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Eulalia

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Link alla raccolta Questo testo fa parte della raccolta Poemetti e liriche


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EULALIA


Pria che la candida e gentile Eulalia
fosse la mia vereconda sposa,
solingo vissi in un mondo di lacrime
e l’anima mia era come l’acqua che stagna;
pria che Eulalia, la giovane
dai capelli d’oro,
fosse la vereconda sposa mia.

Degli occhi della radiosa fanciulla,
meno lucenti le stelle della notte!
Bioccolo di vapor tinto di porpora
e di perla sotto la luna,
non vince della chioma
della modesta Eulalia la ciocca
piú negletta; non regge a fronte
della piú umile e negletta ciocca
d’Eulalia dai vividi occhi.

Il Dolore e il Dubbio ora
non torneranno mai piú,
perché l’anima sua sospira

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coi miei sospiri,
e il lungo giorno
la cara Eulalia, la giovane Eulalia,
i suoi giovani occhi
i suoi occhi celestini leva al cielo,
dove Astarte brillante e viva rifulge.