Epistole (Caterina da Siena) IV/Lettera 154

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Lettera 153 Lettera 155

[p. 53 modifica]A SUOniCOSTANZA MONACA DEL MONASTERIO DI SANTO ABUNDIO APPRESSO SIENA (A).

I. L* esorta ad annegarsi nel sangue di Gesù Cristo per inliitnrnarsi di vera carità, e spogliarsi della propria volontà, e come questo sangue è bagno alle nostre iniquità.

II. Come questo sangue ci dà lume per torci via le tenebre della confusione che ci manda il demonio; e cornea tal fine conviene accompagnare al couoscimcnto di noi stessi la speranza della divina raiseiicordia.

III. L’ esorta a seguitare le vestigie di Gesù Cristo crocifisso.

134.

Al nome di Jesà Cristo crocifisso e di Maria dolce.

I. ilarissima figliuola in Cristo dolce Jesù. Io Cata* lina, serva e schiava de’ servi di Jesù Cristo, scrivo a te e contortoti nel prezioso sangue suo, con desiderio di vederli baguata ed annegata nel prezioso sangue del Figliuolo di Dio. Considerando me, che nella memoria del sangue si trova il fuoco dell’ardentissima carità, nella carità non cade tristizia, nè confusione, e però io voglio che 1* affetto tuo sia posto nel sangue. Ine t’inebbna ed arde, e consuma ogni amore propr.o che fusse in te, sicché col fuoco d’esso amore spenga il fuoco del timore, ed amor proprio di te. Perchè si trova il fuoco nel sangue? perchè il [p. 54 modifica]sangue fu sparlo con ardentissimo fuoco d’ amore. O glorioso e prezioso sangue, tu se* fatto a noi bagno e unguento posto sopra le ferite nostre; veramenle, figliuola rinategli è bagno, che nel bagno tu trovi il caldo e l’acqua ed il luogo dove egli sta: così ti dico, che in questo glorioso bagno tu ci trovi il caldo della divina carità, che per amore l’ha dato, trovi il luogo, cioè Dio eterno, dove è il Verbo, ed era nel principio!

trovi l’acqua nel sangue, cioè, che del sangue esce 1’ acqua della grazia, ed evvi il muro che vela 1’ occhio. 0 inestimabile dolcissima carila, che tu hai preso il murò della nostra umanità, la quale ha ricoperto la somma ed eterna, ed alta deità Dio ed uomo, ed ’è tanto perfetta questa unione, che nè per morte, nè per veruna cosa si può separare; e però si trova tanto diletto, e refrigerio, e consolazione nel sàngue, che nel sangue si trova il fuòco della divina carità, e la virtù della somma, alla ed eterna deità. Sai, che per virtù della divina essenzia vale il sangue dell’ Agnello!

sappi, che se fusse stato puro uomo senza Dio, non valeva il sangue; ma per l’unione che fece Dio nell’uomo, accettò il sacrifizio del sangue suo.

II. Bene è adunque glorioso questo sangue; è uno unguento odorifero che spegnò la puzza della nostra iniquità: egli è uno lume che tolle la tenebre, e non tanto la tenebre grossa di fuora del peccato,mortale, ma la tenebre della disordinala confusione che viene spesse volle nell’ anima ’ sollo colore e specie d’ una stolta umilità: la confusióne intende, quando le cogitazioni vengono nel cuore, dicendo: cosa che tu facci non è piacevole, nò accetta a Dio: lu se’in stato di dannazione. A mano, a mano, poiché egli ha data là confusione, l’infonde, e mostrali la via colorata col colore dell1 umilità, dicendo: vedi, che per li tuoi peccati non se’degna di molte grazie e doni; e così si ritrae spesse volte d.illa comunione, e dall’alln doni ed esercizj spirituali. Questo si è l’inganno e la tenebre che il dimonio fu: dico, cli

se tu o a cui lue-

[p. 55 modifica]55 casse, sarai annegata nel sangue dello Agnello immacolato, che queste illusioni non albergaranno in te; che pon.amo che elle venissero, non vi permarranno dentro, anco saranno cacciate dalla viva fede e speranza, la quale ha posta in questo sangue: fassene belfe e dice: pnr Cristo crocifisso ogni cosa potrò, che è in me, die mi conforta; e se pure io dovessi aver l’inferno, io non voglio però perdere l’esercizio mio. Grande stoltizia sarebbe a farsi degno della confusione dello inferno prima che venisse il tempo: or ti leva con uno fuoco d’amore, carissima figliuola, e non fci confondare, ma rispondi a te medesima e di’!

or che comparazione è dalla mia iniquità alla abbondanzia del sangue sparto con tanto fuoco d amore? Io voglio bene che tu vegga te non essare, e la ne^ligenzia ed ignoranzia tua, ma non voglio che tu la vegga per tenebre di confusione, ma con lume dell’infinita bontà di Dio, la quale tu trovi in te. Sappi che il dimonio non vorrebbe altro, se non che tu ti recassi solo a cognoscimento delle miserie tue senza altro condimento; ma egli vuole essare condito col condimento della speranza nella misericordia di Dio.

