Il Tesoro II/Libro III/Capitolo III

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Capitolo III. Qui dice di Europa, e delle sue contrade
Libro III - Capitolo II Libro III - Capitolo IV
[p. 30 modifica]
30
Capitolo 111.

Qui dice di Europa, e delle sue contrade ^

Europa è una parte della terra, ch’è divisa da quella d’ Asia, là ove è lo stretto del braccio di santo Giorgio, nelle parti di Costantinopoli e di Grecia. E viene verso settentrione per tutta la terra di qua del mare, infino in Spagna sul mare Oceano ^

In questa parte della terra ^ si è la città di Roma, ch’è capo di tutta la cristianitade. E però dirà il conto innanzi di tutta Italia, cioè il paese dove Roma siede, clie ha inverso mezzodì il mare Maggiore, ovver Mediterraneo *; in costa ^ e in verso settentrione, è il mare di Vinegia, ch’è ap 1) Ut ed il ms. Vis. De Europe, colla variante di due codici del Chabaille, et de ses contrées.

2) Corrette le stampe sulla terra Oziuna, in sul mare Oceano, col ms. Vis. e col x sor la mer Oceane.

3) Corretto d’ Europa delle stampe, in della terra, col buon senso, col ms. Vis. e col t de la terre.

4) Il t ed il ms. Vis. la grani mer.

5) Le stampe annettono in costa, t en coste, all’Adriatico, anzi che al Mediterraneo, come fa il t del Chabaille,

e fanno bene. [p. 31 modifica]

31
pellaio lo mare Adriano, per la città di Adria’,

che fu fondata dentro lo mare. Il suo miluogo è nelli campi della città di Reate.

E sappiate chu Italia fu chiamata la grande Grecia, quando li Greci la tenevano. E finisce verso ponente alle montagne che sono verso Provenza, e verso la Francia, e verso Alamagna. E là è una grande montagna * in fra le altre, che ha due fontane. Dell’ una verso Lombardia nasce un fiume molto grande, che passa per Lombardia, e riceve in so trenta fiumi, ed entra nel mare Adriano, presso alla città di Ravenna, e chiamasi il Po, il quale i Greci appellavano Eridano, ma in latino è appellato Padus.

Dall’ altra montagna ^ di verso Francia esce r altro fiume detto Rodano, che se ne va * per Borgogna, e per Provenza, tanto che egli entra nel mar Maggiore, cioè nel mare di Provenza ^ sì fortunosamente, che se ne porta le nave ben cinque miglia ^ o più, ed è dolce allora l’ acqua

1) Il t ha la cité de Adrie, colle varianti Adrì, e Atri.

2) Il t une grant terre. Il ms. Vis. un grande monte. Nel t l’inciso fra le altre, spetta alle fontane, anzi che alla terra.

3) Il t de l’ autre fontaine.

4) Il t ed il ms. Vis. q%d s’ en va d’autre part.

5) Il t en la grant mer de Provence.

6) 11 t V Hues et plus. [p. 32 modifica]
32
alti’esì come sa fosso in terra. E però dicono molti,

cir egli è uno de’ maggiori fiumi d’Europa.

In Italia son molte provincie, delle quali Toscana è la prima, là ove è Roma primieramente. E per Roma corre un fiume che si chiama Tevero ’, che entra nel grande mare. E sappiate che l’apostolico di Roma ha sotto lui sei vescovi, che sono cardinali, cioè quello d’Ostia, quello d’Albano, quello di Porto, quello di Sabina, quello di Tusculano, e quello di Penestrino. E queste furono buone cittadi anticamente, ma Roma le sottomise alla sua signoria, ond’ elle sono tutte guaste ^ Dentro alla città di Roma si son quarantasei chiese cardinalane, delle quali v’ ha ventotto presbiterati, cioè che hanno il cardinale prete, e diaconati diciotto ^ Anche sono in Toscana * ventuno vescovi, senza la città di Pisa, ch’è arcivescovo, e tre vescovi sotto lui; e sappiate che ’l primo ^ ves’;ovo di Toscana è quello di Luna, che marca con li Genovesi.

