Donne e Uomini della Resistenza/Gabriele Foschiatti

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Gabriele Foschiatti

Nato a Trieste il 28 giugno 1889, morto nel lager di Dachau il 20 novembre 1944, irredentista mazziniano, Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Aveva compiuto gli studi all'Istituto nautico di Trieste, ma non aveva potuto (per la forte miopia), intraprendere la carriera in Marina, come avrebbe voluto. Era stato anche considerato inabile al servizio di leva nell'esercito asburgico, ma ciò non gli aveva impedito, prima, di capeggiare a Trieste un Comitato di repubblicani per l'avvio di volontari in aiuto degli albanesi ribellatisi ai turchi e poi, tra il 1911 e il 1912, di partecipare di persona alla guerriglia antiturca in Albania e in Grecia e alla battaglia di Drisko per la liberazione di Giannina, partecipazione che gli valse dal governo greco una medaglia al valore. Con lo stesso spirito irredentista, Foschiatti passa da Trieste in Italia nel 1914, per arruolarsi con i garibaldini delle Argonne e, quando l'Italia entra nel primo conflitto mondiale, combatte come soldato volontario sul fronte dell'Isonzo. Promosso sottotenente è ferito e decorato. Partecipa anche all'impresa fiumana, ma sin dal suo sorgere, Foschiatti è un intransigente oppositore del fascismo, tanto che viene espulso dall'Unione ufficiali in congedo e sottoposto a sorveglianza poliziesca. Ciononostante continua l'attività antifascista e - durante la Seconda guerra mondiale - è tra i fondatori, a Trieste, del Partito d'Azione. Dopo il 25 luglio 1943 promuove il Comitato antifascista locale (Fronte Democratico Nazionale), si oppone alle manovre dei repubblicani disposti ai compromessi e, dopo l'armistizio dell'8 settembre, è tra i promotori della lotta politica e militare di "Giustizia e Libertà" e del CLN. Foschiatti sostiene nei suoi scritti e nell'azione quotidiana la necessità della lotta armata. Convinto federalista, propugna in prospettiva futura larghe autonomie politiche, economiche e culturali per la Venezia Giulia, nel quadro di un'Italia repubblicana e socialista. Arrestato dalla polizia nazista il 19 dicembre 1943, Foschiatti è deportato nel campo di concentramento di Dachau, dove muore l'anno seguente. Alla sua memoria è stata conferita la MdO con questa motivazione: " Volontario entusiasta e valoroso combattente della campagna per l'indipendenza e l'unità d'Italia del 1915-18, ritrovava, subito dopo l'armistizio, fede e slancio giovanili per farsi propugnatore in Trieste della lotta contro l'invasore tedesco sostenendo fieramente, nel tempo stesso, l'italianità della città italianissima. Autorevole esponente del Comitato di liberazione cittadino dava prova di possedere, in situazione difficile e pericolosa, elette doti di animatore e di organizzatore, rendendo alla causa della resistenza altamente apprezzati servizi. Tratto in arresto dai tedeschi, sottoposto ad interrogatori estenuanti ed a torture atroci, dimostrava forza d'animo esemplare nulla rivelando. Dopo quasi un anno di dure sofferenze veniva soppresso nei campi di concentramento tedeschi, martire della Patria e della Libertà". A Trieste hanno intitolato a Gabriele Foschiatti una scuola; una targa lo ricorda nel Parco della Rimembranza.