I pettegolezzi delle donne/Atto Secondo/Scena V

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Atto secondo

Scena quinta

../Scena IV ../Scena VI IncludiIntestazione 29 maggio 2008 75% Commedia dell'Arte

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Checchina ed Eleonora.


Cecchina
Con bona grazia, posso vegnir?
Eleonora
Oh, Checchina, siete voi? Che miracolo?
Cecchina
Lustrissima, son qua da ella a pregarla de una gran carità.
Eleonora
Dite; che far posso per voi?
Cecchina
Vorria che la se degnasse de dirme, chi gh’ha dito a ella che mi no son fia de paron Toni.
Eleonora
Chi ha detto a voi, che io lo sappia?
Cecchina
Me l’ha dito Beppo.
Eleonora
(Che ciarlone!) (da sé) Basta... Io non so nulla.
Cecchina
Donca no xe vero che la lo abbia dito?
Eleonora
Sì, l’ho detto.
Cecchina
Ma da chi l’ala sentìo a dir?
Eleonora
Non me ne ricordo.
Cecchina
Lustrissima, no vorria che la fusse una fiabetta() inventada per far che Beppo me abbandonasse.
Eleonora
Orsù, per farvi vedere che parlo con fondamento, vi dirò da chi l’ho saputo; ma avvertite, non parlate.
Cecchina
Oh, no la s’indubita, no dirò gnente.
Eleonora
Me l’ha detto la signora Beatrice.
Cecchina
Basta cussì. Grazie a vusustrissima.
Eleonora
Dove andate?
Cecchina
Torno a casa.
Eleonora
È poi vero quello che si dice di voi?
Cecchina
No xe vero gnente, le xe tutte busie, e vegniremo in chiaro de tutto. A bon reverirla.
Eleonora
Avvertite, non fate pettegolezzi.
Cecchina
Oh, no gh’è pericolo.
Eleonora
Mi pento quasi d’essere entrata in questo imbroglio.