ſtati trouati per principij, e dirozamenti del calcio, & quaſi ſono antipaſti della ſua cena. Concioſia coſa, che ſi come difficilmente, verrà valente in qual ſi voglia ſcienza, ò arte colui, che prima non harà bene apparati i principij, e gli elemenzi di quella; coſi difficilmente potrà ben giuocare al calcio colui, ilquale ne'detti giuochi bene eſercitato non ſia: anzi nel calcio ſopra tutte l'altre coſe ſi richiede, e maſsimamente al datore eſſere in tutti queſti perfetto: perche male ſaprà pigliare vna palla ò rimetterla, ò ben darle colui, che non harà gran tempo di palla, & d'ogni ſorte. Nè potrà il buono Innanzi, nè il buono Sconciatore bene la palla co'piedi trouare, ne etiamdio bene guidarla, ſe non harà di eſſa gran giudizio, in oltre non potrà egli cō le braccia sfalſare i rincontri, che con gl'innanzi farà ſe non ſarà eſercitato in maneggiar l'armi, ne la palla correre lungamente, ſe non harà fatto la lena nel pome, e nel nuoto, ne cauarla de'pericoli ſe non harà deſtrezza di ſaltare: Vedeſi come tutti gl'altri giuochi ſono elemēti, e, principij del calcio e lui come lor fine riſguardano; & egli niuno altro giuoco riſguarda: ma di tutti, come Architettonico, e general maeſtro ſi ſerue. E ſi come tutti gl'altri giuochi che altro non ſono che Battaglie da ſcherzo ſono ordinate, e ſeruono per eſercitij del calcio, coſi egli con tutta la ſua gente, e maſnada, cioè con tutti gli altri giuochi di eſſercitio, è ordinato, e ſerue all'arte militare, auuezzandoci alle fatiche & à'premij di quella. E quinci naſce la ſua grande vtilitade, che fu la terza nobiliſsima laude che noi proponemmo. Concioſia coſa, che nel calcio ſono come s'è dimoſtrato tutti gli agitamenti, e tutte le fatiche dell'animo, e del corpo che mai potette inſegnare tutta l'arte Gimnaſtica, e però quei [p. 8 modifica]

tanti frutti di quella, tanto celebrati da tanti Filoſofi, e Medici, e Grammatici, & altri graui, e dotti ſcrittori, tutti nel calcio ſaranno per neceſſaria conſeguenza. Ciò ſono in ſuſtanza; fare il corpo ſano, e deſtro, e robuſto, & l'animo ſuegliato, e forte, e vago di virtuoſa vittoria. E da Horatio furo breuemente narrati in queſti versi.


    "                    L'oura che'l buon Romano ourar tanto ama
    "                    Frutti ſuoaui apporta
    "                    Alla Vita, alle Membra, & alla Fama.


Habbiamo inſino à qui ragionato del Calcio in generale, e detto l'origine, la eccellenza, e l'vtilità ſua: Appreſſo è da dire la ragione del nome, la diffinitione della coſa; il luogo, & il tempo del giuocare, il numero, la qualità, e l'habito de Giuocatori, l'ordinanza & i precetti del giuoco. I veri nomi delle coſe ſono quelli, che iſprimono la loro eſſenza: onde ſi dice, che i veri nomi de gl'huomini ſono i ſopra nomi, che per lor meriti, ò demeriti s'aquistano in conuerſando.


    "                    Voi Cittadini mi chiamaste Ciacco
    "                    Per la dannoſa colpa della gola: & c.


Il che faceua la paſſata etade aſſai piu volentieri che la noſtra non fa; non pure nelle priuate perſone: ma ne i Rè, e gran Signori. Filippo il Bello, Filippo il buono; Carlo ſenza Terra, e ſimili. E Platone fa vn lungo Dialogo detto il Cratilo: per prouare che i nomi ſono naturali delle coſe, e non poſti à caſo, ne à piacimento; e le poeſie s'intitolano del nome di quella coſa, ò perſona, che di tutta la fauola è l'importanza, e quaſi perno, e fondamento. Hora l'importanza di queſto giuoco e vincere; queſto ſi fà col far eſſere, cioê paſſare la palla ſopra lo ſteccato nimico; queſto fà per lo piu il Datore col pugno, auuenga, che con mano [p. 9 modifica]

giamai trarla, e ſcagliarla non lice, e di Calcio col piede le ſi da rade volte. Adunque ragion voleua nominar queſto giuoco il pugno, più toſto che il Calcio: ma egli non fu coſi, a fine, che non pareſſe cognominato dal fare alle pugna (che in lui è un difetto accidentale, altroue vno ſpettacolo principale) e coſi foſſe, queſto giuoco ſi nobile, e ſi gentile per altro franteſo. Dal Calcio adunque, ilquale ſolo oltre al pugno può dare alla palla, e farla ſopra lo ſteccato eſſere: ſi fu nominato. Che coſa ſia il Calcio, & la ſoſtanza ſua diffiniremo coſi. Il Calcio è un giuoco publico di due ſchiere di Diffinitione del Calcio. Giouani a piede, e ſenza arme, che gareggiano piaceuolmente di far paſſare di poſta oltre allo oppoſto termine, vn mediocre pallone a vento a fine d'honore. Il campo doue egli fi ha a fare, vuole eſſere vna piazza principale d'vna città a fine che le nobili donne, & i popoli poſsino meglio ſtare a vederlo, della qual piazza s'ha da fare vno ſeccato lungo braccia 172. largo braccia 86. alto braccia due. Gli huomini eletti per lo Calcio deono eſſere cinquantaquattro diuiſi in due ſchiere eguali di numero, e di valore; Numero de giucatori. la qualita de' quali l'iſteſſa natura humana determina: perche non tutti gli huomini ſono atti ad vno eſercitio tale, non eſſendo tutti quanti fatti dalla natura per queſto, e però diſſe Vergilio


    "                    Tutti non poſsiam noi tutte le coſe.


Per tanto non l'età puerile: perchè è troppo tenera, non la ſenile; perchè è troppo aſciutta, nè puo ſoffrire i ſudori, e durare le fatiche, lequali correndo, vrtando, percotendo è forza ſoffrire; nè anche della età giouenile ſono auuenenti coloro, quali, ò ſparuti, ò brutti, come i Baronci,ò Scrignuti, ó Zoppi, ò ciechi, o in qualche modo ſtroppiati, ò contrafatti, farebbono di ſe moſtra [p. 10 modifica]

ridicola in ſu la piazza. Oltre a di ciò, ſi come l'Olimpiade non ammetteua ogni ſorte d'huomini: ma i padri delle lor patrie, e Regni, coſi nel Calcio non è da comportare ogni gentame, non Artefici, non ſerui, non ignobili, nō infami, ma ſoldati honorati, gentilhuomini, Signori, e Principi Saranno dunque eletti per fare al Calcio, i gentilhuomini d'anni xviij. fino alli xlv. ò di piu, ò di meno, ſecondo la compleſsione, & bene armonizati, cioè belli, atanti, & prò della perſona, & di buona fama, a fine, che tali campioni ſiano da ogni banda ragguardeuoli, e grati; oltre a a ciò in tutti gli eſercitij, de quali nel proemio ſi fece menzione ammaeſtrati. Di che tempo giuocare Di che tempo giuocare al Calcio. al Calcio ſi deggia: il Sole padrone dell'hore, & Duce dellanno n'ammaeſtra: perche ſi come non ogni ſtagione partoriſce i vaghi fiori: coſi non ogni tempo inuita i Giouani ai piaceri del Calcio: imperoche eſſendo queſto giuoco di eſtrema fatica, eſſa non ſi potrebbe commodamene durare fuori della fredda ſtagione. Dalle calende di Gennaio, inſino al Marzo diſtenda il corſo ſuo, e poi ſi ripoſi, per tornare ogni anno a noi, come fa il Sole al medeſimo punto. Ma perche il Calcio è uno ſpettacolo, che tanto piu è bello, di quanto piu ſpettatori è fornito fra gli altri giorni, quelli delle feſte di Baccho, cioè Carnouale, ſiano al Calcio dedicati per piu ſolenni. In oltre; Concioſia che tutte le zuffe non altrimenti, che vn'arco ſtando gran tempo teſo ſi ſneruano, e ſi fiaccano: non può durare dalla mattina alla ſera: ma come il Sole cala i raggi in verſo l'Occidente cominciare, & quando tramōtando egli Heſpero luce, alla venente notte cedere gli conuiene, e fare poſa: Imperoche vna, & altra hora puote egli a pena ſoſtenere tanti ſudori, tanti impeti, e tāte percoſſe. Deono gli habiti d'ogni Habito del giuocatore. giuocatore eſſere quanto piu poſſono brieui, eſpediti: però non conuiene al noſtro hauere altro che calze, giubbone, berretta, e ſcarpe [p. 11 modifica]

ſottili: perche quanto egli farà māco impedito, tanto piu potrà egli atteggiarſi, & ualerſi delle membra ſue, & eſſere agile nel corſo. Sopra tutto ſi ingegni ciaſcuno di hauere gli habiti belli, e leggiadri, & che gli ſtiano in doſſo aſſettati, e grazioſi; perche hauendo d'intorno a vedergli le più vaghe Dame, & i principali gentilhuomini della Città. Chiunque vi compariſce male in arneſe, dà di ſe brutta moſtra, e mal grado n'acquiſta; e tanto piu ſi deono sforzare di comparire adorni, e bene in punto nel giorno ſolenne della Liurea: perche in tal dì il Theatro è più che mai pieno di genti, & ſiano amēdue le ſchiere del Calcio di colore diuerſo, o ſia raſo, o velluto, tela d'oro, ſecondo che a i Maeſtri del Calcio fatti da Voſtra Altezza piacerà. Hora perche il modo di fare al Calcio è quella coſa, che gli da la forma: fa di meſtieri dire ſottilmente, come egli procede parte per parte, a fine che li precetti, iquali ſe ne daranno, lo rappreſentono quaſi viuo dinanzi a gli occhi di chiunque leggerà il preſente libretto. Primieramente adunque ſi dirà del modo del diuidere i Campioni del Calcio, & poi perche il Calcio richiede quattro ſorti di giuocatori, cioè li Innanzi, quali corrono la palla, gli Sconciatori, iquali rattengono i detti Innanzi, quando la palla accompagnano, e dallo ſconcio, che e danno loro ſono coſi detti, i Datori innanzi, iquali danno gagliardi, e dritti colpi alla palla: i Datori a dietro, che dietro à q̃lli ſtāno quaſi alle riſcoſſe: Perche dico il Calcio richiede queſte quattro ſorti di giuocatori: fa di meſtieri dire di che ſorte deono eſſere gl'huomini ſcelti per ciaſcuno di detti vfficij: Imperoche importa aſſai auuertire in ogni coſa all'attitudine. Doppo queſto conuerrà eſporre come ciaſcuna ſchiera deggia ordinare in campo la Modo di diuidere il calcio ſenza Liurea. ſua battaglia. Facendoſi dunque al Calcio ſenza Liurea ſuonino i Tamburi, e le Toſcane Trombe, inuitando allegramente ogni gentilhuomo, e Signore, a [p. 12 modifica]

