Efestione, 7, 7, p. 23. — Assai probabilmente, a questo frammento si riferiva Terenziano Mauro scrivendo (De metr., 6, 390 Keil) «Cordi quando fuisse sibi canit Atthida parvam, florea virginitas sua cum foret». E probabilmente le ultime parole del grammatico parafrasano il verso di Saffo che immediatamente seguiva.