Donne e Uomini della Resistenza/Cino Del Duca

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Cino Del Duca

Nato a Montedinove (Ascoli Piceno) il 25 luglio 1899, deceduto a Parigi il 24 maggio 1967, editore.

Figlio di un garibaldino, aveva iniziato presto a lavorare ed era diventato tipografo. Attivo antifascista, nel 1923 era riparato in Francia. A Parigi divenne proprietario di una piccola tipografia in Rues des Italiens - dove sarebbe poi nato il settimanale "Grand Hotel"- che si sarebbe trasformata in una grande organizzazione editoriale, specializzata in pubblicazioni popolari. Durante l'occupazione tedesca, Del Duca fu attivo nella Resistenza francese, come ricorda la motivazione della Croce di guerra con stella di bronzo che gli è stata consegnata nel 1950 dal governo francese e che recita: "Conquistato sin dall'inizio alla causa della Resistenza, è stato uno degli animatori della Legione garibaldina in Francia. Dalla fine del 1940 ha preso contatto con Kapp del Réseau Alliance ed è stato utilizzato per il trasporto del corriere clandestino. Animatore dell'AVIAP (l'associazione dei combattenti volontari italiani nell'esercito francese - ndr ), fin dal 1943 ha assicurato la carta e i fondi necessari alla stampa e alla diffusione dei volantini antihitleriani e alla produzione di falsi certificati di lavoro. Sfuggito alla caccia della Gestapo, ha dedicato la vita alla Resistenza". Nel dopoguerra, Cino Del Duca ha esteso la sua attività editoriale in Italia. Si deve a lui, oltre che a Gaetano Baldacci e ad Enrico Mattei , la nascita, tra l'altro, nel 1956, del quotidiano Il Giorno. A Del Duca, che è stato anche importante produttore cinematografico, la città di Ascoli aveva concesso la cittadinanza onoraria, così come la presidenza onoraria gli era stata assegnata dalla locale squadra di calcio. Al nome di Cino Del Duca sono intitolati una Fondazione, Premi letterari e scientifici, una scuola materna a Bresso, strade a Milano ed Ascoli. Il suo paese natale ha intitolato a Del Duca una piazza. All'antifascista italiano, che è sepolto a Parigi, il generale De Gaulle ebbe ad assegnare la "Legione d'Onore".