1) Il t Cort li Toivres.

2) Il t elles sont toutes enqtii prés. Concetto ben diverso !

3) Il t XXVJII preslì-es, et XVIII diacres, qui ttiit son cardcnal de Rome.

4) In Toscana, manca al t.

5) Il t derraine eveschie. Può essere il primo o l’ ultimo, secondo la parte da cui s’imprende a numerare. Dodici

codici del Chabaille leggono cil de Ijuque. [p. 33 modifica]

33
Oltra Roma è la terra di Campagna’, ove è

la città d’ Alagnia, e di Gaeta, e liavvi sette altri vescovi.

Poi v’ è la terra d’ Abruzzi. là ove ha sette vescovi ^

Appresso v’è il ducato di Spuleto, ov’ è la città d’Assisi e di Rieti, là ov’ egli ha sette altri vescovi.

Appresso v’ è la Marca d’ Ancona, ov’ è la città d’Ascoli e d’ Urbino, e havvi due vescovi l

Appresso v’ è Terra di Lavoro, là ove è la città di Benevento, e Salerno, e molte altre terre grandi, ov’ egli ha sette arcivescovi, e cinquantuno vescovi.

Appresso v’ è lo regno di Puglia, ov’ è la città di Taranto, su nel sinistro corno d’Italia; e sappiate che in Puglia v’ è otto arcivescovi, e trentasei

  • vescovi.

Appresso v" è la Calavria, là ov’ è l’ arcivescovo di Cosenza ’% e due altri arcivescovi, e sedici vescovi.

1) Dieci codici del Chabaille legg-ono Canpaigne et de laire.

2) Il t /. arcevesr.hie, e non sette vescovi.

3) Il t XI autres eveschiez.

4) Il t XXX eveschiez.

5) Corretto Sonzo, in Cosccnzo, col t Cosens, colle varianti Cusance e Cusciice.

.3 [p. 34 modifica]
34
Poi v’ è r isola di Sicilia, tra ’l mare Adriano

e il nostro, ov’ è l’arcivescovo di Palermo, di Messina, e di Morreale, edotto ’ vescovi. Ed evvi Mongibello, che tuttavia gitta fuoco per due bocche, e niente meno tuttavia v’ ha neve sopra. E si v’ è la fonte di Arethusa, ch’è meravigliosa cosa ^

E sappiate che tra Sicilia e la Italia è un piccolo braccio di mare in mezzo, ed è appellato Faro di Messina, onde molti dicono che Sicilia^ non è in Italia, anzi è paese per se.

Nel mare di Messina, o vero di Sicilia \ sono r isole Vulcanie, che sono di natura di fuoco.

E tutta la terra di Sicilia non è più di tre milia stadii, e lo stadio è in greco quello che noi appelliamo migliare, e che’ Franceschi chiamano leghe; ma elle non sono però pari.

Anche è in Italia la terra di Romagna, in sul mare Adriano, ove sono alquante cittadi, cioè Arimino, Ravenna, Forlì, Imola, Cervia, Faenza, Forlimpopoli e Cesena, ed havvi uno arcivescovo, e dieci vescovi \

1) Il t et IX eveschiez.

2) Ch’ è maravigliosa cosa, g^lossa di Bono.

3) Corretto Messina, in Sicilia, col buon senso, e col t.

4) W t en la mer de Sedile.

.")) 11 t Oli est la citò de Jiimenc, et Ravenne, et Ymole,

et A’ ’I litres evescMe:. Bono la sa più liing-a del maestro. [p. 35 modifica]

35
Appresso v’ è Lombardia, ov’ è Bologna la

grassa, e tre altri vescovadi ’. E si v’ è l’ arcivescovo di Milano, che dura il suo arcivescovado ’ in fino al mare di Genova, ed alla città di Saona, e di Arbigliana ^ e poi in fino alla terra di Ferrara, ove egli ha diciotto * vescovi.

