Il Canzoniere (Bandello)/Alcuni Fragmenti delle Rime/CXCIII - Non perder piú saette, o sommo Giove

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CXCIII - Non perder piú saette, o sommo Giove

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CXCIII - Non perder piú saette, o sommo Giove
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Non perder piú saette, o sommo Giove,
ma spegni il tuo furor, ammorza l’ira,
ché di costor che temi nessun spira,
ma di pittor son opre eccelse e nove.

State, giganti; a che mostrar piú prove5
se contra voi qui Giove non s’adira,
non folgora, non tuona, o strali tira?
Mirate ch’egli è pinto, e non si move.

Or ben si vede quanto può l’ingegno
e la maestra man del rar pittore,10
ove s’inganna l’uomo e Giove ancora.

Tacciasi Zeusi, e stia Parrasio fòre:
Giulio Romano d’altro onor piú degno
sará cantato, e piú famoso ancora.