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E Tu pure se' spento, e invan risuona

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Carlo Emanuele Muzzarelli

1828 Indice:Muzzarelli - Poesie sacre, Roma, Poggioli, 1828.pdf Corone di sonetti Letteratura In morte del card. Giuseppe Spina Intestazione 13 marzo 2025 100% Da definire

Poichè morte crudel vibrò lo strale Poichè Roma mirò, Prence immortale
Questo testo fa parte della raccolta Poesie sacre


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IN MORTE DEL CARD. GIUSEPPE SPINA

GIA’ ARCIVESCOVO DI GENOVA
POI VESCOVO DI PALESTRINA


SONETTI

I
E Tu pure se’ spento, e invan risuona
     Di lai la tomba, che il tuo fral rinchiude!
     Ma Tu in parte se’ gito, ove ha virtude
     4Vita più bella, e un immortal corona:

Te la Terra natal chiama, ed intuona
     L’inno de’ forti su le spoglie ignude,
     E a suoi figli ti addita, e lor dischiude
     8La via del saggio, e a belle opre li sprona.

All’entrar delle soglie, ù regna Iddio,
     Ed Ercole e Fabrizio, anime altere,
     11All’amico fedel si fero innante.

E quì, dicean, fra le beate schiere
     Abbiti pace, e nel Divin Sembiante
     14Fissa i tuoi sguardi, e fa pieno il desìo.

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II
Ma qual fu la tua gioja, e quale il riso
     Allorchè la grande anima di Pio
     Una dei cori che dan laude a Dio
     4Ti venne incontro, e ti baciò nel viso!

Poi favelló: Finor da Te diviso
     Affrettai co’ miei voti, e col desio
     Perchè fossi Tu pure, o figlio mio,
     8Assunto Cittadin del Paradiso.

Che fan que’ molti che io dell’ostro ornai,
     Onde regger così meglio la nave
     11Che in preda è ai venti, e non affonda mai?

E da un tuo sguardo assecurato intanto,
     Come Colui, che altro a bramar non ave,
     14Tornò più lieto de’ Celesti al canto.