I pettegolezzi delle donne/Atto Terzo/Scena IX

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Atto terzo

Scena Nona

../Scena VIII ../Scena X IncludiIntestazione 29 maggio 2008 75% Commedia dell'Arte

Atto Terzo - Scena VIII Atto Terzo - Scena X


Strada con case civili. Lelio ed Arlecchino.


Lelio
Fortuna ingrata!
Arlecchino
Sorte traditora!
Lelio
Un uomo del merito mio dalle femmine sarà deriso?
Arlecchino
Un omo della mia sorte morirà dalla fame?
Lelio
Vi è nessuno che sia più di me grazioso?
Arlecchino
Gh’è nissun che d’appetito staga meio de mi?
Lelio
Questo volto può essere più ben fatto?
Arlecchino
Sti denti póleli esser più forti?
Lelio
Questa vita può essere più attillata?
Arlecchino
Sta panza pólela esser più voda?
Lelio
Ah, mi sovviene quante donne ho incantate!
Arlecchino
Ah, m’arrecordo quanti piatti ho nettà!
Lelio
E ora non son più quello?
Arlecchino
E adess no se magna più?
Lelio
Ah, Lelio, coraggio.
Arlecchino
Arlecchino, no te desperar.
Lelio
Arlecchino.
Arlecchino
Sior?
Lelio
Batti a quella porta.
Arlecchino
Sior sì, subito. (batte all’osteria)
Lelio
No a quella, a quell’altra.
Arlecchino
Questa l’è l’osteria, dove che se magna.
Lelio
E quella è la casa, dove sta la mia adorata Beatrice. Io ho bisogno di consolare le mie pupille.
Arlecchino
E mi ho bisogno de consolar i mi denti.
Lelio
Batti, e non perder tempo.
Arlecchino
Farò così; batterò qua e qua. Qua per vu, e qua per mi. (accenna la casa e l’osteria)
Lelio
Fa come vuoi.
Arlecchino
Oh de casa, oh dell’osteria! (batte alle due porte)