Esempi di generosità proposti al popolo italiano/Patti chiari

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Patti chiari

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La vittoria pura L’ospitalità del cuore


Sara, moglie d’Abramo, vissuta sempre concordemente con lui, di cenvensett’anni morì. Anche adesso c’è persone che campano centotrent’anni in Russia e altrove: ma nel principio del mondo vivevano più lungamente, perché più sani e più regolati nel vitto; e perché molte cose erano da compire o da avviare sulla terra ancora disabitata; e perché l’esperienza de’ padri doveva giovare a’ figliuoli e ai nipoti lontani, e far vece di scuole; e perchè di secolo in secolo poche persone così bastavano a tramandare le memorie delle cose operate dagli uomini e rivelate da Dio, e potevasi conservare la storia e la fede nella sua purità.

Sara di cenvensett’anni morì in un luogo che si chiama Ebron, nella terra di Canaan, nel bel paese che Abramo con Sara conobbero appena usciti di patria. Abramo e Isacco, il figlio loro unico, la piansero piamente. E Abramo andò a quelli del paese, e disse così: «Io sono forestiero e pellegrino tra voi. Datemi il diritto della sepoltura nel vostro suolo, ch’io ci seppellisca il morto mio». Risposero quelli del paese dicendo: «Sentite, signore: voi siete come un messo di Dio tra noi; scegliete fra’ nostri sepolcri, e seppelliteci il morto vostro». S’alzò Abramo allora, e s’inchinò al popolo della terra, ch’erano tutti presenti innanzi alla porta della città quand’egli parlava; perché le faccende del Comune alla porta della città solevansi trattare all’aperto, che il sole le vedesse e gli uomini le sentissero.

S’inchinò Abramo, e disse a quegli abitanti: «Se piace al cuor vostro ch’io seppellisca il morto mio, udite di grazia. Pregate in mio nome Efron, figlio di Seor, che mi dia la grotta doppia ch’egli ha nell’estremo confine del suo podere, che per giusto prezzo me la ceda dinnanzi a voi in possesso e uso di sepolcro». Si trovava Efron là tra gli altri a sentire; e rispose ad Abramo dicendo «Non sia così, mio signore, mai no. Ma piuttosto ascoltate quello ch’i’ dico. Io do il podere e la grotta ch’e’ in esso, presenti i figliuoli del popolo mio; ve la cedo: seppelliteci il morto vostro». Abramo ringraziò rispettoso il popolo di quella terra e parlò ad Efron (la gente stava intorno a sentire): «Pregovi, date retta. Io do il valsente del podere; accettatelo: e così seppellirò il morto mio nel podere». Efron rispose: «Sentite, signore: il terreno che voi desiderate, vale quattrocento monete d’argento. Questo sarebbe il prezzo tra me e voi. Ma che fa? seppelliteci il morto vostro». Abramo sentendo così, gli pesò la moneta d’argento; perchè di que’ tempi la moneta non si contava, davasi a peso; erano pezzi senza conio, ma con un segno del Comune per accertare ch’egli era buona moneta. Gli pesò in presenza de’ popolani, i quali entravano e uscivano dalla porta. E il campo che prima era d’Efron, dov’era la grotta doppia riguardante la valle di Mambre, quella valle dove Abramo con Sara vissero del tempo; il campo con la grotta doppia, e gli alberi giro giro lungo i confini del podere, vennero a essere d’Abramo: e tutti il popolo fece testimonianza di ciò. Perchè allora non usava documenti scritti; e nascevano meno liti d’adesso. E così Abramo seppellì Sara sua moglie nella grotta doppia, dov’era luogo anco per esso quando egli morisse.

Abramo, che non aveva mai pensato ad acquistare poderi per sè vivo, l’acquista per il riposo della buona sua moglie morta: perchè la morte è pensiero più grave della vita; e le memorie dell’affetto sono più preziose d’ogni ricchezza: e una sepoltura è gran tesoro di memorie a chi sa farne uso, è gran libro a chi sappia leggerci. Poteva Abramo seppellire il corpo di sua moglie in una delle sepolture di quella gente, che n’era contenta, e l’aveva per onore e benedizione: ma egli non volle. Volle pagare il fondo; non mica che gli pesasse rimanere obbligato, ma gli piaceva poter essere sepolto anch’egli accanto alla vecchia sua moglie amata; e non sapeva se un giorno quel medesimo che dava ricetto a lei nella propria sepoltura, vorrebbe accoglierci lui. Volle pagare, perchè non sempre conviene accettare le profferte, anco cordiali che siano; e, come dice l’Apostolo, meglio è dar che ricevere. Fece patti ben chiari: li fece chiari a pro d’altri più che di sè. E dando ad Efron il prezzo, e comprando il luogo della sua sepoltura, fece un altro bene eziandio: lasciò a que’ popoli memoria perenne della moglie e della casa sua, d’una casa che adorava ed amava il Dio vero: il vero Dio che creò tutte quante le cose.