Sai come ti conviene fare ? come quaudo tu entri in cella la notte per andare a dormire: la prima andata si trovi la cella, e dentro vedi che v’ è il letto, la prima vedi che t’ è necessaria, e questo non fai solo per la cella, ma volli l’occhi e l’affetto al letto ove tu trovi il riposo; così de’tu fare, giognare all’abitazione della cella del cognoscimento di te, nella quale io voglio che tu apra 1’ occhio del cognoscimento con affettuoso amore: trapassi nella cella e vattene a letto, nel quale letto è la dolce bontà di Dio che trovi in te cella. Bene vedi tu, che 1’ essare tuo t* è dato per grazia e non per debito: vedi, figliuola, che questo letto è coperto d uno copertojo vermiglio tutto nel sangue dello svenato e consumato Agnello. Or qui ti riposa e non ti partire mai: vedi che non hai cella senza letto, nè letto senza cella, ingrassi l’anima tua [p. 56 modifica]I 56 .

in questa bontà di Dio, perocché ella può ingrassare, che in questo letto sta il cibo,.la mensa, il servitore!

il Padre t’ è mensa: il Figliuolo t’è cibo: lo Spirito Santo ti serve è esso Spirito Santo fa letto di sè. Sappi, che se tu volessi pure stare a vedere te medesima con grande confusione, perchè tu vedessi la mensa, il letto apparecchiato, ed in èsso cognoscimento noi participaresti, nè riceveresti il frutto della pace e quiete sua, ma rimarresti senza, e sterile senza neuno frutto.

Adunque io ti prego per l’amore di Cristo crocifìsso, che tu permanga in questo dolce e glorioso letto di riposo. Son certa che se tu t’annegarai nel sangue che tu il farai; e però dissi eh’ io desideravo di vederti bagnata ed annegata nel sangue del Figliuolo di Dio. Non dico più. Permane nella santa e dolce dilezione di Dio.

, III. Ponti in su la croce con Cristo crocifisso: nasconditi nelle piaghe di Cristo crocifisso; seguitalo per la via della croce: conformati con Cristo crocifisso!

dilettati degli obbrobrj, pene, strazj, tormenti, scherni e villanie per l’amore di Cristo crocifisso, sostenendo infino all’ultimo della vita tua, gustando sempre il sangue che versa giù per la croce. Jesù dolce, Jesù amore. [p. 57 modifica]Annotazione alla Letteru lò 1.

(A) Il monislero qui Hello Hi sant dbond’to, nel titolo d’altra di qncsle epistole, chiamasi di sartia (Sonda, e lo slesso sbaglio è forse Tenuto dal leggersi nello scritto antico la lettera A unita alla precedente parola sanC, onde fattosi 1’ aggiunto santa, di Bondio o Bondo, formossi poi Honda. Checché susi di ciò, certo è questo monistero essere stato eretto in onore di s. Abondo ed Abondanzio per volere d, Pipino re di Francia del 758, che, n area dato gli ordini alcuui anm aranti, quando senno ìd Italia per ajuto del pontefice contro le violenze de’Lombardi, e lo arricchì poi di copiose rendite e di preziosissimi arredi, depositandovi parte delle sacre reliquie di que’martiri, che siccome credesi, avea seco recate di Roma, ove tuttala rimase la p n parte di qne’sacri corpi. Fa dato ad abitarvi a sacre vergini dell’Oruine Benedettino, e fiori in una perfetta osservanza per nulla mancata Del cadere di ben dieci secoli. E vicino a Siena d’un luglio, e fu aiuto in somma venerazione e dal beato Giovanni Colombini, che lo elesse pel luogo di sna sepoltura e dalla nostra santa che nella chiesa d’esso ricevette dal Signore singolarissime grazie. In una muraglia di questa legger una corta notizia della fondazione d’esso, ma si mal fatta, che a stento poteasi far peggio.

Che sia cosa di fresco e non di quei tempi, se noi palesasse la stessa scritta col recarne-ranno, cel darebbero a divedere i falli bruttissimi, c’ha intorno la cronologia e l’istoria; volendosi 1 abbricnto dal re Pipino di Francia Panno 623, e che dai pontefice Leone vi fossero mandate le reliquie d quelli e d’altri santi martiri; essendo a tutti notissimo quel re non aver avuto il regno da cui fd deposto il re Chilperico, prima delTanno 702, e che a suo tempo veruno non regnò in Vaticano del nome di Leone, dacché Leone II vi sali l’anno 683, e morì Panno appresso, e Leone III fu pontefice dal 795 all’ 816, onde vi si debba porre l’aono 758 pel 623, e Stefano III, ovvero Paolo I, in luogo di Lione, essendosi principiato a fabbricare quel monastero a1 tempi di Stefano, e fa terminato a quelli di Paolo.