far cerchio, e corona nel mezzo del campo comparendoui con giubbone, e calze in quella guiſa, che di ſopra habbiamo detto: di tutta queſta corona elegganſi due capi fra quelli che fanno al Calcio i piu intendenti, e per giudizio, e per pratica: perche hauendo a fare la ſcelta deono hauere piena contezza di tutti quanti i giouani della Città, e ſapere la natura, e il valore di ciaſcuno. Queſti primieramente riuoltino gli occhi, e la mente ſquadrando tutti quanti, e ſi ne ſcelgano quattro Datori innanzi per ciaſcuna banda, e prima vno che regga il lato, ouero corno della foſſa, & vno quello del muro, & poi gli altri due, che ſtiano nel mezzo: doppo queſti facciano ſcielta di Datori a dietro, iquali hanno a eſſere tre per banda: vogliono i Datori innanzi eſſere i più gagliardi, e di maggior perſona, e ſoura tutto gagliardiſsimo eſſer de quello del muro, & di ſmiſurato colpo: ma quello della foſſa di grande agilità, & di gran tempo di palla. Per Datori a dietro conuiene adocchiare, & eleggere i più veloci corridori, e di alto coraggio, e di gran colpo per le ragioni, le quali a mano, a mano s'allegheranno. Diuiſi, & eletti tutti i Datori facciaſi la ſcelta di cinque Sconciatori per banda gagliardi huomini, e grandi, e fieri, e nerboruti, e di molto ſapere, & ſoura tutti l'vltimo cui tocca a guardare quella parte del campo, che è lungo il muro: vuole eſſere il più membruto, e poderoſo huomo della partita ſchiera: ma quegli che tiene quel lato del campo, che ſi dice la foſſa d'agilità, & deſtrezza, e di buon tempo di palla ſia fornitiſsimo. A quegli del mezzo fa di meſteri hauere buona gamba, gli altri duoi biſogna, che per le ragioni, lequali poi ſi diranno ſiano ferociſsimi. Diuidanſi poi gli Innanzi a uno, a uno inſino a quindici per bāda; queſti ſiano giouani veloci, corridori di grā lena, & molto animoſi. Partite in cotal guiſa le due ſchiere, ciaſcuno de' capi s'ingegnerà di mettere in ordināza la ſua in [p. 13 modifica]

queſta forma. Prima fermerà li cinque Scōciatori da lui eletti Ordinanza della battaglia del Calcio. lungi dallo ſteccato eſtremo, che è loro dietro alle ſpalle braccia 61. e diſtanti l'uno dall'altro braccia 16. ma li due da'lati ſaranno vicini allo ſteccato braccia 11. Dietro a queſti nella ſeconda fila metterà i Datori innanzi diſcoſto dalli Sconciatori braccia 18. e diſtanti l'uno dall'altro braccia 21. & quelli da i lati uicini allo ſteccato braccia 11. e mezzo. Dietro ai detti quattro Datori innanzi metterà per vltimi i tre Datori a dietro, diſtanti dai Datori innanzi braccia 18. & dallo ſteccato, che è l'eſtremo termine braccia 2 5. & lontani l'uno dall'altro braccia 30. & li dui da i lati uicini allo ſteccato braccia 13. Queſta ordinanza delle tre file del Calcio ſi vede che fu tratta dall'antica battaglia Romana, poſcia che il primo ordine delli Sconciatori è il più ſtretto, il ſecondo è più largo di quello: il terzo è più rado d'amendui: tal che facendo di meſtieri; la prima fila delli cinque Scōciatori; nella ſeconda de' quattro Datori innanzi; e queſta nella terza de' tre Datori a dietro, ſi può ritirare. Dopo queſto diuiderà ciaſcuno di detti capi li ſuoi quindici Innanzi in tre ſquadre; l'vna delle quali ſi ponga dauanti al ſuo Sconciatore della foſſa oppoſta allo Sconciatore aduerſario, l'altra dauanti allo Sconciatore del muro ſimilmente ſi riſtringa, & contraſta allo Sconciatore, che gli é oppoſto; la terza ſtia bene vnita nel mezzo, laquale s'auuertiſca,che contenga in ſe Giouani di gran gamba, & lena per quello che poi ſi dirà. Già s'ordinauano gli Innanzi in altro modo; cioè, tutti in una fila dal mezzo del campo inſino al muro; quando ſi battea la Palla, poi ſe ne traeuano fuori due per banda, che ſi diceano giuocare alle riſcoſſe, dandoſi licenza a ciaſcuno di loro di giuocare, battuta che foſſe la palla a ſuo piacimento: ma noi trouiamo che va piu ſerrato il giuoco a partire gli Innanzi in tre ſquadre, ſecondo che s'è diuiſato; perche [p. 14 modifica]

ſono più pronti a rompere qualunche palla, o uada nel mezzo, o dalle bande.

Per tanto nel preſente libro, ſi uedrà diſegnata la forma dell'ordinanza vecchia, & à canto à quella queſta che noi vſiamo hoggidì, e crediamo che ſia la vera antica, & da ogn'vno s'appruoua per la migliore: perche in ſomma gli Innanzi, come già negli eſerciti antichi de Romani i funditori, & hoggidî ne i moderni gli Archibuſieri attaccano le ſcaramuccie, ſono i primi à dar dentro, & à vicenda affrontano li Sconciatori auuerſi. Ma facendoſi il Calcio ä Liurea quella diuiſione non ſi fa in ſu la piazza: ma in caſa d'alcuno de principali gentilhuomini della città, doue concorrono i migliori giuocatori, e con maturo diſcorſo ſi fa la ſcelta: & talhora con le bande di due colori ſi pruouano vna, o più fiate, & coſi viene carattato il valore di ciaſcuno; & come il Calcio ſi vede bene aggiuſtato ſi publica la giornata: ma prima ſi creano Alfieri due giouanetti de i piu ragguardeuoli della città, & la mattina del deputato giorno ſolenne ciaſcuno ſi ueſte della ſua liurea adornando le berrette con penne, e con impreſe à ſuo talento; perche nel rimanente non ſi addice che habbiano, ne più, ne meno degli altri, ben è ragione, che ciaſcuna parte vada à cauar di caſa l'Alfier ſuo, & corteggiandolo per la città ſi diporti: perche l'vno, & l'altro fa poi alla ſua ſchiera vn bel conuito, dopo ilquale preſa l'Inſegna con le Trombe, & con Tamburi dalla medeſima Liurea ne vanno al campo, doue ragunatiſi, e giucata la men diritta l'vno con l'altro Alfiere, e i luoghi del Sole s'accoppiano, e muouonſi cō queſta ordinanza: prima eſcono i Trombetti con la Liurea, dopo i Tamburini, & poi cominciono à venire gl'Innāzi piu giouani preſi per mano, di maniera che à guiſa di Scacchiero nella prima coppia à man dritta ſarà l'Innanzi bianco; nella ſeconda verrà il roſſo, & coſi nella terza il bianco ſeguendo di [p. 15 modifica]

mano in mano in tal diuiſa; Dopo tutti gl'Innanzi vāno gli Alfieri dinanzi, à i quali marciano i Tamburi della medeſima Liurea; appo gli Alfieri ſeguano li Scōciatori, dietro a i quali procedono li Datori innāzi, de i quali quelli del muro, come piu degni portano in mano la palla della Liurea, & per vltimi vengono in capo i Datori à dietro, doue girata vna volta la piazza ciaſcuno Alfiere ſi parte cō la ſua ſchiera alla volta del ſuo padiglion ſēcodo, ch'egi harà vinto, o perduto il Sole: Ma innanzi che ſiano le due ſchiere cōparſe in cāpo, ſiano aſſunti, & meſsi à ſedere ſopra vn'horreuole, & rileuato ſeggio, perciò fabbricato nel mezzo dell'vno de lati della piazza ſei gētilhuomini giuocatori antichi, iquali giudizio diano, ſopra qualūque controuerſia naſcere vi poteſſe: il che fatto ſi dia nelle trombe metendo à ordine la battaglia, ſecondo che di ſopra ſi è detto, e diaſi cominciamento al Calcio, delquale appreſſo ſi ragionerà particolarmēte, & diraſsi ſquiſitamēte l'vffizio di ciaſcuno giucatore. Il principio de fieri mouimēti del Calcio é il batter la palla; il che ſi vſa far nel mezo del cāpo da quel lato, che muro ſi chiama dou'è poſto alcuno ſegno, o di marmo, o d'altro, ilquale il mezzo a pūto dimoſtri. queſto battere è uffizio del pallaio, ilquale veſtito d’amēdue i colori della Liurea, come huomo di mezo giuſtamente la palla batte nel detto marmo ſi diritto, e ſi forte, che ſubito riſalti fra le due ſquadre de gl'Innanzi, che corrono al muro: alquale ancora tocca di tenere il campo fornito di quante palle fa di meſtieri, coſi dico s'vſa batter la palla: ma io crederei, che piu bello foſſe nel proprio cōtro del campo, cioè nel mezo della piazza, e non del muro, piantare il marmo, e quiui batterla nel mezzo de gl'Innanzi circonſtanti: ſi che in alto riſaltaſſe, & cadeſſe, perche ſarebbe piu bel vedere, il luogo ſarebbe più ragioneuole, & piu perfetto, & ridurremmoci alla uſanza anticha; onde traſcorſi ſiamo, [p. 16 modifica]

allaquale ritorneremo ancor piu, ſe la palla in vece di batterla ſi poneſſe in ſul marmo, & li trenta Innanzi la circondaſſero in cerchio largo, & perfetto, & al ſegno dato: a lei come linee dalla circonferenza al centro correſſero: il quale principio di battaglia harebbe in ſe chi ben rimira ogni ſorte di perfettione, e di vaghezza. Poiche la palla è battuta, e le Trombe, e i Tamburi per tutto rimbombano, dee il buono Innanzi mentre che il popolo del Theatro rimira, chi queſta parte, & chi quella fauoreggiando: fare ogni sforzo d'acquiſtar campo in ſu l'aduerſaria parte: ilche di leggieri gli verrà, fatto, ſe di quelli miei precetti, che a mano, a mano per addur ſono, da me per eſſermi in queſto giuoco molti anni eſercitato, appreſi, & approuati dagli antichi, & moderni giuocatori piu eccellenti, farà capitale. Dico adunque che ſubito che la palla ſarà battuta, rimanendo il piu delle uolte fra i piedi delle ſquadre del muro, debbe ciaſcuna di eſſe ingegnarſi di metterlaſi in mezzo, & di quella a cui uerrà fatto corlaſi dinanzi fra i piedi; i duoi Innanzi più gagliardi con lo aprire, & con l'urtare, degli altri tre dietro a quelli due guidandola co' piedi ſi sforzino di condurla alla uolta delli Sconciatori, & a i Datori paſſarla: ma perche queſta ſquadra da vno delli Sconciatori aduerſi ſarâ aſpettata, & dall'altro in tràuerſo vrtata, è neceſſario, che delli due Innanzi più gagliardi l'vno vada ad inueſtire lo Sconciatore, chedi tràuerſo uerrà, l'altro incontri quello, che per diritto l'attende; ilche facendo gli altri tre cō grāde commodità potranno di là dallo Sconciatore la palla trapaſſare. In oltre, perche qual s'è l'una delle due parti moſſa da gran diſio di vittoria, potrebbe in vn tratto mādare due, e forſe tutte tre le ſquadre ſue alla volta del muro ſubito che è battuta la palla, e coſi corre alla ſprouiſta gli auuerſarij; è neceſſario, che quante ſquadre manderāno verbi grazia i Roſsi là doue la palla ſi batte, altrettante [p. 17 modifica]

