Guida della Val di Bisenzio/Parte seconda/17/c

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Via c. Per Fabio e Camposanico

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[p. 134 modifica]VIA c. Per Fabio e Camposanico, da Prato ore 3,45. Da Prato si viene al Rio a’ Buti per la [p. 135 modifica] Via b, e dopo si prosegue per la strada che va a mezza costa lungo il Bisenzio presentando ad ogni passo belle e svariate vedute sulla valle. La via ruotarle che si scorge sulla riva destra è la provinciale per Vernio, e il monte che ripido e scabro le sovrasta è quello delle Coste.

Di là dal ponte del Rio a’ Buti dopo 5 min. di cammino s’incontra la via erta che sale a S. Leonardo in Collina, 20 min. e dopo altri dieci ecco a destra uscire da enorme roccia una sorgente d’acqua, è la Fonte agli Oli; quindi la via prosegue lasciando a sinistra l’opificio di Gamberame e più in alto alla villa Scarlini e giunge ad incontrare la strada che sale a destra su per il monte e va a Faltugnano (25 min.); seguitando per Fabio, si passa presso una casa sostenuta da un forte muraglione, è la Cannuccia e dopo un rio, si sale ad un’altra casa colonica con alcune piante di cipressi vicine detta Villanuova o Cavaciocco; quella piccola ma bella pianura che si stende sotto a sinistra, con quella villa nel mezzo, è Meletto una delle 48 ville del Contado pratese e delle più antiche della Valle, è rammentato nel 1200. Dopo poco Villanuova s’incontra a destra la strada che sale a Faltugnano, 15 min. presso un bosco di cipressi, e dopo ecco la chiesa di Fabio1.

= Alcuni credono che i casolari di Fabio fossero un possesso appartenente alla gente Fabia, e attribuissero quest’origine romana al paesello che risiede in costa sul fianco occidentale della Calvana. Dell’antichità sua ne fa fede un documento del mese d’aprile del 1024, riportato dal Lami nella sua opera [p. 136 modifica] «Monumenta Ecclesiae Florentinae» e ricordato dal Repetti nel suo Dizionario. Fabio era una delle 48 ville dell’antico contado di Prato. La Chiesa, tranne delle vecchie mura, non ha nulla di notevole. =

Dal piazzale che le sta dinanzi a sinistra della strada si ha bellissima veduta sulla valle; si scorge tutto quanto l’opificio della Briglia, e il Lanificio Forti. Da Fabio, passato un ruscello ed una vecchia casa, si incontrano due case coloniche, vi dicono Martini o Gramigna; di qui una stradicciola scende giù a sinistra e va alla Fattoria ai Piani o della Briglia, 30 min. e passate le case laddove la via per Savignano gira il monte, si piglia lo stradello che sale ripido su per il poggio; è un po’ faticoso, ma la bella vista compensa; lo chiamano «la Treggiaia degli Schizzi», perchè sale su non molto lungi da un Rio pittoresco detto degli Schizzi, e poi passatolo conduce ad una casetta situata sopra terreni coltivati in una insenatura della Calvana; è Camposanico: pochi metri più in alto, nel fosso che corre di là dalla casa, si vede una casina quasi rovinata; è l’antica burraia, e lì presso scaturisce una fonte d’acqua finissima, d’estate fredda come il ghiaccio. Lungo questo fosso si può salire in breve al M. Maggiore 30 min.; ma chi si tiene più a destra della casa giunge alla vetta comodamente salendo in giravolte per le praterie2.

Note

  1. Dal Rio a’ Buti a Fabio, ore 1,10.
  2. Da Camposanico parte verso sud un sentiero che passando per una piccola pineta tramezzata da avellane viene a far capo ai Cerri, quella Foce sopra Valibona per la quale si scende anche a Parmigno; lo dicono il viottolo di Staggia; da Camposanico ai Cerri 35 min.