Vai al contenuto

Er cardinale da vero

Da Wikisource.
Giuseppe Gioachino Belli

1843 Indice:Sonetti romaneschi V.djvu sonetti letteratura Er cardinale da vero Intestazione 15 settembre 2024 75% Da definire

La vedova dell'ammazzato L'incontro der beccamorto
Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1843

[p. 170 modifica]

ER CARDINALE DA VERO.

     Naturarmente è ccosa naturale
Ch’abbasta a ddajje una squadrata[1] addosso
Pe’ ccapì inzomma da tutto quer rosso
Che Ssu’ Eminenza è ppropio un cardinale.

     E ggnisuno sarà ttanto stivale
De scannajjà una bbruggna[2] inzin’all’osso,[3]
Pe’ ppoi sartà cco’ ssicurezza er fosso
De discìde:[4] è ir[5] tar frutto o ir frutto tale.

     Sin ch’ha ddunque er color de peperoni
E scarrozza a Ssan Pietr’in Vaticano,
È un cardinal co’ ttanti de c.......

     Metteje[6] poi ’na mazzarella[7] in mano,
Dajje ’na camisciola[8] e ddu’ scarponi,
E allora te dirò: cquesto è un villano.

21 gennaio 1843.

Note

  1. A dargli una guardata.
  2. Da scandagliare una prugna.
  3. [Al nocciolo.]
  4. [Per poi superare con sucurezza il pericolo] di decidere.
  5. [Dicono ir invece che er quelli che inutilmente si sforzano di parlar civile. Qui è detto per caricatura.]
  6. Mettigli.
  7. [Piccola mazza. Bastone lungo e capocchiuto, che portano ordinariamente i villani quando vanno alle fiere o in città, ecc.]
  8. [Giacchetta. Vedi però la nota 5 del sonetto: La milordarìa, 27 nov. 32.]