ne mādino eziādio i bianchi, perche biſogna, che ciaſcuna delle parti faccia ogni sforzo per non perder punto di campo in ſul principio: perche il principio è la metà del fatto. Ma perche ſpeſſe volte interuiene, che a gl'Innanzi il lor diſegno non rieſce, perche li Datori, de quali è uffizio il ſaluare la palla, aiutati da i loro Sconciatori con ſagacità la pigliano, & di ſopra, o di ſotto mano dandole in mano allo aduerſario Datore la rimettono; Dee il buono Innanzi con velocità grande tornare in giuoco; cioè nel mezo, che è fra l'vna, & l'altra fila delli biāchi, & roſſi Sconciatori, accogliendoſi ciaſcuno alla ſua ſquadra, cioè, o à quella della foſſa, o à quella del mezzo, o à quella del muro: perche eſſendo la zuffa ridotta in tal termine più non conuiene, che le ſquadre ſi meſchino inſieme, perche dato che la ſquadra della foſſa inſieme cō l'altra del mezzo ſi meſcoli, o quella del mezzo con l'altra del muro; piu cōmodamente dar potrà il Datore della foſſa, che harà gli Innanzi aduerſarij più lontani, & il Datore del mezzo altreſi, non hauendo gli aduerſarii, che poſſano correre ad impacciarlo, ſenza punto di ſcōcio potra dare alla palla. In ſomma la ſquadra del mezzo (ſecondo che poco innanzi detto s'è) vuole eſſere fornita di giouani di gran gamba, e gran lena, & facendo gran prò per la ſua ſchiera viene à eſſere neceſſarijſsima, perche il ſuo vffizio è il correre per diritto filo alle palle, che à i Datori del mezzo vanno, e per trauerſo à quelle, che alla folla, & al muro ſi conducono. Ma perche le palle, lequali toccano à giuocare à gli Innanzi ſono di due ſorti; cioè quelle, che rimangono nel mezzo, & quelle che dall'vno, all'altro Datore ſoruolando uanno. hauendo già dettoci quelle che reſtano fra li piedi de gli Innanzi, dico che à quelle, lequali per l'aria uanno, gli Innāzi deono eſſere molto auuertiti, & principalmente quelli, che per l'eccellenza di loro intendimento, & prodezza: [p. 18 modifica]

ſarāno ſtati eletti capi di ſquadre: perche ſi conuiene, che eſsi s'intendano con gli loro Datori, di maniera, che à i loro voti, & deſiderij corriſpondano le date, & gli iſteſsi Innanzi, in quel verſo nell'auuerſario campo ſia per dare il lor Datore ſappiano ſubito, che gli ſcorgono la palla in mano, & habbiano del colpo di ciaſcuno Datore quanto egli porti lunge, giudizio, e pratica, & auuertenza, che a palla ſe verſo il Cielo andrà percoſſa di ſotto mano à bell'agio cadrà: ſe colpita di ſopra mano di punta voierà nelle mani dell'auuerſario Datore, & ſiano preſti à riſoluerſi d'andare, o ſtare, e gouerninſi in tutto con giudizio; perche delle due ſorti di palle porteranno, come più dolci, & lene piu pericolo di ſconcio quelle, che aſſai poggiando verſo il Cielo, quaſi à piombo ſopra il Datore auuerſario cadranno: Per tanto il buon capo di ſquadra, che dee ingegnarſi di ſtancare il meno, che poſſibile ſia la ſquadra ſua; andrà con tal giudizio à palle tali, che appunto auāti, che à quelle habbia il Datore dato, vi giunga. Et ſe il Datore del muro, o quello, che gl'è à lato darà cōto all'auuerſa foſſa, in quello, iſtanti, ch'egli le darà, muoua il drappello della foſſa, & li due Innāzi vadano ad affrontare vno Sconciatore per vno, cioè l'vno quello Sconciatore, che ſtà come targa dināzi al Datore, e l'altro inueſta quell'altro Sconciatore, ch'era à lato allo Scōciatore della foſſa, & cō impeto viene per trauerſo ad vrtare la già moſſa ſquadra: in tāto gl'altri tre cō la maggior velocità che poſſano volino alla volta dell'auuerſario Datore: ma perche egli harà intēdimemo, & andrà in cōſerua inſieme cō gl'altri Datori di ſua ſchiera, & ſopra tutto quello che gl'è à lato andrà à ſoccorrerlo col pararſi dinanzi à lui, & rompere l'impeto de gl'Innanzi, fa di meſtieri, che in queſto tēpo la ſquadra del mezzo paſsi alla volta del Datore per trauerſo per quei varchi, iquali haranno laſciato di ſe voti lo Sconciatore, & il Datore, [p. 19 modifica]

che erano à lato à quelli della foſſa per dare, come ſi è detto ſoccorſo à i loro compagni: perche ſe ſi mouerà, le verrà paſſato à luogo, & a tempo, & ſenza fallo ſconcierà all'auuerſario Datore la palla, & pian piano conducendola fra i piedi arriuerà molto preſſo alla vittoria: però ſubito, che la ſquadra del muro vedrà le amiche ſquadre andare con la palla rotta innanzi acquiſtando mai ſempre campo, dee paſſare anch'ella gli auuerſarij Sconciatori, auuertendo di ſtare continuamente al pari della palla a fine che ſe gli auuerſarij per ultimo ſcampo la attrauerſaſſero alla volta del muro dia fra i piedi ad eſsi, che al pari della palla ſi troueranno, & in ſu lo ſteccato ferrata tener la potranno. Il medeſimo precetto, che ſi é dato alla ſquadra della foſſa s'intenda eziandio dato a quella del muro: perche andando la palla per aria alla volta del muro, la detta ſquadra è tenuta a correre col medeſimo ordine ad affrontare gli auuerſari; Datori, & Sconciatori: Et la ſquadra del mezzo co'ſuoi veloci corridori ſcelti dee parimente darle ſoccorſo, & quella della foſſa altresì paſſare al pari della palla, ſenza meſcolarſi con le altre: ma ſtando inſieme ſeparata da quelle, a fine, che gli auuerſarij attrauerſando la palla per quella banda ſaluar non la poſſano. Dee eziandio la ſquadra del mezzo ſoruolando la palla il capo ſuo per lo mezzo del campo con la medeſima maeſtria inueſtire lo auuerſario Sconciatore per paſſare al Datore, che gli è dietro: nel medeſimo modo ancora le ſquadre amiche de amenduei lati deono, paſſata che è quella del mezzo paſſare. Soura tutto gli Innanzi habbiano grande auuertenza quando haranno rotto la palla, e co' piedi la condurranno, di guidarla pian piano, sì che poco dal piede la ſi allontanino: perche altrimenti facendo fariano ſeruigio, & dariano allegrezza alla ſchiera nimica, laquale altro non contende, e briga [p. 20 modifica]

ſe non che la palla ſcappi fuori della moltitudine per poterla ghermire, & correre, o in altro modo ſaluare: ſopra tutto vuolſi da gli Innanzi auuertire di tenere la palla ſerrata quando l'haranno in ſu lo ſteccato condotta. Queſto degli vffizi loro ê il più importante: perche traſcurando queſto vltimo atto fariano, come folli cultori, iquali tutte quante l'altre ſtagioni dell'anno in arare, in ſeminare, in ſarchiare duraſſero fatiche eſtreme, & poi la ſtate in ſul buono della ricolta ſe la perdeſſero, abbandonando i campi, & ad altro attēdendo, & come cacciatori, che haueſſero i veltri sboccati, & non poteſſero in ſul giugnere la fiera azzannare. Oltre à diciò uuole il buono Innanzi non meno con certa ragione, che con grazioſa, & leggiadra auuenentezza il giuoco ſuo giuocare; ilche gli potrà riuſcire ageuolmente, ſe in tutti i muouimenti, & atti ſuoi procederà moderato, e ſenza ſtizza, laquale è vn brieue furore, che ſuole caualcare, & per beſtia fare ſcorgere colui, che no'l frena. Però ciaſcuno non penſi ad altro, che à condur la palla in ſu l'aduerſa fronte dello ſteccato, & à farla paſſare oltre, che è l'eſtremo termine, & il deſiato fine della ſua ſchiera. Pertanto ciaſcuno Innanzi inueſtendo per diritto, o per trauerſo, qualſi voglia Sconciatore, o Datore non tiri mai pugna; ma tenendo le braccia diſteſe, douunque meglio li uerrà, faccia il rincontro. Non dico già per queſto che alcuno deggia moſtrare viltà, & che eſſendogli ſcorteſia fatto, eſſo fatto nō ſe ne riſenta, e uaglia: con poderoſe pugna; ma dico, che ſubito, che egli è ſpartito corra alla palla, & il giuoco ſegua. Oltre à diciò non ſi conuiene, che l'vno Innanzi cō l'altro aduerſario garreggi, ſe non quando la palla nelli mezzi ſi troua, perche in tal caſo ciaſcuna ſquadra cō l'altra auuerſaria contenda, per padroneggiare la palla, e tenendolaſi fra i piedi ſegua pur la uittoria. In altro non contēdano inſieme, ſe non, ſe quando la palla in vna [p. 21 modifica]

