I puntigli domestici/Lettera di dedica

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Lettera di dedica

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I puntigli domestici L’autore a chi legge

[p. 313 modifica] A SUA ECCELLENZA IL SIGNOR

ANTONIO CONTARINI

PATRIZIO VENETOO).

VOSTRA Eccellenza mi ha onorato della sua protezione senza(2) conoscermi, per certa compiacenza che le Opere mie le re- cavano, ed io ammiratore sono stato del di lei merito e della di lei Virtù, per quello che da più parti ragionarne intesi. Il Conte Orazio Arrighi Landini Fiorentino, Uomo di Lettere, mio caro amico, godendo egli la grazia e la protezione di V. E., mi ha procurato l'onore di essere io in persona a ringraziarla della beni- gnità sua, e supplicarla a volermi di essa continovare gli effetti, congratulandomi io con me medesimo d'aver conosciuto più da vicino un Cavaliere, i di cui pregi sorpassano la fama che li decanta. Quai sieno questi, non è si facile che io sappia dirlo, ne d'uopo è che io lo dica in una (3) Città, che conosce perfetta- mente V E. V. e l'ammira, e pruove magnanime aspetta di quella Virtù, che in età verde ancora la fa risplendere.

Fortuna e nascere con quella docilità di animo e chiarezza di mente, che in lei si ammirano. Fortuna V avere dinanzi agli occhi un esemplare vicino, che ecciti alle virtù. L'Eccellentissimo Signor Simeone Contarini Procurator di S. Marco, Padre amo- rosissimo dell' E. V ., e quel modello che a tutti gli uomini no- bilmente nati può servire di regola, e molto più a quelli che sono nei gradi, e negli onori, e nei pesi della Repubblica iniziati; e quanto maggiore e l'attaccamento che per natura ha con esso lui VE. V., tanto più forte nel di lei animo farà impressione V esem- pio suo.

(1) Questa lettera dì dedica fu stampata la prima volta l'anno 1754, nel t. VI del- l' ed. Paperini di Firenze. (2) Così l' ed. Pasquali ; nell' ed. Paperini si legge : Vostra Eccel- lenza è stato per qualche anno mio Prolettore, senza ecc. (3) Pap.: ad una. [p. 314 modifica] Principiò Egli a sagrificar se medesimo a prò della Patria nell'età verde ancora, e unendosi in lui perfettamente il genio ed il talento, militando ancor giovanetto nelle 'Provincie della Dal- mazia e dell'Albania, nell'aspra guerra co' Turchi, sotto il co- mando del Serenissimo Doge Sebastian Mocenigo suo zìo, gli fu da quello addossato l'onorevole (1) carico di Luogotenente (2) Gene- rale, onde (3) coraggiosamente condottosi agli assedj di Antivari e di Dulcigno, die pruove tali del suo valore, e tanto mostrò coraggio, ancorché tinto del proprio sangue, per grave ferita sparso, che fu dall'ammirazione e dalla gratitudine dell'eccelsa Patria con estra- ordinario esempio Senatore eletto nell'anno vigesimoterzo dell'età sua. Ciò servì a lui di stimolo per maggiormente accendersi del vero amore di Cittadino, non risparmiando fatica a prò della Re- pubblica (4), e questa gareggiò sempre con esso lui nel caricarlo di onori. Resse due volte la Città di Padova, ed una quella di Brescia. Provveditore alla Sanità in Dalmazia, assicurò ben presto la salute comune, estirpando affatto colà ogni contagioso malore. Alla Porta Ottomana Bailo per la Repubblica Serenissima, quai prove non ha egli date del suo sapere e della sua ammirabile (5) condotta ? E alla suprema carica eletto di Provveditor Generale nella Terra Ferma, dopo aver conseguita la veste insigne Pro- coratoria, con qual zelo, con qual merito e con qual vigilanza non sostenne egli un tale onorevole peso ?

Tutto ciò basta per ravvisare quali e quante sieno le di lui virtù, perchè senza di esse ne si merita tanto, né tanto si conse- guisce. Che però torno a ripetere con fondamento, che un esemplare sì grande, sì interessante, e sì prossimo all' E. V., non può che animarla (6) ad operare e a risplendere, additandole quel sentiero, per cui a tanta gloria si arriva. (7)

(I) Pap. aggiunge: pesante. (2) Pap. aggiunge: suo. (3) Pap.: indi. (4) Pap. aggiunge: Serenissima. (5) Pap. aggiunge: destrezza e ecc.. (6) Pap.: animare le di Lei virtù ecc. (7) Segue ncll'ed. Pap.: Bella felicità di un Genitore magnanimo, mirar sì ben disposti ad imitarlo i figli suoi, e certamente l'È. V. forma la di lui maggiore speranza e la più perfetta consolazione. Di questa a parte sono gli amici e i servidori tutti della di lei Eccellentissima Casa, ed io che mi lusingo di essere nel numero di questi ultimi, rico- nosco nell' E. V. un mio amorosissimo Protettore. - La fiducia ecc. [p. 315 modifica] La fiducia che io ho nella di lei benignissima protezione, mi anima ad offerirle un miserabile parto della mia penna, po- nendo in fronte a questa Commedia mia il venerabilissimo nome dell' E. V., gloria per me essendo che un tanto onore mi si con- ceda, siccome quello di potermi qui sottoscrivere con venerazione ed ossequio

Di V. E.

Umilisi. Devotiss. ed Obbligatiss. Serv.

Carlo Goldoni. [p. 316 modifica]