I Epistola di San Paolo a' Corinti (Diodati 1821)/capitolo 7

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Capitolo 7

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capitolo 6 capitolo 8

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Risposta alle domande dei Corinti sul matrimonio

7  Ora, quant’è alle cose delle quali mi avete scritto, egli sarebbe bene per l’uomo di non toccar donna.

2  Ma, per le fornicazioni, ogni uomo abbia la sua moglie, ed ogni donna il suo proprio marito.

3  Il marito renda alla moglie la dovuta benivoglienza1; e parimente la moglie al marito.

4  La moglie non ha podestà sopra il suo proprio corpo, ma il marito; parimente ancora il marito non ha podestà sopra il suo proprio corpo, ma la moglie.

5  Non frodate l’un l’altro, se pur non è di consentimento, per un tempo, per vacare a digiuno, e ad orazione; poi di nuovo tornate a stare insieme, acciocchè Satana non vi tenti per la vostra incontinenza.

6  Or io dico questo per concessione, non per comandamento.

7  Perciocchè io vorrei che tutti gli uomini fossero come son io2; ma ciascuno ha il suo proprio dono da Dio3: l’uno in una maniera, l’altro in un’altra.

8  Or io dico a quelli che non son maritati, ed alle vedove, ch’egli è bene per loro che se ne stieno come me ne sto io ancora4.

9  Ma, se non si contengono, maritinsi5, perciocchè meglio è maritarsi, che ardere.

10  Ma a’ maritati ordino, non io, ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito6.

11  E se pure ella si separa, rimanga senza maritarsi, o si riconcilii col marito. Il marito altresì non lasci la moglie.

12  Ma agli altri dico io, non il Signore: Se alcun fratello ha moglie infedele, ed ella consente d’abitar con lui, non la lasci.

13  Parimente ancora la donna che ha un marito infedele, se egli consente d’abitar con lei, non lo lasci.

14  Perciocchè il marito infedele è [p. 921 modifica]nella moglie, e la moglie infedele è santificata nel marito; altrimenti, i vostri figliuoli sarebbero immondi; ma ora son santi.

15  Che se l’infedele si separa, separisi; in tal caso il fratello, o la sorella, non son sottoposti a servitù; ma Iddio ci ha chiamati a pace7.

16  Perciocchè, che sai tu, moglie, se tu salverai il marito8? ovvero tu, marito, che sai se tu salverai la moglie?

17  Se no, secondo che Iddio ha distribuito a ciascuno, secondo che il Signore ha chiamato ciascuno, così cammini; e così ordino in tutte le chiese.

18  Alcuno è egli stato chiamato, essendo circonciso? non voglia sembrare incirconciso; alcuno è egli stato chiamato, essendo incirconciso? non circoncidasi9.

19  La circoncisione è nulla10, e l’incirconcisione è nulla; ma il tutto è l’osservanza dei comandamenti di Dio11.

20  Ciascuno rimanga nella vocazione, nella quale è stato chiamato.

21  Sei tu stato chiamato, essendo servo? non curartene; ma se pur puoi divenir libero, usa più tosto quella comodità.

22  Perciocchè colui che è chiamato nel Signore, essendo servo, è servo francato del Signore12; parimente ancora colui ch’è chiamato, essendo libero, è servo di Cristo13.

23  Voi siete stati comperati con prezzo14, non divenite servi degli uomini.

24  Fratelli, ognun rimanga dinnanzi a Dio nella condizione, nella quale egli è stato chiamato.

25  Or intorno alle vergini, io non ne ho comandamento dal Signore15; ma ne do avviso, come avendo ottenuta misericordia dal Signore d’esser fedele16.

26  Io stimo adunque ciò esser bene per la soprastante necessità; perciocchè egli è bene per l’uomo di starsene così17.

27  Sei tu legato a moglie? non cercar d’essere sciolto; sei tu sciolto da moglie? non cercar moglie.

28  Chè se pure ancora prendi moglie, tu non pecchi; e se la vergine si marita, non pecca; ma tali persone avranno tribolazione nella carne; or io vi risparmio.

29  Ma questo dico, fratelli, che il tempo è omai abbreviato18; acciocchè, e coloro che hanno mogli sieno come se non l’avessero;

30  E coloro che piangono, come se non piangessero; e coloro che si rallegrano, come se non si rallegrassero; e coloro che comperano, come se non dovessero possedere;

31  E coloro che usano questo mondo, come non abusandolo; perciocchè la figura di questo mondo passa19.

32  Or io desidero che voi siate senza sollecitudine. Chi non è maritato, ha cura delle cose del Signore, come egli sia per piacere al Signore20;

33  Ma colui che è maritato ha cura delle cose del mondo, come egli sia per piacere alla sua moglie.

34  Vi è differenza tra la donna e la vergine; quella che non è maritata ha cura delle cose del Signore, acciocchè sia santa di corpo e di spirito; ma la maritata ha cura delle cose del mondo21, come ella sia per piacere al marito.

35  Ora, questo dico io per la vostra propria comodità; non per mettervi addosso un laccio, ma per ciò che è decente, e convenevole da attenervi costantemente al Signore, senza esser distratti.

36  Ma, se alcuno stima far cosa disonorevole inverso la sua vergine, se ella trapassa il fior dell’età, e che così pur si debba fare, faccia ciò ch’egli vuole, egli non pecca; sieno maritate.

37  Ma, chi sta fermo nel suo cuore, e non ha necessità, ed è padrone della sua volontà, ed ha determinato questo nel cuor suo, di guardar la sua vergine, fa bene.

38  Perciò, chi marita la sua vergine fa bene22, e chi non la marita, fa meglio.

39  La moglie è legata per la legge, tutto il tempo che il suo marito vive; ma, se il marito muore, ella è libera di maritarsi a cui vuole, purchè nel Signore23.

40  Nondimeno, ella è più felice, secondo il mio avviso, se rimane così; or penso d’avere anch’io lo Spirito di Dio.