le teſte dello ſteccato condotta foſſe, perchè all'hora eſſendo grande il periglio, deono gli Innanzi, che ſtanno per perdere la caccia con gli Innanzi aduerſarij meſcolarſi, a quanto poſſono impedirli, che la palla ſoura il loro ſteccato non paſsi, auuertendo però, che tre, o quattro di loro rimanghino in ſu gli auuerſarij Sconciatori, a fine che ſe la palla, o da i Datori, o da altri foſſe loro della fila cauata, ſiano preſti à far sì, che Sconciatore, o Datore della nimica ſchiera non la poſſa fare eſſere, e non rimanga vincitore della caccia. In tal caſo apporterebbe giouamento grande alla ſua bāda vn giocatore gagliardo, ilquale alla palla deſſe di piglio, e tenendola ſtretta con vna frotta de ſuoi vrtando faceſſe ogni sforzo per racquiſtare qualche parte della piazza perduta. Queſto ho ueduto già io far molte volte ad alcuni buoni giuocatori con gran profitto, & riuoltar di fortuna, che è la bellezza maggiore nō pure d'ogni giuoco: ma delle comedie, delle tragedie, & d'ogni ſorte di poetica compoſitione. Per l'ordinario non iſta bene, che queſta ſorte di giuocatori, cioè gli Innanzi prendano mai la palla in mano, ſe non per dirizzarlaſi fra i piedi, ſe già non ui ſi trouaſſe qualchuno tale, quale mi rimembra già hauer veduto, che eſſendo gagliardiſsimo, deſtriſsimo, & velociſſimo corridore ſtaua sbrancato alquanto dagli Innanzi per trauerſo al luogo doue egli la palla vedeua, & quando punto, punto ella vſciua, ei la carpiua, e ſerpeggiando correua, & ſi faceua, che in ſu lo ſteccato conducendola (quando manco ſperar ſi poteua) apportaua alla ſua parte la uittoria con quella gloria, & applauſo, che harebbe un ſoldato, ilquale mentre con tutte le forze al padiglione del ſuo Re ſi combatteſſe, il Re nimico reſtare ſenza guardia auuertiſſe, è lui là correndo prendeſſe. A tali Innanzi s'auuiene il pigliare in mano la palla, e nō à certi, i quali pigliandola inſino allo Sconciatore à pena [p. 22 modifica]

corrono, & iui caderla ſi laſciano a i piedi, empiendo il Theatro di riſa della loro dappocagine, oltre al danno, che alla parte loro ne riſulta: perche molto meglio ſi paſſa oltre la palla, come ſi è detto cō guidarla pian piano fra i piedi; ſi che in andādo di mano in mano acquiſti del cāpo, molto meglio dico in quella guiſa, p̃ laquale la palla in terra cadēdo, iui in un tratto, come di morte ſubitana morta rimane. L'Innāzi ſi come ogn'altro giucatore ſopra tutto ſi guardi dal fallo, ilqual ſi cōmette ogni volta, che la palla ſi fa di poſta paſſar lo ſteccato della foſſa, & ogni volta ch'ella è ſcagliata. In sì fatto errore caggiono hoggidì molti giouani ineſperti, iquali in vece di laſciarſi la palla preſa che l'hāno cader fra piedi, e nella loro ſquadra addirizzarla, la ſcagliano innāzi 4. braccia, o ſei con diſpiacere infinito de vecchi giucatori ammaeſtrati, e cōſcij del giuoco. Per lo contrario vſano i buoni Innanzi alcuna volta p̃ vna cotal vaghezza, e rifiorimēto del giuoco in affrontando qualche grande, e groſſo Scōciatore, o Datore cō leggiadra lotta traboccarlo in terra cō grādiſsime riſa del popolo, che ſi rallegra, e impara ueggēdo, come con ſi poca fatica poſſa eſſer fatto vn ſimile quaſi torrion rouinare. Ancora il buono Innanzi ſi guardi di non iſtare addoſſo fitto in ſu li ſuoi Scōciatori noiandoli, e togliēdo loro le palle, lequali eſsi facēdoſi paſſare fra le gābe manderiano ai lor Datori: ma s'ingegni di ſtar'vnito con la ſquadra ſua ſempre di trauerſo al pari della palla, a fine ch'egli (occorrēdo) poſſa correre alla volta de Datori auuerſarij ſenz'altro intoppo, che delli Sconciatori: Detto l'vffizio degli Innanzi conuiene dire al preſente quel delli Sconciatori, a Ofizio delli Scōciatori quali hauer conuiene ſopra tutto tre principali intendimenti. Il primo è, che le palle condotte tra i piedi della moltitudine da gli Innanzi auuerſarij accompagnate nō paſsino in guiſa, che i proprij Datori dar lor nō poſsino. Il ſecondo è, che le palle mandate per aria [p. 23 modifica]

dal nimico all'amico Datore non gli ſiano da gli auuerſarij Innanzi ſconcie, & impedite. Il terzo è ſerrare il giuoco, e far impeto quando la loro ſchiera ſi trova con vantaggio di campo, e ritirarſi vniti inſieme, e ſoſtener la carica, quando la medeſima ſi troua cō diſauātaggio: cōcioſiacoſa, che gli Sconciatori fanno in queſto giuoco, quello che faceuano nelle antiche battaglie gli Elefanti, e la groſſa Caualleria fa nelle moderne. In quāto al primo intēdimento, ſe la ſquadra della foſſa cōdurrà la palla fra piedi cōtro à colui che quiui ſtà per iſconciare; lo Sconciatore, che gli è à lato trouādoſi feroce, e gagliardo, come quegli che quaſi per commune fianco dato fu allo Scōciatore dalla foſſa, & à quello del mezzo: vadia ad vrtare per trauerſo coloro che la palla conducono fra piedi: & perche ſecondo che di ſopra s'è detto, vno de gl'Innanzi piu forti lo uerrà ad inueſtire biſogna, ch'egli nell'vrtarlo faccia l'eſtremo di ſua poſſa, & nella frotta, che guida la palla il ſoſpinga, & coſi inſieme con eſſo entri nella contraria turba, & sbaragliandola con un calcio leui loro da i piedi la palla, & contro a gli auuerſarij ſuoi aſſai lunge la ſpinga, & ſe ogni ſuo sforzo per auuentura riuſciſſe indarno, rimarrà la ſquadra auuerſa almeno diſordinata in guiſa, che l'amico Sconciatore della foſſa potrà, o con uno calcio mandare la palla contro alla nimica ſchiera, ouero facendolaſi paſſare ſotto le gambe, o pure ſpingendola da vno de lati a qualche uno de ſuoi Datori mandarla; & coſi con deſtrezza di perſona, & d'ingegno ſaluarla. Nel modo medeſimo, che detto s'è di quelli della foſſa ſi hanno à difendere li duoi Sconciatori del muro dall'impeto dell'aduerſa ſquadra, che conduca à i lor danni la palla fra i piedi. Parimente lo Sconciatore del mezzo. Trouandoſi nella medeſima maniera, che gli altri già detti affrōtato: nel medeſimo modo con l'aiuto di quelli da ilari gouerniſi. [p. 24 modifica]

Quanto al ſecondo intendimento dello Sconciatore ſe la palla ſarà mandata dal nimico all'amico Datore, il buono Sconciatore ponga mente s'ella va di punta; ſi che lo Innanzi non ui poſſa giugnere à tempo, o ſe da alto cade, che lo Innanzi al pari di ſua caduta poſſa al Datore eſſere addoſſo; perche andando la palla di punta nō biſogna affaticarſi: ma torna meglio laſciar paſſare gli Innanzi à lor poſta a fine, che eglino in darno ſtraccandoſi poi nel maggior biſogno non poſſano la fatica: ma venēdo ella da alto, allhora fa di meſtieri mettere in opra, & l'ingegno, & la forza: perche in tal caſo ſopraſtà pericolo grande. Per tanto volando la palla da alto inuerſo il Datore del muro, biſogna che li duoi Sconciatori in un tratto veggiano d'inueſtire quegli Innanzi, iquali eſſendo di miglior gamba, & maggior forza poſſono il loro Datore più danneggiare: ma non però in quelli due occuparſi tanto, che gli altri ſenza alcuno ritegno trapaſsino: perche l'vffizio dello Sconciatore contro à gli Innanzi non è il tenerli: ma bene il trattenerli vrtādo un pò queſto, un pò quello; ſi che il Datore ſuo habbia tempo à dar di piglio alla palla, & darle, o almeno dalla furia de gli Innanzi ſaluarla: pure habbiano auuertenza urtandoli di non cacciarli tanto auanti, che laſcino i lor Datoli abbandonati: perche quello ſarebbe un'errore grāde. Queſto precetto dato alli Sconciatori del muro s'intēda eziamdio per quelli della foſſa: In oltre perche à ſi fatte palle alle volte ſuole correre per trauerſo la ſquadra del mezzo, aiutigli allhora lo Sconciatore del mezzo gagliardamente, andandoli ad unire hora con quelli della foſſa, hora con quelli del muro, e ſe per lo mezo quaſi dal Cielo andrà à piouer la palla al Datore, che gli è dietro, di maniera che l'auuerſa ſquadra del mezzo con grā piena corra à ſconciarla, gouerniſi nel medeſimo modo, che gli altri detti, e uagliaſi del ſoccorſo di quelli, che da i lati gli [p. 25 modifica] [p. 26 modifica] [p. 27 modifica] [p. 28 modifica] [p. 29 modifica] [p. 30 modifica] [p. 31 modifica] [p. 32 modifica] [p. 33 modifica] [p. 34 modifica] [p. 35 modifica] [p. 36 modifica] [p. - modifica]

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S O P R A  I L  G I U O C O

D E L    C A L C I O

F I O R E N T I N O.

Del Puro Accademico Alterato.

Al Sereniss. Gran Duca di Toscana

Suo Signore.

Bardi - Discorso sopra il giuoco del calcio fiorentino, 1580(2) (page 3 crop).jpg

I N  F I R E N Z E

Nella Stamperia de'Giunti, 1580.

Con licenza, et Privilegio.

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D I S C O R S O   S O P R A   I L

Giuoco del Calcio.

Del puro Accademico Alterato.


