Fortuna, io dissi, e volo e mano arresta

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Girolamo Gigli

F Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura Fortuna, io dissi, e volo e mano arresta Intestazione 8 dicembre 2019 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Sonetti d'alcuni arcadi più celebri/Girolamo Gigli


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IX


Fortuna, io dissi, e volo e mano arresta,
     Ch’hai la fuga e la fe’ troppo leggiera:
     Quel, che vesti il mattin spogli la sera;
     Chi Re s’addormentò, servo si desta,
5Rispose: E’ Morte a saettar sì presta,
     Sì poco è il ben, tanto è lo stuol, che spera,
     Che acciò n’abbia ciascun la parte intiera,
     Convien ch’un io ne spogli, un ne rivesta.
Poi disse a Clori: almen tu sii costante,

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     10Se non è la Fortuna, e amor novello
     Non mostri ognora il tuo favor vagante.
Rispose: è così raro anco il mio Bello
     Che per tutta appagar la turba amante
     Convien, ch’or sia di questo, ora di quello.