Poi v’ è la marca di Trevigi, ch’è nel patriarcato d’Aquilea, là ov’ egli ha diciotto vescovi, che toccano le parti di Lamagna, e di Zara, e di Dalmazia su ’l mare ^

Anche in Italia è l’arcivescovo di Genova, e sette vescovi ^

Poi v’ è r isola di Sardigna e l’ isola di Corsica con tre arcivescovi e quindici vescovi. E qui finisce Italia \

In fino entro nel mare di Vinegia, sì v’ è la terra d’Istria dall’altra parte del mare, che v’ è

\) lì t et très autre citez.

2) Il suo arcivescovado, manca al t.

3) Arhigliana è Alhenga, nel x Alhinguene, in latino AHingaunum.

4) Il t VII eveschiez.

5) Il t sor la mer Adriane.

6) Il t tout III evesclmz.

7) Il t la où Ytaille fenit a la mer de Venise, si est la

terre de Istre. [p. 36 modifica]
36
l’arcivescovo di Zara’, e due ’ altri arcivescovi,

e diciotto vescovi.

Appresso v’ è la terra di Schiavonia, là ov’ egli ha due arcivescovi, e dieci vescovi ^

Appresso è la terra di Ungheria, dove egli ha due arcivescovi, e dieci vescovi *.

Appresso v’ è la terra di Spelano, là ov’ egli ha quattro arcivescovi °, ed otto vescovi.

Ma di ciò non dirà più lo conto, anzi ritornerà a materia, là |ov’ egli lasciò Sicilia, ch’è l’altra fine d’Italia \

Oltre Sicilia si esce d’ Europa ^ E dentro Europa si è la terra di Grecia ^, che comincia al

1) Il t ladres, altrove lare, Taire.

2) Il t III autres archeveschiez.

3) Il t et XIII eveschiez.

4) Il ms. Vis. ed il t ha di più après ce est la terre de Hongrie, où il a II archeveschiez, et X eveschies. Empita la lacuna delle stampe.

5) Il t ed il ms. Vis. o tout Vili eveschiez, inciso che manca nelle stampe.

6) II t à la fin de Ytalie.

7) Qui il t divide il capitolo in due parti, preponendo allri seconda de ce nesme. Anche il ms. Vis. qui divide il capitolo.

8) Oltre Sicilia si esce d’ Europa, è g-lossa di Bono. Il ms. Vis. oltre da Cicilia este de Europa la terre di Grecia.

11 t outre ISezille, est dedans Europe la terre de Grece. [p. 37 modifica]

37
monte Ceraunes, e finisco su l’Ellesponto. Là è

la terra di Tessaglia ove Giulio Cesare combattea contra Pompeo; e Macedonia, là ov’ è la città di Atene, e monte Olimpo, che tuttavia riluce, ed è più alto che questo aere ove gli uccelli volano, secondo che gli anziani ^ dissero, che vi montare.

Poi si è la terra di Tracia, ove sono li Barbari, Romania e Costantinopoli. E sappiate che nella fine di Tracia, verso settentrione, corre il Danubio^, ch’è il maggiore fiume di Laniagna.

Poi sì v’ è dentro al nostro mare V isola di Creta ¦*, ove lo re Cres * regnò in prima, secondo che ’l conto dice qua a dietro, nel catalogo del li re di Grecia.

1) Corretto V Espcri s delle stampe, in Ellesponto col t Elespnnis, e la variante Elespaniz di un codice del Chabaille.

2) Fra gli altri errori il maestro non ha que.sto. Corretto Asiani, in anziani co\ms. Y is. e coir li onden dient Bono così traduce anche altrove. È bello sapere, che rade volte poggiarono tant’ alto, e non senza nobile ragione: aucune foiz i montèrent, un codice aggiunge par sontillitr.

3) Il t le Danoi, che è la Danoia di Dante.

4) Corretto Grecia, in Creta, col t. L’ autore cita sé stesso, libro I cap. 28 ove dice Creta, e non Grecia. I! ma. Vis. Grecia.

5) Corretto Aes, in Cres, col t. Tre codici del Chabaillc

leggono Aes. [p. 38 modifica]
38
Poi sì v’ è Calistos, e l’ isola di Ciclades,

ch’h appellata Ortigia, là ove le coturnici grecise furo in prima trovate.