SE Noi usiamo con ragione appellare acqua morta quella, che da se non corre, e non è da altri attinta, ne agitata: peroche non opera, e non giova: mà si corrompe, e triste cose ingenera; con molta più ragione appelleremo huomini morti coloro, che vita oziosa, e corrotta menando, meritano d'essere à guisa di cadaveri abbominati, è fuggiti. Come bene e sottilmente saltando l'Arche, Guido Cavalcanti rimproverò à M. Betto Brunelleschi, et à gli altri di sua brigata huomini di buon tempo, Idioti, et in niuna scienza, o virtuoso habito esercitati. Hora se gl'essercizij dell'animo fanno l'huomo vivo secondo il parer di Guido, che fu buon filosofo de tempi suoi. Che diremo noi Serenissimo Gran Duca, di quelli Utilità del Calcio. del corpo? Essi certamente non pure i nocivi humori, che da superchio cibo, ò da tristo sono generati, col calore di lor movimenti consumano: ma i cattivi pensieri, che l'otio, e le morbidezze producono svegliandoci, e quasi spoltrendoci, convertono in desiderij di virtù, e di laude. Di qui e nata quella gran diligenza, e cura, che noi veggiamo haver havuta sempre l'antiche città bene ordinate di tenere i popoli occupati, e trattenuti ne' giuochi, e ne'vari esercizij. Sparta insino che seguì le dure leggi di Ligurgo, e travagliò in asprissime fatiche i corpi giovenili; si [p. 4 modifica]

mantenne, et accrebbe senza altre mura, che quelle de' durissimi petti de suoi cittadini. I Persiani mentre che seguirono la severa disciplina di Ciro, essendo avvezzi alle dure fatiche della caccia, dal Levante al Ponente, e dalla tramontana al mezzo dî, corsero vincendo. I Macedoni sotto Alessandro il Grande divenuti per lo essercizio prodi, e feroci, ruppero con l'impeto loro i Darij, e qualunque altro Imperatore venne loro à petto. I Romani mentre nelle schuole, et nelle palestre si esercitarono fur si robusti, che sotto gravissimi fasci caminando, e gl'anni interi nelle armi stando, distesero senza termini l'Imperio; e piu tosto mancò loro il Mondo, che essi al Mondo. Mostrano ancor le Reliquie, oltre alle antiche scritture, quanti magnifici Teatri, e Cerchi, e Mete, e Therme, et altre superbissime moli fussero in Olimpia, in Isthmo, in Athene, Roma, e per tutta Italia edificate; solo per esercitare, e mantenere la loro gioventù feroce, e gagliarda; e noi ancora oggi dì in Firenze veggiamo i vestigi dell'Amphiteatro fatto da quelli antichi nostri fondatori, e dell'antica disciplina Romana Imitatori, per l'antica gioventù Fiorentina esercitare. Peroche questa vostra città tenendo le medesime vie, che tennero i Romani, non ha mancato giamai insino à qui d'occupar la gioventù in esercizij nobilissimi, Gioventù Fiorentina sempre essercitata. tempo, per tempo. La primavera nella palla, e nel pome: la state nel nuoto, l'Autunno nelle cacce, et il verno nel saltare à cavallo, nel lottare, e nel calcio, et in altri pregiati esercizij, come nel giocare d'arme, e nel cavalcare: ma perchè di questi due e di tutti gli altri cosi fatti, homai s'ha da noi piena contezza, per via degli ammaestramenti, che li scrittori ne hanno lasciati; Del calcio, che oggi è proprio giuoco nostro Fiorentino, cui niuno, ch'io sappia insino à hora ha trattato, mi volgerò a ragionare; à fine, che le la malvagità del tempo unqua facesse, che egli si perdesse, come è dell'arte Istrionica, de i cori, de i Mimmi, de i Rithmi, della musica antica, della Magia, e della Cabalà, e di molte altre arti, e [p. 5 modifica]

scienze è avvenuto, almeno ne rimanga questo mio libretto come un picciolo monimento à coloro, che dopo noi verranno, se però il libro avrà tanta vita. Dico adunque che gli antichi soleuano accendere alla virtù non pure con la severità delle leggi, e con gli ammaestramenti della Filosofia: ma con la Poesia, con la Musica, e con diverse arti piacevoli, e giuochi allegri, intra i quali quello della Palla dai Lacedemonij ritrovato, e di cui Timocrate Lacedemonio scrisse alti volumi, era nobilissimo: et à questo solo pone Omero havere quegli Heroi giuocato; in questo hebbero fama, e grido Demotele fratello di Theognide il Savio, et un Cheresane, et un Ctesbio, Filosofo. E gli Atteniesi fecero lor cittadino Aristonico Caristio, e rizzatogli una statua per la sua eccellenza in questo giuoco, il quale truovò essere stato da Greci, detto Feninda.


    "                    Esercita il Feninda con Fenesteo.


E bisognaua, che il medeſimo fosse, ò molto somigliante al nostro calcio per le parole di Antifane Poeta.


    "                    Prese la Palla, e fuggio ratto, e dielle
    "                    E le Voci n'andai liete alle Stelle.


et un'altro.


    "                    Nel prenderla, ò nel darle il giovin Coo;
    "                    Facea levar un lieto altissimo ohoh.


Appresso de Romani si puo credere, che fussi in uso il proprio calcio Fiorentino; poiche Giulio Polluce nella propria forma lo descrive in uno de'suoi libri indritto à Commodo Imperadore,e lo chiama Epysciro; cosi dicendo. Il giuoco Epysciro si giuoca da una moltitudine di giovani i quali fatta nel mezo d'una piazza una linea chiamata Scyro, [p. 6 modifica]

e messavi sopra una palla; si dividono pari contro à pari, e contendono farla passare oltre à gli avversari loro di là da un'altra linea descritta dietro all'una parte, et all'altra. Questi Romani è da credere (avvenga che certa memoria non ce ne sia) che quando posero la colonia Fiorentina, ci portassero queſto giuoco, come l'altre nostre imitationi, et usanze Romane; onde ancor hoggi ci restano i nomi del Campidoglio, e delle terme, e degli Acquidotti, et i vestigij del Theatro, et il Tempio di Marte bello, et intero. Quinci si prova manifestamente la sua nobiltà: poscia, che sino da gl'Antichi Greci riconosce l'origine, et da i Romani fu come ottimo recevuto, e poi portato à noi. Oltre all'antichità è nobilissimo questo giuoco per lo soggetto per la natura, e per l'utilità. Il soggetto suo erano le perſone de gl'Eroi, le quali come s'è detto à questo solo, come piu nobile de gl'altri, è piu degno giuoco s'esercitavano; e noi similmente il fiore della Nobiltà, come à suo luogo diremo à questo scegliamo. Quanto alla natura, ciascheduna cosa tanto è piu nobile, quanto è piu uniuersale, e piu cose sotto di sê ordinate à fine di lei, et quasi à suo servigio comprende, e quella è nobilissima, che à niuna altra cosa fuori che à se stessa, et ordinata, ne serve: il Corso, il Salto, la Lotta, il Disco, il pugilato, che i piu pregiati erano da gli antichi, il Nuoto, il Pome, il Cavallo, il Saracino, la Scherma, e Giostra, e Sbarra, che quasi sono i piu usati da noi; tutti (chi ben rimira, e vuole senza animosità giudicare) sono del Calcio aiuti, e stromenti, e quasi sua famiglia, e servigiali. Perciò che quanto alli antichi, lo Inanzi adoperà la velocità de piedi, la destrezza del lottare, e del saltare, e la prestezza del pugno. Lo sconciatore la lotta, et il pugno. Il Datore la palla corre, et con fortissime date la spinge quanto puote in alto, e lontano in vece dello avventare, che si faceva del Disco, il quale (se bene in forma di lente, e pesante, dove la nostra Palla, e Globo, e leggiero) si come con l'esser in aria tratto le braccia, e le spalle [p. 7 modifica]

asforzava, e snodava; cosi la palla nostra di sopra, e di sotto mano percossa, et altresi all'aria mandata lo effetto medesimo adopera, si che il calcio nostro dell'antica invenzione migliorata si serve. Quanto a gli esercizij moderni, come la palla piccola, e gl'altri detti di sopra; tutti quanti pare che siano stati trovati per principij, e dirozamenti del calcio, et quasi sono antipasti della sua cena. Conciosia cosa, che si come difficilmente, verrà valente in qual si voglia scienza, ò arte colui, che prima non harà bene apparati i principij, e gli elemenzi di quella; cosi difficilmente potrà ben giuocare al calcio colui, ilquale ne'detti giuochi bene esercitato non sia: anzi nel calcio sopra tutte l'altre cose si richiede, e massimamente al datore essere in tutti questi perfetto: perche male saprà pigliare una palla ò rimetterla, ò ben darle colui, che non harà gran tempo di palla, et d'ogni sorte. Nè potrà il buono Innanzi, nè il buono Sconciatore bene la palla co'piedi trovare, ne etiamdio bene guidarla, se non harà di essa gran giudizio, in oltre non potrà egli con le braccia sfalsare i rincontri, che con gl'innanzi farà se non sarà esercitato in maneggiar l'armi, ne la palla correre lungamente, se non harà fatto la lena nel pome, e nel nuoto, ne cavarla de'pericoli se non harà destrezza di saltare: Vedesi come tutti gl'altri giuochi sono elementi, e, principij del calcio e lui come lor fine risguardano; et egli niuno altro giuoco risguarda: ma di tutti, come Architettonico, e general maestro si seve. E si come tutti gl'altri giuochi che altro non sono che Battaglie da scherzo sono ordinate, e sevono per esercitij del calcio, cosi egli con tutta la sua gente, e masnada, cioè con tutti gli altri giuochi di essercitio, è ordinato, e serve all'arte militare, avvezzandoci alle fatiche et à'premij di quella. E quinci nasce la sua grande utilitade, che fu la terza nobilissima laude che noi proponemmo. Conciosia cosa, che nel calcio sono come s'è dimostrato tutti gli agitamenti, e tutte le fatiche dell'animo, e del corpo che mai potette insegnare tutta l'arte Gimnastica, e però quei [p. 8 modifica]

tanti frutti di quella, tanto celebrati da tanti Filosofi, e Medici, e Grammatici, et altri gravi, e dotti scrittori, tutti nel calcio saranno per necessaria conseguenza. Ciò sono in sustanza; fare il corpo sano, e destro, e robusto, et l'animo svegliato, e forte, e vago di virtuosa vittoria. E da Horatio furo brevemente narrati in questi versi.


    "                    L'oura che'l buon Romano ourar tanto ama
    "                    Frutti suoavi apporta
    "                    Alla Vita, alle Membra, et alla Fama.


Habbiamo insino à qui ragionato del Calcio in generale, e detto l'origine, la eccellenza, e l'utilità sua: Appresso è da dire la ragione del nome, la diffinitione della cosa; il luogo, et il tempo del giuocare, il numero, la qualità, e l'habito de Giuocatori, l'ordinanza et i precetti del giuoco. I veri nomi delle cose sono quelli, che isprimono la loro essenza: onde si dice, che i veri nomi de gl'huomini sono i sopra nomi, che per lor meriti, ò demeriti s'aquistano in conversando.


    "                    Voi Cittadini mi chiamaste Ciacco
    "                    Per la dannosa colpa della gola: & c.


Il che faceva la passata etade assai piu volentieri che la nostra non fa; non pure nelle private persone: ma ne i Rè, e gran Signori. Filippo il Bello, Filippo il buono; Carlo senza Terra, e simili. E Platone fa un lungo Dialogo detto il Cratilo: per provare che i nomi sono naturali delle cose, e non posti à caso, ne à piacimento; e le poesie s'intitolano del nome di quella cosa, ò persona, che di tutta la favola è l'importanza, e quasi perno, e fondamento. Hora l'importanza di questo giuoco e vincere; questo si fà col far essere, cioê passare la palla sopra lo steccato nimico; questo fà per lo piu il Datore col pugno, avvenga, che con mano [p. 9 modifica]

giamai trarla, e scagliarla non lice, e di Calcio col piede le si da rade volte. Adunque ragion voleva nominar questo giuoco il pugno, più tosto che il Calcio: ma egli non fu cosi, a fine, che non paresse cognominato dal fare alle pugna (che in lui è un difetto accidentale, altrove uno spettacolo principale) e cosi fosse, questo giuoco si nobile, e si gentile per altro franteso. Dal Calcio adunque, ilquale solo oltre al pugno può dare alla palla, e farla sopra lo steccato essere: si fu nominato. Che cosa sia il Calcio, et la soſtanza sua diffiniremo cosi. Il Calcio è un giuoco publico di due schiere di Diffinitione del Calcio. Giovani a piede, e senza arme, che gareggiano piacevolmente di far passare di posta oltre allo opposto termine, un mediocre pallone a vento a fine d'honore. Il campo dove egli si ha a fare, vuole essere una piazza principale d'una città a fine che le nobili donne, et i popoli possino meglio stare a vederlo, della qual piazza s'ha da fare uno ſeccato lungo braccia 172. largo braccia 86. alto braccia due. Gli huomini eletti per lo Calcio deono essere cinquantaquattro divisi in due schiere eguali di numero, e di valore; la Numero de giucatori. qualita de' quali l'istessa natura humana determina: perche non tutti gli huomini sono atti ad uno esercitio tale, non essendo tutti quanti fatti dalla natura per questo, e però disse Vergilio


    "                    Tutti non possiam noi tutte le cose.


