Il Dio dei viventi/XXV

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Parte XXV

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Nessuno all’infuori di lei aveva voglia di godere di quei primi frutti del podere.

Zebedeo non mangiava mai frutta, perchè frutta e dolci son cose da donna, e anche la moglie e zia Annia non erano golose: e Bellia non aveva voglia di nulla; o sì, aveva voglia di cose rare e se si riusciva a procurargliele non le voleva più.

— Dovreste mandarlo al dottore, quel cestino di fichi, — disse, quando la madre lo pregò di mangiarne. — Non gli mandate mai nulla.

— Egli non ne ha di bisogno; ne ha più di noi.

— Che importa? È per fargli vedere che siamo grati. Tutti gli mandano regali, e noi niente.

— Per quello che ti fa! — disse zia Annia.

— Mi fa quello che può, — rispose Bellia esasperato. — Non è Dio, lui, per potermi [p. 135 modifica]guarire. Dio solo può guarirmi e Dio non vuole.

— Che hai stasera? — domandò il padre.

Ma ancora una volta Bellia non gli rispose. Pareva l’avesse proprio con lui, col padre; e il padre lo sentiva e ne provava un’angoscia pungente.

— Ebbene, — disse anche lui irritato, — se vuoi portarglielo, il cestino di fichi, portaglielo pure: altro che cestino di fichi ci vorrà, per lui: cestino di monete, ci vorrà.

— E dategliele! Dal tenerle nascoste nel muro al darle a lui o al diavolo è lo stesso.

— Se non stai zitto ti do uno schiaffo, uno, ma uno!

— Che avete stasera tutti? Vi punge il diavolo con la lesina? — disse la serva ricoprendo con foglie di vite il cestino. — Stasera invece bisogna vivere con Dio: è la vigilia di San Giovanni; bisogna lavarsi al fiume per battezzarsi di nuovo. Io ci vado.

— Tu faresti molto bene a stare a casa, [p. 136 modifica]— disse Zebedeo, — lo sai che siamo in lutto.

E anche zia Annia espresse la sua opinione contraria al desiderio della ragazza; ma quando sentì che lui invece, Zebedeo, sarebbe uscito, corrugò le sopracciglia e cambiò parere.

Dove andava Zebedeo quando usciva così la sera? L’istinto non la ingannava; e solo la sua grande prudenza e un senso di attesa e di cieca fede nella giustizia di Dio le impedivano di parlare.

— La padrona me lo ha promesso, non vado a far del male: San Giovanni mi vede.

— Tu glielo hai promesso davvero?

La padrona era una donna passiva e debole e non aveva mai nessuna iniziativa; forse per questo si rispettavano da tutti in casa i suoi pochi voleri. Rispose di sì, e Rosa ebbe il permesso dì uscire. [p. 137 modifica]