Federconsorzi e Consorzi Agrari

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Riccardo Esposito

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Federconsorzi e Consorzi Agrari
2005

Pubblicato su Agricoltura Umbria Giugno 2005


Una soluzione a portata di mano

Il 31 dicembre 2005 è il termine ultimo per il rinnovo dopo14 anni delle autorizzazioni all’esercizio provvisorio per i Consorzi Agrari posti in liquidazione coatta amministrativa. L’Unione Europea si è chiaramente espressa sul fatto che non tollererà la solita leggina di proroga che verrebbe considerata una sorta di aiuto di stato non notificato, vietato dalle convenzioni dell’Unione.

Questa improrogabile scadenza potrebbe costituire l’occasione per voltare decisamente pagina sulla vicenda Federconsorzi e chiudere finalmente tutti gli aspetti civilistici del crack più importante della Prima Repubblica.. Il processo penale, ora in Cassazione, per gli avvenimenti successivi alla richiesta di Concordato e quello per i fatti anteriori, insabbiatosi nei meandri del palazzo di giustizia di Roma continuerebbe per la sua strada ma con le parti civili definitivamente tacitate. Nello stesso tempo, ( i lettori affezionati si ricordano ancora che lo avevamo anticipato nel numero di febbraio 2005) la Corte di appello di Roma aveva condannato lo Stato italiano a rimborsare 1000 miliardi di lire per le gestioni ammassi grano per le annate agrarie fino al 1963: L’Italia è uno strano paese: non bastano 40 anni per definire una vicenda.

I 1000 miliardi di lire spettano ai creditori di Federconsorzi, e molti sono gli agricoltori coinvolti, ma da più parti nel mondo dell’agricoltura si vede con favore la proposta di realizzare una maxi transazione I creditori avrebbero l’indubbio vantaggio di abbreviare in modo consistente i tempi, quasi eterni, della liquidazione dei loro diritti, le banche coinvolte nell’operazione di acquisto dei beni Federconsorzi potrebbero vedere chiusa una pagina abbastanza oscura, le altre una monetizzazione di un credito incerto, gli ex lavoratori qualche piccolo ristoro ai danni subiti. Tutto ciò che avanza, e di tratta sempre di cifre ingenti, potrebbe essere destinato ad un fondo a favore dei consorzi agrari per favorire il loro rientro alla piena operatività, anche attraverso fusioni o incorporazioni.

Proposte in tal senso sono state avanzate in disegni di legge tanto alla Camera dei deputati quanto al Senato (ricordiamo tutti che la Commissione agricoltura del Senato è presieduta dal senatore umbro Maurizio Ronconi), ma la via legislativa, oltre a essere lunga e complessa, incontra indubbie difficoltà di ordine costituzionale. La strada della maxi-transazione è resa, invece, ora più facile dalle nuove norme sul concordato preventivo e sulla riforma del diritto fallimentare.

La soluzione è obiettivamente dietro l’angolo, con ripercussioni favorevoli per tutto il mondo agricolo, sarebbe veramente assurdo sprecarla in un momento drammatico per l’agricoltura italiana: il tempo che rimane è veramente poco.

Riccardo Esposito