Per tanto non l'età puerile: perchè è troppo tenera, non la senile; perchè è troppo asciutta, nè puo soffrire i sudori, e durare le fatiche, lequali correndo, urtando, percotendo è forza soffrire; nè anche della età giovenile sono avvenenti coloro, quali, ò sparuti, ò brutti, come i Baronci,ò Scrignuti, ó Zoppi, ò ciechi, o in qualche modo stroppiati, ò contrafatti, farebbono di se mostra [p. 10 modifica]

ridicola in su la piazza. Oltre a di ciò, si come l'Olimpiade non ammetteva ogni sorte d'huomini: ma i padri delle lor patrie, e Regni, cosi nel Calcio non è da comportare ogni gentame, non Artefici, non servi, non ignobili, non infami, ma soldati honorati, gentilhuomini, Signori, e Principi Saranno dunque eletti per fare al Calcio, i gentilhuomini d'anni xviij. fino alli xlv. ò di piu, ò di meno, secondo la complessione, et bene armonizati, cioè belli, atanti, et prò della persona, et di buona fama, a fine, che tali campioni siano da ogni banda ragguardevoli, e grati; oltre a a ciò in tutti gli esercitij, de quali nel proemio si fece menzione ammaestrati. Di che tempo giuocare Di che tempo giuocare al Calcio. al Calcio si deggia: il Sole padrone dell'hore, et Duce dellanno n'ammaestra: perche si come non ogni stagione partorisce i vaghi fiori: cosi non ogni tempo invita i Giovani ai piaceri del Calcio: imperoche essendo questo giuoco di estrema fatica, essa non si potrebbe commodamene durare fuori della fredda stagione. Dalle calende di Gennaio, insino al Marzo distenda il corso suo, e poi si riposi, per tornare ogni anno a noi, come fa il Sole al medesimo punto. Ma perche il Calcio è uno spettacolo, che tanto piu è bello, di quanto piu spettatori è fornito fra gli altri giorni, quelli delle feste di Baccho, cioè Carnovale, siano al Calcio dedicati per piu solenni. In oltre; Conciosia che tutte le zuffe non altrimenti, che un'arco stando gran tempo teso si snervano, e si fiaccano: non può durare dalla mattina alla sera: ma come il Sole cala i raggi in verso l'Occidente cominciare, et quando tramontando egli Hespero luce, alla venente notte cedere gli conviene, e fare posa: Imperoche una, et altra hora puote egli a pena sostenere tanti sudori, tanti impeti, e tante percosse. Deono gli habiti d'ogni Habito del giuocatore. giuocatore essere quanto piu possono brievi, espediti: però non conviene al nostro havere altro che calze, giubbone, berretta, e scarpe [p. 11 modifica]

sottili: perche quanto egli farà manco impedito, tanto piu potrà egli atteggiarsi, et valersi delle membra sue, et essere agile nel corso. Sopra tutto si ingegni ciascuno di havere gli habiti belli, e leggiadri, et che gli stiano in dosso assettati, e graziosi; perche havendo d'intorno a vedergli le più vaghe Dame, et i principali gentilhuomini della Città. Chiunque vi comparisce male in arnese, dà di se brutta mostra, e mal grado n'acquista; e tanto piu si deono sforzare di comparire adorni, e bene in punto nel giorno solenne della Livrea: perche in tal dì il Theatro è più che mai pieno di genti, et siano amendue le schiere del Calcio di colore diverso, o sia raso, o velluto, tela d'oro, secondo che a i Maestri del Calcio fatti da Vostra Altezza piacerà. Hora perche il modo di fare al Calcio è quella cosa, che gli da la forma: fa di mestieri dire sottilmente, come egli procede parte per parte, a fine che li precetti, iquali se ne daranno, lo rappresentono quasi vivo dinanzi a gli occhi di chiunque leggerà il presente libretto. Primieramente adunque si dirà del modo del dividere i Campioni del Calcio, et poi perche il Calcio richiede quattro sorti di giuocatori, cioè li Innanzi, quali corrono la palla, gli Sconciatori, iquali rattengono i detti Innanzi, quando la palla accompagnano, e dallo sconcio, che e danno loro sono cosi detti, i Datori innanzi, iquali danno gagliardi, e dritti colpi alla palla: i Datori a dietro, che dietro à quelli stanno quasi alle riscosse: Perche dico il Calcio richiede queste quattro sorti di giuocatori: fa di mestieri dire di che sorte deono essere gl'huomini scelti per ciascuno di detti ufficij: Imperoche importa assai avvertire in ogni cosa all'attitudine. Doppo questo converrà esporre come ciascuna schiera deggia ordinare in campo la Modo di dividere il calcio senza Livrea. sua battaglia. Facendosi dunque al Calcio senza Livrea suonino i Tamburi, e le Toscane Trombe, invitando allegramente ogni gentilhuomo, e Signore, a [p. 12 modifica]

far cerchio, e corona nel mezzo del campo comparendovi con giubbone, e calze in quella guisa, che di sopra habbiamo detto: di tutta questa corona eleggansi due capi fra quelli che fanno al Calcio i piu intendenti, e per giudizio, e per pratica: perche havendo a fare la scelta deono havere piena contezza di tutti quanti i giovani della Città, e sapere la natura, e il valore di ciascuno. Questi primieramente rivoltino gli occhi, e la mente squadrando tutti quanti, e si ne scelgano quattro Datori innanzi per ciascuna banda, e prima uno che regga il lato, overo corno della fossa, et uno quello del muro, et poi gli altri due, che stiano nel mezzo: doppo questi facciano scielta di Datori a dietro, iquali hanno a essere tre per banda: vogliono i Datori innanzi essere i più gagliardi, e di maggior persona, e sovra tutto gagliardissimo esser de quello del muro, et di smisurato colpo: ma quello della fossa di grande agilità, et di gran tempo di palla. Per Datori a dietro conviene adocchiare, et eleggere i più veloci corridori, e di alto coraggio, e di gran colpo per le ragioni, le quali a mano, a mano s'allegheranno. Divisi, et eletti tutti i Datori facciasi la scelta di cinque Sconciatori per banda gagliardi huomini, e grandi, e fieri, e nerboruti, e di molto sapere, et sovra tutti l'ultimo cui tocca a guardare quella parte del campo, che è lungo il muro: vuole essere il più membruto, e poderoso huomo della partita schiera: ma quegli che tiene quel lato del campo, che si dice la fossa d'agilità, et destrezza, e di buon tempo di palla sia fornitissimo. A quegli del mezzo fa di mesteri havere buona gamba, gli altri duoi bisogna, che per le ragioni, lequali poi si diranno siano ferocissimi. Dividansi poi gli Innanzi a uno, a uno insino a quindici per banda; questi siano giovani veloci, corridori di grā lena, et molto animosi. Partite in cotal guisa le due schiere, ciascuno de' capi s'ingegnerà di mettere in ordinanza la sua in [p. 13 modifica]

questa forma. Prima fermerà li cinque Sconciatori da lui eletti Ordinanza della battaglia del Calcio. lungi dallo steccato estremo, che è loro dietro alle spalle braccia 61. e distanti l'uno dall'altro braccia 16. ma li due da'lati saranno vicini allo steccato braccia 11. Dietro a questi nella seconda fila metterà i Datori innanzi discosto dalli Sconciatori braccia 18. e distanti l'uno dall'altro braccia 21. et quelli da i lati vicini allo steccato braccia 11. e mezzo. Dietro ai detti quattro Datori innanzi metterà per ultimi i tre Datori a dietro, distanti dai Datori innanzi braccia 18. et dallo steccato, che è l'estremo termine braccia 2 5. et lontani l'uno dall'altro braccia 30. et li dui da i lati vicini allo steccato braccia 13. Questa ordinanza delle tre file del Calcio si vede che fu tratta dall'antica battaglia Romana, poscia che il primo ordine delli Sconciatori è il più stretto, il secondo è più largo di quello: il terzo è più rado d'amendui: tal che facendo di mestieri; la prima fila delli cinque Sconciatori; nella seconda de' quattro Datori innanzi; e questa nella terza de' tre Datori a dietro, si può ritirare. Dopo questo dividerà ciascuno di detti capi li suoi quindici Innanzi in tre squadre; l'una delle quali si ponga davanti al suo Sconciatore della fossa opposta allo Sconciatore adversario, l'altra davanti allo Sconciatore del muro similmente si ristringa, et contrasta allo Sconciatore, che gli é opposto; la terza stia bene unita nel mezzo, laquale s'avvertisca,che contenga in se Giovani di gran gamba, et lena per quello che poi si dirà. Già s'ordinavano gli Innanzi in altro modo; cioè, tutti in una fila dal mezzo del campo insino al muro; quando si battea la Palla, poi se ne traevano fuori due per banda, che si diceano giuocare alle riscosse, dandosi licenza a ciascuno di loro di giuocare, battuta che fosse la palla a suo piacimento: ma noi troviamo che va piu serrato il giuoco a partire gli Innanzi in tre squadre, secondo che s'è divisato; perche [p. 14 modifica]

sono più pronti a rompere qualunche palla, o vada nel mezzo, o dalle bande.