Poi v’ è r isola di Eubea, e Minola, e ’ Nasse, e Melo, e Carpaten, e Lemno, ove è monte Athos, ch’è più alto, che’ nuvoli.

A ciò puote l’uomo intendere, che in Grecia son otto ^ paesi. Lo primo è Dalmazia verso occidente. Lo secondo è Epiros ^ Lo teizo Elados. Lo quarto Tessaglia. Lo quinto Macedonia. Lo sesto Achaia. Ed in mare sono due isole*, cioè Creta e Ciclades. E sì è in Grecia cinque diversità di linguaggi.

Quivi comincia un’ altra parte d’Europa, in suso l’Ellesponto, cioè uno luogo dove il mare divide Asia da Europa, e non ha più di larghezza che sette stadi i. E quivi fece lo re Xerse un ponte di navi, ove passò. Poi si allarga il mare dismisuratamente ^ ma ora non è guari, che un poco

1) Corretto Ebita in Ji’ubea, Falassio in Nassa, Carpaceli in Carpateti, Linino in Limnos, col t.

2) Corretto sei, in otto col contesto e col t.

3) Corretto Finis, in Epiro, col t. Una variante del Chabaille Piros.

4) Il t dice due, senza ag-ginngere isole, riferendosi a paesi.

5) Agg-iunto U mare, col t, e col ms. Vis. acciò non si riferisca al re di Persia ciò che il maestro dice del mare.

t puis s’ eslarqì la mer. L’ ora che vien dopo, manca al [p. 39 modifica]

39
oltra diviene sì stretto, ohe non b oltra cinquecento

passi, ed è appellato il Golfo di Tracia. E quivi passò re Dario, con grande abbondanza di cavalieri.

E sappiate die il Danubio è un grande tiuine, ch’è appellato Istres, che nasce di grandi monti in Alamagna, in occidente, verso lo monte Bar ’; e riceve sessanta fiumi sì grandi, che navi vi possono andare: tanto che si parte in otto " fiumi, ed entra in mare verso oriente, onde li quattro v’entrano sì rapinosamente, che le loro acque uìantongono dolcezza ben venti leghe, anzi che si mescolino con acque di mare.

Oltre quello luogo all’entrata d’ oriente è la terra di Scithe, di sotto il monte Ri feo; e Hvperborei, ove gli uccelli grifoni nascono. Ma egli h provato ^ per li savii, che la terra di Scithe ^ in Asia, secondo che ’l conto divisa qua dinanzi, tutto

T. Sembra che il uo-stro Volgarizzatore abbia inteso, il mare essersi allargato anticamente, e poi essersi ristretto in più angusti confini.

1) Corretto verso Lornbardia, in verso lo nìonte Bar, malgrado la ripetizione dell’ erroi-e del t, perchè cosi leggo. Solino cap. 23. Opina il Sorio, che fosse scritto verso lo m. Bar, e se ne sia raccozzato a sproposito verso Lombardia. Nel ms. Vis. manca questo inciso.

2) Corretto sette, in otto col t.

3) Corrotto trovato, in provato col ms. V^i.s. e col t prove.

Li.savi sono più atti a provare, che a trovare paesi. [p. 40 modifica]
40
che r isole di Scithe, che sono di qua dal Danubio,

sono settanta milia ’ dilungi dal golfo di Tracia ^ là ove il mare è congelato e vischioso, che la piti gente lo chiama il mare Morto.

Appresso la terra di Scithe è Alamagna, che comincia alle montagne di Genu, suso lo Danu7 bio, e dura infine al Reno ^ Questo fiume dipartiva ^ già Alamagna da Francia, ma ora dura infino Laurenne. E sappiate che in Alamagna è r arcivescovo di Magonza, di Treveri,e di Colonia", e sette altri arcivescovi, e bene cinquantaquattro vescovi, infino a Mez e Verdun ^, nelle contrade di Lorena ’.

Dopo Alamagna, oltraloRen*, si è Francia, che già fu appellata Gallia; là ove primioramenie

1) Agg-iunto milia, col t LXXm.

