E-participation e comunità locali/1.3

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E-democracy, E-government, E-participation

../1.2 ../1.4 IncludiIntestazione 6 gennaio 2012 75% Da definire

1.2 1.4

Le nuove tecnologie dell’informazione offrono l’opportunità di accogliere queste esigenze ed è attraverso l’intersezione di questi bisogni e l’avvento delle reti che prende forma un nuovo tipo di interazione tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione e si sviluppano i concetti di E-democracy, E-government ed E-participation.

Il significato di questi tre termini non è così ben distinto anche perché l’uso che ne viene fatto è portatore di diverse visioni ed obbiettivi nei confronti delle attuali forme di democrazia, rappresentanza e governo. I loro confini spesso si sovrappongo lasciando intravedere aspetti comuni in progetti trasversali.

Cerchiamo di trovarne una definizione:

  • Si può considerare l’E-government (governo elettronico) quel processo di informatizzazione e riorganizzazione dei procedimenti nella Pubblica Amministrazione attraverso l’uso di tecnologie ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) volti a ottimizzare il lavoro degli Enti pubblici e finalizzati a fornire servizi amministrativi ai cittadini e alle imprese per via telematica modalità più rapida, efficiente ed economica.
  • Anche l’ E-democracy (la democrazia elettronica), può essere considerata come l’utilizzo di tecnologie ICT per la partecipazione democratica alle scelte politico-amministrative, ma si tratta di un termine abbastanza vago ed usato per contesti e finalità diverse che ha portato alla distinzione dal concetto di E-participation (partecipazione elettronica), il quale sottolinea l’elemento partecipativo e deliberativo nei processi di interazione con le istituzioni.

Il problema fondamentale che si pone è quindi di un superamento tra le prospettive dispiegate da un certo “determinismo tecnologico”, e la mera riproduzione degli attuali rapporti e prassi di potere trasposti all’interno delle reti.

Se, secondo un approccio deterministico, si pensa che i nuovi mezzi di comunicazione, per la loro struttura decentrata ed orizzontale, possano automaticamente permettere il superamento delle gerarchie verticali e dei rapporti di forza, dall’altro lato si tende a limitare molto le prospettive di cambiamento apportate dai nuovi mezzi tecnici e si rimanda soprattutto alla necessità di un cambiamento sociale, spesso ipotizzando una progressiva riappropriazione delle attuali gerarchie di potere degli spazi in rete.

Per uscire da questa dicotomia si può incominciare a distinguere tra lo spazio del possibile, lo stato dinamico di equilibrio e le pressioni della trasformazione:

  • Lo spazio del possibile comprende tutte le configurazioni del divenire tenendo conto delle limitazioni tecniche del mezzo e dei cambiamenti sociali non realizzabili a breve e medio termine.
  • La stato di equilibrio riguarda invece la dinamica delle trasformazioni necessarie a mantenere le attuali configurazioni politiche ed i rapporti di potere sostanzialmente inalterati.
  • Le “pressioni della trasformazione” comprendono i movimenti delle avanguardie, che individuando i punti critici delle culture “mainstream”, iniziando percorsi alternativi e intaccando i sistemi consolidati, accelerandone in alcuni casi la crisi.

Esaminando lo spazio del possibile possiamo esplorare le dinamiche e i comportamenti espressi in rete da alcune minoranze che potremmo definire d'avanguardia.

Prendendo spunto da altri campi applicativi, non strettamente politico-amministrativi, come ad esempio il movimento Opensource e Free software nell’ambito dello sviluppo software e di quello Creative Commons per quel che riguarda la produzione e diffusione della cultura, possiamo identificare i punti di rottura con l’attuale situazione di equilibrio traendone spunto per un confronto con i sistemi politici.

Ciò che è interessante individuare in questa fase iniziale del lavoro è l’insieme delle condizioni che potrebbero portare ad un’inversione di rotta nella crisi politica e della sfera pubblica resa sempre meno permeabile ad una partecipazione dal basso.