Faust/Stanza di Ghita

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Stanza di Ghita

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Johann Wolfgang von Goethe - Faust (1808)
Traduzione dal tedesco di Giovita Scalvini, Giuseppe Gazzino (1835/1837)
Stanza di Ghita
Foresta e spelonca Giardino di Marta

Ghita sola all'arcolajo.


La mia pace è ita; il mio cuore è angosciato; io non avrò mai più bene, mai più.
Quand'io non son seco, io son mesta a morte. Il mondo è squallido e pien d'amarezza per me.
Il mio povero capo è folle; travolto il mio povero senno.
La mia pace è ita; il mio cuore è angosciato; io non avrò mai più bene, mai più.
Sol per vederlo io stanco gli occhi alla finestra; e per lui solo esco furtiva di casa.
O suo nobile portamento; o leggiadria della sua persona; o suo sorriso, o suoi sguardi!
Ed o fascino delle sue parole! o suo toccare di mano!
La mia pace è ita; il mio cuore è angosciato; io non avrò mai più bene, mai più.
Il mio petto si avventa verso di lui. Oh, osassi gittargli intorno le braccia, e morire!