2) Il t Bofre de Trace: due codici del Chabuille, Bvifre.

3) Lasciai Gemi,, dove il t ha Senne: mutai, infino a Daurim, in injino al Reno col t iusqti’ mi Jiin.

4) Aggiunto ^Mme, col t ce est li Jluns.

5) Aggiunto e di Colonia, col t et de Coloignc.

6) Dicifrato Mensei’verdum, in Mez e Verdum, col t Mez et Verdun.

7) Un codice del Chabaille Lothraine, ed un altro Liheraine.

8) Le stampe delirano: e nelle contrade d’ oriente, dopo Alamanna ecr. Posto il (lunto prinin di dopo, e corretto oriente in Lorena, aggiungendo al periodo precedente col t Mez et Verdun, es contrìes de Lorraine, malgrado le recenti

vittorie dei Prussiani. [p. 41 modifica]

41
è Borgogna, che comincia alle montagne, tra Laraagna

e Lombardia, al fiume di Rodano ’, e lia r arcivescovado di Tarantasia, e di Bssenzon, e di Vienna, e di Ombron, là ov’ egli ha sedici vescovi. Poi comincia la diritta Francia da Leone sopra Rodano, e dura inlino in Fiandra ed al mare d’Inghilterra ed in Piccardin, ed in Normandia, ed alla piccola Bretagna, o Anjoi, e in Poiteu ^, infino in Bordella^ ed al fiume della Gironda, infino al Poggio di Nostra Donna, là ov’ egli ha sette arcivescovi, e bene cinquantuno vescovi.

^ Poi v’ è Provenza infino al mare, ov’ è l’arcivescovo di Ais * e quello d’Arli, con dodici vescovi. Dall’ altra parte v’ è Guascogna, là ov’ è un arcivescovo e dieci vescovi, e confina con lo arcivescovado di Nerbona, ov’ è la contrada di Tolosa e di Monpuliere, e hawi nove vescovi.

Appresso quella terra ^ comincia lo paese di Spagna, che dura per tutta la terra del re di Ragona, e del re di Navarro, e di Portogallo, e di Castiglia infino ni mare Oceano, là ov’è la città

1) Il t Rosne, che qui è tradotto Ureni: ma poi essendo tradotto Rodano, lo corre.ssi.

2) Mutai Emporio, col t en Poitou.

3) Il t Borchie, colle varianti Bordiaus, e Bordes.

4) Mutato Nizzi, col t Ais.

5) Aggiunto t:’rrû, col t après ceste terre [p. 42 modifica]
42
di Toleto, e Compostella, là ove giace il corpo

di raesser san Iacopo apostolo ’. E sappiate che elli sono in Ispagna quattro arcivescovi, e trentasette ^ vescovi, senza li Saracini che vi sono. In quello luogo è la fine della terra ove Ercole ficcò le colonne quando egli conquistò la terra; e ciò si prova per li savi antichi che medesimamente lo testimoniano, ov’è il monte di Calpe e di Alibinia \ Quivi è il luogo ove il nostro mare esce del mare Oceano, e si ne viene per quelli due monti, ove sono r isole di Gadde, e le colonne d’ Ercole. E ciò è in tal maniera ch’egli lascia ’’ il mare, e tutte le terre d’ Africa a destra, e tutta Europa e la Spagna a sinistra, ov’ egli ^ non ha otto milia passi di largo, e quindici milia di lungo. E non fina infino alle parti d’Asia; e ch’egli si congiugne al mare Oceano.

1) Il t mon seignor saint laques.

2) Corretto col t XXXV li eveschiez de cnstiens.

3) Corretto Caspe delle stampe, in Calpe col t Calpc et Albina, colle varianti Albitia, Albuina dei codici del Chabaille.

4) Aggiunto il mare, col t les mers, ecc.

