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Er zor Diego acciaccatello

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Giuseppe Gioachino Belli

1837 Indice:Sonetti romaneschi V.djvu sonetti letteratura Er zor Diego acciaccatello Intestazione 8 giugno 2024 75% Da definire

Le commediole La vitaccia de li sovrani
Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1837

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ER ZOR DIEGO ACCIACCATELLO.[1]

     È vvero, è vvero, povero sor Diego!
Oggi v’ho ttrovo[2] un po’ ammalorcicato.[3]
Ve séte un tantinello ssciapinato:[4]
Me state mosscio, sì, nnun ve lo nego.

     Èrivo[5] un anno fa ttant’inquartato,[6]
E mmo pparete un moccolo de sego!
Uhm, ppe’ mmé ccerti nimmi[7] io nu’ li spiego,
E nu’ li spiegherìa[8] manco er curato.

     Animo, via, nun ve sce fate bbrutto:
Ve mentovo er curato, solamente
Perch’è ssolito in chiesa a spiegà ttutto.

     Ma gguardatelo llì! nnun ce s’accora?!
Statem’ alegro, su, nnun zarà gnente.
Come disce?[9] In un’ora Iddio lavora.

26 maggio 1837.

Note

  1. Malsano, tristanzuolo.
  2. Trovato.
  3. [Malazzato.]
  4. Sciupinato: deperito.
  5. Eravate.
  6. Robusto, membruto.
  7. Enimmi.
  8. Spiegherebbe.
  9. Come si dice? Come dice il proverbio?