I pettegolezzi delle donne/Atto Secondo/Scena XVII

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Atto secondo

Scena diciasettesima

../Scena XVI ../Scena XVIII IncludiIntestazione 29 maggio 2008 75% Commedia dell'Arte

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Sgualda alla finestra, e dette.


Donna Sgualda
Oe, Catte. Va là, che ti xe una gran schittona().
Donna Catte
Mi? Per cossa?
Donna Sgualda
Ti ha buttà fora tutto, ah, de mia zermana Checca?
Donna Catte
Mi ghe l’ho confidà a Anzoletta, e sta frasconazza l’ha dito a tutti.
Anzoletta
L’ho dito solamente alla lustrissima siora Beatrice, e ella averà sonà la tromba.
Beatrice
Io non l’ho detto ad altri che alla signora Eleonora.
Eleonora
Ed io solamente a Beppo.
Donna Sgualda
Via, pettegole quante che sè.
Donna Catte
Mi son una donna, sastu? E varda ben come che ti parli. Quelle xe pettegole, e no mi.
Anzoletta
Pettegola a una putta della mia sorta?
Beatrice
Temerarie, vi vorreste addomesticare con noi?
Eleonora
Impertinenti, sfacciate.
Donna Sgualda
Sfacciate? Coi slinzi e squinzi() la me fa giusto da gomitar.
Donna Catte
Siben che le gh’ha i sbruffarisi() no le me fa miga paura, sale?

Beatrice – Vedete, tutto per causa vostra. (ad Anzoletta)

Eleonora
Voi siete stata la ciarliera. (ad Anzoletta)
Anzoletta
Me maraveggio de elle. Son una putta che gh’ha più prudenza de elle.
Donna Sgualda
Respondighe, respondighe, no te lassar far paura.
Donna Catte
Strazzèghe() la scuffia.
Beatrice
Andiamo, non è nostro decoro garrire con queste donnacce. Farò loro tagliar la faccia.
Donna Sgualda
Trui va là.
Donna Catte
Polentina calda.