5) Le stampe sognano ov’ egli ha nove miglia. Corretto

col t on il n’ a pas VlIIm pas de large. [p. 43 modifica]

43
E ’ por ciò vi lue già la line delle terre

abitate % infino a tanto, che le genti crebbero e moltiplicaro, e passaro in una ^ isola cli’^ in mare, la quale ha per lungo ottocentomilia * passi, cioè la gran Britagna, che ora è detta Inghilterra. E là è r arcivescovo di Conturbia, e quel d’ Abruis."’, e diciotto vescovi.

E sì v’ è Irlanda, là ov’ è l’arcivescovo di Armarch, e di Dublino e di Cassel e di Tuen con trentasei vescovi ^ Appresso v’ è Scozia, là ove ha nove vescovi.

Appresso v’ è la terra di Norbe, là ov’ egli ha un arcivescovo con dieci vescovi. E nella più grande parte di tutta questa isola, e specialmente

1) Il t ed il ms. Vis. ha di più D’antre part, la terre de France vers septentrion bat la mer Océan, et por ce i fu jadis la Jins ecc. parole che mancano a nove codici del

Chabaille.

2) Corretto disabitate, in abitate col buon senso, e col t terres abitèes.

3) Ommesso sola, che manca al t ed è superfetazione di isola, che viene appresso.

4) Corretto ottomila in ottocentomila col t. Un codice Chabaille concorda anche questa volta col Volgarizzatore.

5) Abrnos, colle varianti francesi Bruich, Bruges, in latino Bhoracus.

6) Le stampe hanno Marchia, Ducielli, Castella. [p. 44 modifica]
44
in ’ Irlanda, e’ non v’ ha nessuno serpente. Onde

dicono molti ^. che chi portasse della terra, o delle pietre del paese d’ Irlanda in altro paese dove avesse serpenti, che non potrebbero istare.

Queste e molte altre terre ed isole sono olirà Brettagna, ed oltra la terra di Norbe. Ma l’isola di Thile ^ è la diritana, che è sì duramente nel profondo del settentrione, che d’ istate, quando entra il sole nel segno di Cancro, che li dì son grandi, e lì la notte pare all’ uomo così piccola ch’è quasi niente; e di verno, quando entra il sole in Capricorno, che le notti son grandi, lo dì v’ è sì piccolo, che non ha nessuno spazio intra ’l levare e ’l coricare del sole *.

E oltra Thilem v’ è il mare congelato e tegnente, e là non ha nullo divisamente, né nullo

1) Le stampe a sproposito: e la pm gronde parte di tutte queste isole che vi sono è Irlanda. Corretto col x e col ms. Vis. Fn la plus grani partie de toute ceste isle, et especiaument en Irlande.

2) II t dient li paisant.

H) Corretto Chile, in Thile, col t, come è scritto di nuovo ()OCo appresso. Norbe, Norowce, colle varianti Nor?rèe, Novte.

4) Nel ms. Vis. è questa g-loss:i: Quando Io sole entra in Capricorno alle grandi notti, lo giorno e sì piccolo, che egli non è nessuno spazio dalla levata alla concata del sole,

che bene non si pvote dire una solenne messa. [p. 45 modifica]

45
congiungimento ’ di levante del sole, né del ponente,

secondo che ’l conto dice, là ove parla del corso del sole.

Ancora v’è l’isola di Budes’, e quella gente che r abita non hanno nulla biada, anzi vivono di pesci e di latle.

Anche vi sono l’ isole d’ Orcades, ove nulla gente abita.

Qui tace il conto a parlare d’ Europa, che finisce in Ispagna, e dirà della terza parte ^ del mondo, cioè d’ Africa.

Capitolo IV.

D’ Africa, e delle sue contrade ^

D’ Ispagna h il trapasso in Libia, ciò è una terra d’ Africa, là ov’ è la regione di Mauritania, e tali l’appellano ^ la terra de’ Mori.

1) Mutato accorgiììiento, in congiungimento che fa antitesi con divisamente, t nul divisament ne conjugement.

2) Il t V iste d’ Ehridcs.

3) Aggiunto del mondo, col t la tierce partie dou monde.

4) Il t D’ Aufrique.

5) Il t ce est la terre àcs mores. Corretto morti, in mon. Il ms. Vis. Neri.