Epistole (Caterina da Siena) III/Lettera 107

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A frate Tomaso della Fonte - Lettera 107
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[p. 113 modifica]113 A FRATE TOMASO DELLA FONTE DELI ORDINE DE* PREDICATORI IN SIENA.

I. Lo prega a spogliarsi di sè medesimo per potersi vestire di Cristo crocifisso, mostrando qoal ardore di carila

telo del* F onor di f)o s’ acquieti da quei che si vestono di questo prezioso vestimento nel legno sautissin.o della croce.


tflcttctìx 107.

( Al nome di Jesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

I. ilarissimo padre in Cristo dolce Jesù. Io Catarina, serva e schiava de’servi di Jesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo, con desiderio di vedervi spoglialo di voi pienamente, acciocché perfettamente vi troviate vestito di Cristo crocifisso; e pensate, padre mio dolce, che tanto ci manca di lui, quanto ci riserviamo di noi. Quanto doviamo dunque diradicare da noi ogni propria volontà, ed ucciderla ed annegarla, poiché ella è cagione di privarci di tanto ricco vestimento, il quale illumina l’anima, infiammala e fortificala, illuminandola della verità eterna; li mostra che ciò che ci addiviene in questa vita è per nostra santificazione e per farci venire a virtù: infiammala di desiderio affocato in fare grandi falti per Dio, e di dare la vila per onore di Dio e salute dell’ anime e [p. 114 modifica]u4 fortificarla, perocché non è lume, nè fuoco senza fortezza, perchè il lume e l’amore portano ogni grande peso, la guerra, la pace e la tempesta, la bonaccia, e tanto li pesa la mano ritta, quanto la manca, tanto l’avversità, quanto la prosperità, perchè da una medesima fonte vede procedere l’una e I altra, e per uno medesimo fine. 0 quanto virilmente naviga questa anima, che sì bene si spogliò, unde fu rivestita; ella non può volere, nè desiderare se non la gloria e loda del nome di Dio, la quale cerca nella salute dell’anime!

di queste si fa uno suo cibo, e none il vuole mangiare altrove, che in su la mensa della croce, cioè con pena, scherni e rimproverio, quanto a Dio piace di concederli, tanto gode, quanto si vede portare senza colpa. A questo alto stato non si può venire col peso del vestimento nostro. E però vi dissi, eh’ io desideravo di vedervi spogliato di voi pienamente; e così vi prego che v’ingegniate di fare per l’amore di Cristo crocifisso. Non dico più. Avemmo a dì XIII di giugno la vostra lettera ec. Permanete nella santa

dolce dilezione di Dio. Jesù dolce, Jesù amore.