I dintorni di Firenze/Le fonti del libro

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Le fonti del libro

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Ai lettori I. Barriera aretina
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LE FONTI DEL LIBRO


Più che lodevole ed utile consuetudine, si potrebbe chiamare atto doveroso di giustizia la citazione delle opere che in qualche parte hanno servito a fornire materiali ad una nuova pubblicazione. Ma nel caso mio l’aiuto che ho potuto avere nei libri già noti è stato di una importanza molto modesta.

Senza aver trascurato l’esame di tutte le diverse pubblicazioni antiche e moderne che in modo generale o parziale illustrano i Dintorni di Firenze, singole località e differenti edifizj, ho dovuto valermi soprattutto di materiali originali, frutto di lunghi studj e di pazienti ricerche fatte negli Archivii. Questi poi ho completato con visite fatte sui luoghi e colle notizie e le informazioni che mi sono state cortesemente favorite o che ho richieste a persone che per gli uffici loro o per la miglior conoscenza delle località potevano agevolare l’opera mia.

Non sempre, debbo dichiararlo francamente, le richieste mie hanno avuto la desiderata accoglienza, per quanto lo scopo al quale esse erano ispirate avesse dovuto ragionevolmente indurre a più premuroso trattamento. Ad ogni modo, la indifferenza, la noncuranza ed il poco riguardo dimostrato da molti, mi fa sentir maggiormente la gratitudine più viva verso quei pochi che mi sono stati di prezioso ed efficace aiuto nella compilazione di questo primo volume della mia guida.

Adempio così ad un atto doveroso ed al tempo stesso sodisfo ad uno spontaneo sentimento di riconoscenza, rendendo pubbliche grazie a queste egregie e cortesi persone.

Prima d’ogni altro al Principe D. Tommaso Corsini il coltissimo gentiluomo che si compiacque comunicarmi, insieme a molte e preziose informazioni, le annotazioni fatte al mio antecedente libro sui Dintorni; al Cav. Augusto Guerri segretario del Comune di Fiesole il quale, con amichevole premura mi fu di guida preziosa e di aiuto [p. xii modifica] efficacissimo nelle ricerche relative al suo comune, ed al sig. Luigi Morozzi aiuto ingegnere di Fiesole che in tali ricerche attivamente lo coadiuvò; al sig. Umberto Dorini che molte e faticose ricerche d’archivio condusse e completò con cura amorosa ed intelligente; all’amico Carlo Odoardo Tosi il quale, oltre a porre a mia disposizione i molti suoi studj e le sue pubblicazioni sui dintorni e soprattutto sul Comune di Sesto, mi fornì larga copia di notizie; all’amico Avv. Emilio Macciò ed al Canonico Dionisio Brunori di Fiesole che molti dubbj e molte incertezze intorno a località poste sui colli fiesolani mi aiutarono a dissipare; al Marchese Pietro Bagnesi, al Notaro Guido Pegna, al Cav. Paolo Edlmann, al sig. Stefano Traversi segretario del Comune di Sesto, al sig. Giuseppe Carobbi, al Conte Carlo Gamba, agli amici Conte Giovanni Pelli-Fabbroni, Marchese Scipione Catellini Da Castiglione, Cav. Ing. Celso Capacci, Alessandro Norsa e ad altri che mi fornirono notizie ed indicazioni utilissime per me. Speciali ringraziamenti lo debbo esprimere ancora ad alcuni parroci, pochi invero di fronte ai molti da me interpellati, e ricordo quindi con sincera compiacenza i nomi dei Rev.i P. Lorenzo Del Bene parroco di Settimello, P. Lodovico Ferretti di S. Domenico di Fiesole, P. Vittorio Bossi di Settignano, P. Luigi Tarchi pievano di Montereggi, P. Antonio Parigi di Terenzano e P. Giovanni Santi di S. Marco Vecchio.

E con questo ho sodisfatto ad un desiderio dell’animo mio ed ho al tempo stesso additate le fonti di questa prima parte della mia opera.

G. C.