Per tanto nel presente libro, si vedrà disegnata la forma dell'ordinanza vecchia, et à canto à quella questa che noi usiamo hoggidì, e crediamo che sia la vera antica, et da ogn'uno s'appruova per la migliore: perche in somma gli Innanzi, come già negli eserciti antichi de Romani i funditori, et hoggidî ne i moderni gli Archibusieri attaccano le scaramuccie, sono i primi à dar dentro, et à vicenda affrontano li Sconciatori avversi. Ma facendosi il Calcio ä Livrea quella divisione non si fa in su la piazza: ma in casa d'alcuno de principali gentilhuomini della città, dove concorrono i migliori giuocatori, e con maturo discorso si fa la scelta: et talhora con le bande di due colori si pruovano una, o più fiate, et cosi viene carattato il valore di ciascuno; et come il Calcio si vede bene aggiustato si publica la giornata: ma prima si creano Alfieri due giovanetti de i piu ragguardevoli della città, et la mattina del deputato giorno solenne ciascuno si veste della sua livrea adornando le berrette con penne, e con imprese à suo talento; perche nel rimanente non si addice che habbiano, ne più, ne meno degli altri, ben è ragione, che ciascuna parte vada à cavar di casa l'Alfier suo, et corteggiandolo per la città si diporti: perche l'uno, et l'altro fa poi alla sua schiera un bel convito, dopo ilquale presa l'Insegna con le Trombe, et con Tamburi dalla medesima Livrea ne vanno al campo, dove ragunatisi, e giucata la men diritta l'uno con l'altro Alfiere, e i luoghi del Sole s'accoppiano, e muouonsi con questa ordinanza: prima escono i Trombetti con la Livrea, dopo i Tamburini, et poi cominciono à venire gl'Innanzi piu giovani presi per mano, di maniera che à guisa di Scacchiero nella prima coppia à man dritta sarà l'Innanzi bianco; nella seconda verrà il rosso, et cosi nella terza il bianco seguendo di [p. 15 modifica]

mano in mano in tal divisa; Dopo tutti gl'Innanzi vanno gli Alfieri dinanzi, à i quali marciano i Tamburi della medesima Livrea; appo gli Alfieri seguano li Sconciatori, dietro a i quali procedono li Datori innanzi, de i quali quelli del muro, come piu degni portano in mano la palla della Livrea, et per ultimi vengono in capo i Datori à dietro, dove girata una volta la piazza ciascuno Alfiere si parte con la sua schiera alla volta del suo padiglion secondo, ch'egi harà vinto, o perduto il Sole: Ma innanzi che siano le due schiere comparse in campo, siano assunti, et messi à sedere sopra un'horrevole, et rilevato seggio, perciò fabbricato nel mezzo dell'uno de lati della piazza sei gentilhuomini giuocatori antichi, iquali giudizio diano, sopra qualunque controversia nascere vi potesse: il che fatto si dia nelle trombe metendo à ordine la battaglia, secondo che di sopra si è detto, e diasi cominciamento al Calcio, delquale appresso si ragionerà particolarmente, et dirassi squisitamente l'uffizio di ciascuno giucatore. Il principio de fieri movimenti del Calcio é il batter la palla; il che si usa far nel mezo del campo da quel lato, che muro si chiama dov'è posto alcuno segno, o di marmo, o d'altro, ilquale il mezzo a punto dimostri. questo battere è uffizio del pallaio, ilquale vestito d’amendue i colori della Livrea, come huomo di mezo giustamente la palla batte nel detto marmo si diritto, e si forte, che subito risalti fra le due squadre de gl'Innanzi, che corrono al muro: alquale ancora tocca di tenere il campo fornito di quante palle fa di mestieri, cosi dico s'usa batter la palla: ma io crederei, che piu bello fosse nel proprio contro del campo, cioè nel mezo della piazza, e non del muro, piantare il marmo, e quivi batterla nel mezzo de gl'Innanzi circonstanti: si che in alto risaltasse, et cadesse, perche sarebbe piu bel vedere, il luogo sarebbe più ragionevole, et piu perfetto, et ridurremmoci alla usanza anticha; onde trascorsi siamo, [p. 16 modifica]

allaquale ritorneremo ancor piu, se la palla in vece di batterla si ponesse in sul marmo, et li trenta Innanzi la circondassero in cerchio largo, et perfetto, et al segno dato: a lei come linee dalla circonferenza al centro corressero: il quale principio di battaglia harebbe in se chi ben rimira ogni sorte di perfettione, e di vaghezza. Poiche la palla è battuta, e le Trombe, e i Tamburi per tutto rimbombano, dee il buono Innanzi mentre che il popolo del Theatro rimira, chi questa parte, et chi quella favoreggiando: fare ogni sforzo d'acquistar campo in su l'adversaria parte: ilche di leggieri gli verrà, fatto, se di quelli miei precetti, che a mano, a mano per addur sono, da me per essermi in questo giuoco molti anni esercitato, appresi, et approvati dagli antichi, et moderni giuocatori piu eccellenti, farà capitale. Dico adunque che subito che la palla sarà battuta, rimanendo il piu delle volte fra i piedi delle squadre del muro, debbe ciascuna di esse ingegnarsi di metterlasi in mezzo, et di quella a cui verrà fatto corlasi dinanzi fra i piedi; i duoi Innanzi più gagliardi con lo aprire, et con l'urtare, degli altri tre dietro a quelli due guidandola co' piedi si sforzino di condurla alla volta delli Sconciatori, et a i Datori passarla: ma perche questa squadra da uno delli Sconciatori adversi sarâ aspettata, et dall'altro in tràverso urtata, è necessario, che delli due Innanzi più gagliardi l'uno vada ad investire lo Sconciatore, chedi tràverſo verrà, l'altro incontri quello, che per diritto l'attende; ilche facendo gli altri tre con grande commodità potranno di là dallo Sconciatore la palla trapassare. In oltre, perche qual s'è l'una delle due parti mossa da gran disio di vittoria, potrebbe in un tratto mandare due, e forse tutte tre le squadre sue alla volta del muro subito che è battuta la palla, e cosi corre alla sprovista gli avversarij; è necessario, che quante squadre manderanno verbi grazia i Rossi là dove la palla si batte, altrettante [p. 17 modifica]

ne mandino eziandio i bianchi, perche bisogna, che ciascuna delle parti faccia ogni sforzo per non perder punto di campo in sul principio: perche il principio è la metà del fatto. Ma perche spesse volte interviene, che a gl'Innanzi il lor disegno non riesce, perche li Datori, de quali è uffizio il salvare la palla, aiutati da i loro Sconciatori con sagacità la pigliano, et di sopra, o di sotto mano dandole in mano allo adversario Datore la rimettono; Dee il buono Innanzi con velocità grande tornare in giuoco; cioè nel mezo, che è fra l'una, et l'altra fila delli bianchi, et rossi Sconciatori, accogliendosi ciascuno alla sua squadra, cioè, o à quella della fossa, o à quella del mezzo, o à quella del muro: perche essendo la zuffa ridotta in tal termine più non conviene, che le squadre si meschino insieme, perche dato che la squadra della fossa insieme con l'altra del mezzo si mescoli, o quella del mezzo con l'altra del muro; piu commodamente dar potrà il Datore della fossa, che harà gli Innanzi adversarij più lontani, et il Datore del mezzo altresi, non havendo gli adversarii, che possano correre ad impacciarlo, senza punto di sconcio potra dare alla palla. In somma la squadra del mezzo (secondo che poco innanzi detto s'è) vuole essere fornita di giovani di gran gamba, e gran lena, et facendo gran prò per la sua schiera viene à essere necessarijssima, perche il suo uffizio è il correre per diritto filo alle palle, che à i Datori del mezzo vanno, e per traverso à quelle, che alla folla, et al muro si conducono. Ma perche le palle, lequali toccano à giuocare à gli Innanzi sono di due sorti; cioè quelle, che rimangono nel mezzo, et quelle che dall'uno, all'altro Datore sorvolando vanno. havendo già dettoci quelle che restano fra li piedi de gli Innanzi, dico che à quelle, lequali per l'aria vanno, gli Innanzi deono essere molto avvertiti, et principalmente quelli, che per l'eccellenza di loro intendimento, et prodezza: [p. 18 modifica]

saranno stati eletti capi di squadre: perche si conviene, che essi s'intendano con gli loro Datori, di maniera, che à i loro voti, et desiderij corrispondano le date, et gli istessi Innanzi, in quel verso nell'avversario campo sia per dare il lor Datore sappiano subito, che gli scorgono la palla in mano, et habbiano del colpo di ciascuno Datore quanto egli porti lunge, giudizio, e pratica, et avvertenza, che a palla se verso il Cielo andrà percossa di sotto mano à bell'agio cadrà: se colpita di sopra mano di punta voierà nelle mani dell'avversario Datore, et siano presti à risolversi d'andare, o stare, e governinsi in tutto con giudizio; perche delle due sorti di palle porteranno, come più dolci, et lene piu pericolo di sconcio quelle, che assai poggiando verso il Cielo, quasi à piombo sopra il Datore avversario cadranno: Per tanto il buon capo di squadra, che dee ingegnarsi di stancare il meno, che possibile sia la squadra sua; andrà con tal giudizio à palle tali, che appunto avanti, che à quelle habbia il Datore dato, vi giunga. Et se il Datore del muro, o quello, che gl'è à lato darà conto all'avversa fossa, in quello, istanti, ch'egli le darà, muova il drappello della fossa, et li due Innanzi vadano ad affrontare uno Sconciatore per uno, cioè l'uno quello Sconciatore, che stà come targa dinanzi al Datore, e l'altro investa quell'altro Sconciatore, ch'era à lato allo Sconciatore della fossa, et con impeto viene per traverso ad urtare la già mossa squadra: in tanto gl'altri tre con la maggior velocità che possano volino alla volta dell'avversario Datore: ma perche egli harà intendimemo, et andrà in conserva insieme con gl'altri Datori di sua schiera, et sopra tutto quello che gl'è à lato andrà à soccorrerlo col pararsi dinanzi à lui, et rompere l'impeto de gl'Innanzi, fa di mestieri, che in questo tempo la squadra del mezzo passi alla volta del Datore per traverso per quei varchi, iquali haranno lasciato di se voti lo Sconciatore, et il Datore, [p. 19 modifica]

che erano à lato à quelli della fossa per dare, come si è detto soccorso à i loro compagni: perche se si moverà, le verrà passato à luogo, et a tempo, et senza fallo sconcierà all'avversario Datore la palla, et pian piano conducendola fra i piedi arriverà molto presso alla vittoria: però subito, che la squadra del muro vedrà le amiche squadre andare con la palla rotta innanzi acquistando mai sempre campo, dee passare anch'ella gli avversarij Sconciatori, avvertendo di stare continuamente al pari della palla a fine che se gli avversarij per ultimo scampo la attrauersassero alla volta del muro dia fra i piedi ad essi, che al pari della palla si troveranno, et in su lo steccato ferrata tener la potranno. Il medesimo precetto, che si é dato alla squadra della fossa s'intenda eziandio dato a quella del muro: perche andando la palla per aria alla volta del muro, la detta squadra è tenuta a correre col medesimo ordine ad affrontare gli avversari; Datori, et Sconciatori: Et la squadra del mezzo co'suoi veloci corridori scelti dee parimente darle soccorso, et quella della fossa altresì passare al pari della palla, senza mescolarsi con le altre: ma stando insieme separata da quelle, a fine, che gli avversarij attraversando la palla per quella banda salvar non la possano. Dee eziandio la squadra del mezzo sorvolando la palla il capo suo per lo mezzo del campo con la medesima maestria investire lo avversario Sconciatore per passare al Datore, che gli è dietro: nel medesimo modo ancora le squadre amiche de amenduei lati deono, passata che è quella del mezzo passare. Sovra tutto gli Innanzi habbiano grande avvertenza quando haranno rotto la palla, e co' piedi la condurranno, di guidarla pian piano, sì che poco dal piede la si allontanino: perche altrimenti facendo fariano seruigio, et dariano allegrezza alla schiera nimica, laquale altro non contende, e briga [p. 20 modifica]

