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Er miserere de la sittimana santa

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Giuseppe Gioachino Belli

1836 Indice:Sonetti romaneschi V.djvu corone di sonetti letteratura Er miserere de la sittimana santa Intestazione 2 febbraio 2024 100% Da definire

La carità ddomenicana Er Zantissimo de Monte-Cavallo
Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1836
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ER MISERERE DE LA SITTIMANA SANTA.

1.

     Tutti l’Ingresi de Piazza de Spaggna[1]
Nun hanno antro[2] che ddì ssi cche ppiascere
È de sentì a Ssan Pietro er miserere
Che ggnisun’ istrumento l’accompagna.

     Defatti, c....!, in ne la gran Bertaggna
E in nell’antre cappelle furistiere,
Chi ssa ddì ccom’ a Rroma in ste tre ssere
Miserere mei Deo sicunnum maggna?

     Oggi sur maggna sce so’ stati[3] un’ora;
E ccantata accusì, ssangue dell’ua!,[4]
Quer maggna è una parola che innamora.

     Prima l’ha ddetta un musico, poi dua,
Poi tre, ppoi quattro; e ttutt’er coro allora
J’ha ddato ggiú: mmisericordiam tua.

31 marzo 1836.


Note

  1. [Le case e le locande di questa piazza erano, e sono ancora, preferite dagli stranieri, e specialmente dagl’Inglesi.]
  2. Altro.
  3. [Ci sono stati: si sono fermati.]
  4. Dell’uva.
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2.

     Ah ah ah ah! ssur miserere poi,
Caro sor Giammarìa, dite a l’Ingresi
E a ttutti li Todeschi e li Francesi
Ste du’ parole ch’io mo ddico a voi.

     Quelli chiccherichì[1] cch’avete intesi
Sopra er zicunnum maggna è un tibbidòi[2]
Ch’userà ffórzi[3] in nell’antri[4] paesi,
Si[5] vvolete accusì, mma nno da noi.

     Sicunnum maggna! ma cc....! a sto monno,
Pe’ cquelli quattro essempi che sse vedeno,[6]
Maggna er primo, me pare, e nno er ziconno.

     Cosa viè[7] ppoi? Manifestasti micchi;
E sti micchi chi sso’?[8] Cquelli che ccredeno
A ste sciarle, ch’er boja se l’impicchi.

31 marzo 1836.

Note

  1. Quei canti fioriti, gorgheggi, trilli, ecc.
  2. È un nonsocchè.
  3. Forse.
  4. Negli altri.
  5. Se.
  6. Si vedono.
  7. Viene.
  8. E chi sono questi micchi? uomini semplici.