Faust/Duomo. Messa solenne, organo e canti

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Duomo. Messa solenne, organo e canti

../Notte. Via dinanzi la porta di Ghita ../La notte di Valpurga IncludiIntestazione 14 dicembre 2016 75% Da definire

Johann Wolfgang von Goethe - Faust (1808)
Traduzione dal tedesco di Giovita Scalvini, Giuseppe Gazzino (1835/1837)
Duomo. Messa solenne, organo e canti
Notte. Via dinanzi la porta di Ghita La notte di Valpurga

Ghita fra la moltitudine. Uno Spirito Malefico dietro di lei.


Lo Spirito Malefico. Dove sono andati, Ghita, quei giorni, quando piena d'innocenza venivi innanzi l'altare, e in quel tuo libriccino, che ora contamini, balbuzzivi le tue orazioni, col cuore parte a Dio e parte nei trastulli della fanciullezza? Ghita! dov'è la tua mente? e quale de' tuoi misfatti ti sta ora nel cuore? Preghi tu per l'anima di tua madre, che tu hai con sì lunghi spasimi addormentata per sempre? E di chi è quel sangue sparso là sulla tua soglia? E qui nelle tue viscere che è ciò che vien crescendo, e si muove pur ora? Ahi, fieri presentimenti! che sarà di lui? — Che sarà di te?

Ghita. Oh, misera! misera! Potess'io sottrarmi dai pensieri, che mio malgrado mi vanno tumultuosamente per l'anima!

Coro.

Dies irae, dies illa
Solvet saeculum in favilla.

(Suono d'organo.)

Lo Spirito Malefico. Tu inorridisci! Le trombe squillano! i sepolcri rendono i morti! E il tuo cuore, suscitato dalla quiete delle ceneri ai tormenti dell'inferno, trema miseramente.

Ghita. Oh, foss'io fuori di qui! Quell'organo par come che mi tolga il respiro! quei canti squarciano profondamente il mio cuore!

Coro.

Judex ergo cum sedebit
Quidquid latet adparebit,
Nil inultum remanebit.

Ghita. Ohimè, io affogo! I pilastri mi si serrano contro; la vôlta mi pesa sul capo! — Aria!

Lo Spirito Malefico. Nasconditi! Il peccato e l'ignominia non rimangono nascosti. Aria, tu dici? Luce? Guai, guai a te!

Coro.

Quid sum miser tum dicturus?
Quem patronum rogaturus?
Cum vix justus sit securus.

Lo Spirito Malefico. I glorificati ritorcono da te le loro facce; i mondi di cuore inorridiscono di stenderti la mano. Ahi, te trista!

Coro. Quid sum miser tum dicturus?

Ghita. Signora, la vostra ampolletta da odore. (Sviene.)