se non che la palla scappi fuori della moltitudine per poterla ghermire, et correre, o in altro modo salvare: sopra tutto vuolsi da gli Innanzi avvertire di tenere la palla serrata quando l'haranno in su lo steccato condotta. Questo degli uffizi loro ê il più importante: perche trascurando questo ultimo atto fariano, come folli cultori, iquali tutte quante l'altre stagioni dell'anno in arare, in seminare, in sarchiare durassero fatiche estreme, et poi la state in sul buono della ricolta se la perdessero, abbandonando i campi, et ad altro attendendo, et come cacciatori, che havessero i veltri sboccati, et non potessero in sul giugnere la fiera azzannare. Oltre à diciò vuole il buono Innanzi non meno con certa ragione, che con graziosa, et leggiadra avvenentezza il giuoco suo giuocare; ilche gli potrà riuscire agevolmente, se in tutti i muovimenti, et atti suoi procederà moderato, e senza stizza, laquale è un brieve furore, che suole cavalcare, et per bestia fare scorgere colui, che no'l frena. Però ciascuno non pensi ad altro, che à condur la palla in su l'adversa fronte dello steccato, et à farla passare oltre, che è l'estremo termine, et il desiato fine della sua schiera. Pertanto ciascuno Innanzi investendo per diritto, o per traverso, qualsi voglia Sconciatore, o Datore non tiri mai pugna; ma tenendo le braccia distese, dovunque meglio li verrà, faccia il rincontro. Non dico già per questo che alcuno deggia mostrare viltà, et che essendogli scortesia fatto, esso fatto non se ne risenta, e vaglia: con poderose pugna; ma dico, che subito, che egli è spartito corra alla palla, et il giuoco segua. Oltre à diciò non si conviene, che l'uno Innanzi con l'altro adversario garreggi, se non quando la palla nelli mezzi si trova, perche in tal caso ciascuna squadra con l'altra avversaria contenda, per padroneggiare la palla, e tenendolasi fra i piedi segua pur la vittoria. In altro non contendano insieme, se non, se quando la palla in una [p. 21 modifica]

le teste dello steccato condotta fosse, perchè all'hora essendo grande il periglio, deono gli Innanzi, che stanno per perdere la caccia con gli Innanzi adversarij mescolarsi, a quanto possono impedirli, che la palla sovra il loro steccato non passi, avvertendo però, che tre, o quattro di loro rimanghino in su gli avversarij Sconciatori, a fine che se la palla, o da i Datori, o da altri fosse loro della fila cavata, siano presti à far sì, che Sconciatore, o Datore della nimica schiera non la possa fare essere, e non rimanga vincitore della caccia. In tal caso apporterebbe giovamento grande alla sua banda un giocatore gagliardo, ilquale alla palla desse di piglio, e tenendola stretta con una frotta de suoi urtando facesse ogni sforzo per racquistare qualche parte della piazza perduta. Questo ho veduto già io far molte volte ad alcuni buoni giuocatori con gran profitto, et rivoltar di fortuna, che è la bellezza maggiore non pure d'ogni giuoco: ma delle comedie, delle tragedie, et d'ogni sorte di poetica compositione. Per l'ordinario non ista bene, che questa sorte di giuocatori, cioè gli Innanzi prendano mai la palla in mano, se non per dirizzarlasi fra i piedi, se già non vi si trovasse qualchuno tale, quale mi rimembra già haver veduto, che essendo gagliardissimo, destrissimo, et velocissimo corridore stava sbrancato alquanto dagli Innanzi per traverso al luogo dove egli la palla vedeva, et quando punto, punto ella usciua, ei la carpiva, e serpeggiando correva, et si faceva, che in su lo steccato conducendola (quando manco sperar si poteva) apportava alla sua parte la vittoria con quella gloria, et applauso, che harebbe un soldato, ilquale mentre con tutte le forze al padiglione del suo Re si combattesse, il Re nimico restare senza guardia avvertisse, è lui là correndo prendesse. A tali Innanzi s'avviene il pigliare in mano la palla, e non à certi, i quali pigliandola insino allo Sconciatore à pena [p. 22 modifica]

corrono, & iui caderla ſi laſciano ai piedi, empiendo il Theatro di riſa della loro dappocagine, oltre al danno, che alla parte loro ne riſulta: perche molto meglio si paſſa oltre la palla, come si è detto con guidarla pian piano fra i piedi; si che in andando di mano in mano acquisti del campo, molto meglio dico in quella guisa, per laquale la palla in terra cadendo, ivi in un tratto, come di morte subitana morta rimane. L'Innanzi si come ogn'altro giucatore sopra tutto si guardi dal fallo, ilqual si commette ogni volta, che la palla si fa di posta passar lo steccato della fossa, et ogni volta ch'ella è scagliata. In sì fatto errore caggiono hoggidì molti giovani inesperti, iquali in vece di lasciarsi la palla presa che l'hanno cader fra piedi, e nella loro squadra addirizzarla, la scagliano innanzi 4. braccia, o sei con dispiacere infinito de vecchi giucatori ammaestrati, e conscij del giuoco. Per lo contrario usano i buoni Innanzi alcuna volta per una cotal vaghezza, e rifiorimento del giuoco in affrontando qualche grande, e grosso Sconciatore, o Datore con leggiadra lotta traboccarlo in terra con grandissime risa del popolo, che si rallegra, e impara veggendo, come con si poca fatica possa esser fatto un simile quasi torrion rovinare. Ancora il buono Innanzi si guardi di non istare addosso fitto in su li suoi Sconciatori noiandoli, e togliendo loro le palle, lequali essi facendosi passare fra le gambe manderiano ai lor Datori: ma s'ingegni di star'unito con la squadra sua sempre di traerso al pari della palla, a fine ch'egli (occorrendo) possa correre alla volta de Datori avversarij senz'altro intoppo, che delli Sconciatori: Detto l'uffizio degli Innanzi conviene dire Ofizio delli Sconciatori al presente quel delli Sconciatori, a quali haver conviene sopra tutto tre principali intendimenti. Il primo è, che le palle condotte tra i piedi della moltitudine da gli Innanzi avversarij accompagnate non passino in guisa, che i proprij Datori dar lor non possino. Il secondo è, che le palle mandate per aria [p. 23 modifica]

dal nimico all'amico Datore non gli siano da gli avversarij Innanzi sconcie, et impedite. Il terzo è serrare il giuoco, e far impeto quando la loro schiera si trova con vantaggio di campo, e ritirarsi uniti insieme, e sostener la carica, quando la medesima si trova con disavantaggio: conciosiacosa, che gli Sconciatori fanno in questo giuoco, quello che facevano nelle antiche battaglie gli Elefanti, e la grossa Cavalleria fa nelle moderne. In quanto al primo intendimento, se la squadra della fossa condurrà la palla fra piedi contro à colui che quivi stà per isconciare; lo Sconciatore, che gli è à lato trovandosi feroce, e gagliardo, come quegli che quasi per commune fianco dato fu allo Sconciatore dalla fossa, et à quello del mezzo: vadia ad urtare per traverso coloro che la palla conducono fra piedi: et perche secondo che di sopra s'è detto, uno de gl'Innanzi piu forti lo verrà ad investire bisogna, ch'egli nell'urtarlo faccia l'estremo di sua possa, et nella frotta, che guida la palla il sospinga, et cosi insieme con esso entri nella contraria turba, et sbaragliandola con un calcio levi loro da i piedi la palla, et contro a gli avversarij suoi assai lunge la spinga, et se ogni suo sforzo per avventura riuscisse indarno, rimarrà la squadra avversa almeno disordinata in guisa, che l'amico Sconciatore della fossa potrà, o con uno calcio mandare la palla contro alla nimica schiera, overo facendolasi passare sotto le gambe, o pure spingendola da uno de lati a qualche uno de suoi Datori mandarla; et cosi con destrezza di perſona, et d'ingegno salvarla. Nel modo medesimo, che detto s'è di quelli della fossa si hanno à difendere li duoi Sconciatori del muro dall'impeto dell'adversa squadra, che conduca à i lor danni la palla fra i piedi. Parimente lo Sconciatore del mezzo. Trovandosi nella medesima maniera, che gli altri già detti affrontato: nel medesimo modo con l'aiuto di quelli da ilari governisi. [p. 24 modifica]

Quanto al secondo intendimento dello Sconciatore se la palla sarà mandata dal nimico all'amico Datore, il buono Sconciatore ponga mente s'ella va di punta; si che lo Innanzi non vi possa giugnere à tempo, o se da alto cade, che lo Innanzi al pari di sua caduta possa al Datore essere addosso; perche andando la palla di punta non bisogna affaticarsi: ma torna meglio lasciar passare gli Innanzi à lor posta a fine, che eglino in darno straccandosi poi nel maggior bisogno non possano la fatica: ma venendo ella da alto, allhora fa di mestieri mettere in opra, et l'ingegno, et la forza: perche in tal caso soprastà pericolo grande. Per tanto volando la palla da alto inverso il Datore del muro, bisogna che li duoi Sconciatori in un tratto veggiano d'investire quegli Innanzi, iquali essendo di miglior gamba, et maggior forza possono il loro Datore più danneggiare: ma non però in quelli due occuparsi tanto, che gli altri senza alcuno ritegno trapassino: perche l'uffizio dello Sconciatore contro à gli Innanzi non è il tenerli: ma bene il trattenerli urtando un pò questo, un pò quello; si che il Datore suo habbia tempo à dar di piglio alla palla, et darle, o almeno dalla furia de gli Innanzi salvarla: pure habbiano avvertenza urtandoli di non cacciarli tanto avanti, che lascino i lor Datoli abbandonati: perche quello sarebbe un'errore grande. Questo precetto dato alli Sconciatori del muro s'intenda eziamdio per quelli della fossa: In oltre perche à si fatte palle alle volte suole correre per traverso la squadra del mezzo, aiutigli allhora lo Sconciatore del mezzo gagliardamente, andandoli ad unire hora con quelli della fossa, hora con quelli del muro, e se per lo mezo quasi dal Cielo andrà à piover la palla al Datore, che gli è dietro, di maniera che l'avversa squadra del mezzo con gran piena corra à sconciarla, governisi nel medesimo modo, che gli altri detti, e vagliasi del soccorso di quelli, che da i lati gli [p. 25 modifica] [p. 26 modifica] [p. 27 modifica] [p. 28 modifica] [p. 29 modifica] [p. 30 modifica] [p. 31 modifica] [p. 32 modifica] [p. 33 modifica] [p. 34 modifica] [p. 35 modifica] [p. 36 modifica] [p. - modifica]

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