Fioretti di San Francesco/Capitolo sesto

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Capitolo sesto

../Capitolo quinto ../Capitolo settimo IncludiIntestazione 31 agosto 2009 75% Cristianesimo

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Come santo Francesco benedisse il santo frate Bernardo e lasciollo suo Vicario, quando egli venne a passare di questa vita.

Era frate Bernardo di tanta santità, che santo Francesco gli portava grande reverenza e spesse volte lo lodava. Essendo un dì santo Francesco e stando divotamente in orazione, sì gli fu rivelato da Dio che frate Bernardo per divina permissione doveva sostenere molte e diverse e pugnenti battaglie dalli demoni; di che santo Francesco, avendo grande compassione al detto frate Bernardo, il quale amava come suo figliuolo, molti dì orava con lagrime, pregando Iddio per lui e raccomandandolo a Gesù Cristo, che gli dovesse dare vittoria del demonio. E orando così santo Francesco divotamente, Iddio un dì sì gli rispuose: «Francesco, non temere, però che tutte le tentazioni dalle quali frate Bernardo deve essere combattuto, gli sono da Dio permesse a esercizio di virtù e corona di merito, e finalmente di tutti li nimici averà vittoria, però ch’egli è uno de’ commensali del reame del Cielo». Della quale risposta santo Francesco ebbe grandissima allegrezza e ringraziò Iddio. E da quell’ora innanzi gli portò sempre maggiore amore e riverenza.

E bene glielo mostrò non solamente in via sua, ma eziandio nella morte. Imperò che vegnendo santo Francesco a morte, a modo di quel santo patriarca Jacob, standogli d’intorno li divoti figliuoli addolorati e lagrimosi della partenza di così amabile padre, domandò: «Dov’è il mio primogenito? Vieni a me, figliuolo, acciò che ti benedica l’anima mia, prima ch’io muoia». Allora frate Bernardo dice a frat’Elia in segreto (il quale era Vicario dell’Ordine): «Padre, va’ dalla mano diritta del santo, acciò che ti benedica». E ponendosi frate Elia dalla mano diritta, santo Francesco, il quale avea perduto il vedere per le troppe lagrime, puose la mano ritta sopra il capo di frat’Elia e disse: «Questo non è il capo del primogenito frate Bernardo». Allora frate Bernardo andò a lui dalla mano sinistra, e santo Francesco allora cancellò le braccia a modo di croce, e poi puose la mano diritta sopra ’l capo di frate Bernardo, e la manca sopra ’l capo del detto frat’Elia e disse: «Frate Bernardo, benedicati il Padre del nostro Signore Gesù Cristo in ogni benedizione spirituale e celestiale in Cristo, siccome tu se’ il primogenito eletto in quest’Ordine santo a dare esempio evangelico, a seguitare Cristo nella evangelica povertà: imperò che non solamente tu desti il tuo e distribuisti interamente e liberamente alli poveri per lo amore di Cristo, ma eziandio te medesimo offeristi a Dio in quest’Ordine in sacrifizio di soavità. Benedetto sia tu adunque dal nostro Signore Gesù Cristo e da me poverello servo suo di benedizioni eterne, andando, stando, vegghiando e dormendo, e vivendo e morendo; e chi ti benedirà sia ripieno di benedizioni, chi ti maledicesse non rimarrà senza punizione. Sia il principale de’ tuoi fratelli, e al tuo comandamento tutti li frati obbidiscano, abbi licenza di ricevere a questo Ordine chiunque tu vorrai, e nessuno frate abbia signoria sopra di te, e siati licito d’andare e di stare dovunque ti piace».

E dopo la morte di santo Francesco, i frati amavano e riverivano frate Bernardo come venerabile padre. E vegnendo egli a morte, vennono a lui molti frati di diverse partì del mondo; fra li quali venne quello ierarchico e divino frate Egidio, il quale veggendo frate Bernardo, con grande allegrezza disse: «Sursum corda, frate Bernardo, sursum corda». E frate Bernardo santo disse a uno frate segretamente che apparecchiasse a frate Egidio uno luogo atto a contemplazione, e così fu fatto.- Essendo frate Bernardo nella ultima ora della morte, si fece rizzare, e parlò a’ frati che gli erano dinanzi, dicendo: «Carissimi fratelli, io non vi vo’ dire molte parole, ma voi dovete considerare che lo stato della Religione ch’io ho avuto, voi avete, e questo ch’io ho ora, voi averete ancora. E truovo questo nell’anima mia, che per mille mondi eguali a questo io non vorrei non avere servito altro signore che nostro Signore Gesù Cristo. E d’ogni offesa che io ho fatta, m’accuso e rendo in colpa al mio Salvatore Gesù Cristo e a voi. Priegovi, fratelli miei carissimi, che voi v’amiate insieme». E dopo queste parole e altri buoni ammaestramenti riponendosi in sul letto, diventò la faccia sua isplendida e lieta oltremodo, di che tutti i frati forte si maravigliarono; e in quella letizia la sua anima santissima, coronata di gloria, passa della presente vita alla beata degli Agnoli.

A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.