Il Tesoro II/Libro V/Capitolo IV

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Capitolo IV. Della natura di più dragoni
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[p. 139 modifica]uomini entravano sì ch' e' (1) vedevano i serpenti, ma li serpenti non vedeano gli uomini; e così gli uccideano con saette, e per cotale ingegno ne fu deliberata l’oste (2); e questa è qualità del basilischio (3).


Capitolo IV.


Della natura di più dragoni (4).


Dragoni ^ maggiore generazione * di tutti serpenti: ed eziandio è maggiore che nessuna bestia del mondo, ed abitano in India, e nel ^ paese d’Etiopia, là ove sempre è grande istate. E quando egli esce del suo luogo ", egli corre per l’ai-io sì

1) Le stampe: uomini entravano sì che vedevano gli nomini i serpenti. Mutato che, in ch’e’, e cancellato uomini, col ms. Vis. e col r: et entrèrent home dedanz qui veoient les baseliques.

2) Il t: liquex les ^t ocirre, et ainsi en délivra so» ost. Il ras. Vis. è concorde colle stampe.

3) B questa e qualità del basilisco, manca al t.

4) Il t, ed il ms. Vis.: Dou. dragon

. 5) Il t, ed il ms. Vis.: li plus grans serpens de tout.

6) Ag-g’iunto e dopo India, col t, col ms. Vis., e colla geografia.

7) Il t: de son spelonque. Il ms. Vis. concorda colla

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israisuratamente e per sì grande forza ’, che ne

riluce dopo lui, sì come ardente fiamma. E ha piccola cresta e bocca, e ha un buso aperto quindi, onde cava la lingua ed il ^ suo spirito. E la sua forza non è nella bocca, anzi è nella coda, onde fa peggio per battere con la coda, che per mordere con la bocca ^ E la forza della sua coda è sì grande, che nessuno animale n’ è sì grande, n’ è sì forte, che s’elio lo stringe con la coda, non lo uccida ^ Ed eziandio lo leofante uccide istringendolo, ed è intra loro odio mortale ^ secondo che lo maestro dirà più innanzi, colà ove parlerà del leofante ^

1) Il t: si roidement, et par si grani air.

2) Ag-giuiito ed dopo lingua, col t, e col ms. Vis. par où il a trait son aspirement, et sa langue.

3) Con la bocca, e poco sopra, con la coda, manca al t. È nel ms. Vis.

4) Il t: qu’ il on puisse eschaper sans morir.

5) Ut: neis li olifans meismes en covient morir, à ce qu’il a entr’ eulx mortai haine.

6) Il Sorio qui appunta: Non vidi ne’x. t. dell’autore mantenuta questa promessa al cap. LIV hujtis libri. Questa cosa si recita da Solino al cap. XXXVIII. Altro argomento a conchiudere: che il Tesoro di ser Brunetto non

ci g-iuiiso integro. [p. 141 modifica]

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Capitolo V.

Della natura dello isitalis.

Isitalis ò una gonorazione di serpenti ’ f’iie vanno lentamente, ma egli è sì bene laccato di diversi colori chiari e lucenti, che le genti lo veggiono volontieri tanto ch’olii se gli appressano, e per la sua paura non si possono partire, e così li prendono ^

E sappiate, che egli e di calda natura, che eziandio di verno si spoglia la sua pelle, per calura ch’ò in lui.

Capitolo VI.


Delà vipera.

Vipera è una generazione di serpenti, ch’è sì fiera di natura, che quando il maschio si congiunge con la femmina, egli mette il capo dentro

1) Il t: UH serpens, qui etc. senza la soViVa generazione. Il ms. Vis. istitalis.

2) Il t: et por la paor de lui, les dettien li serpens. Il ms. Vis. è eg-uaie alla stampa in tutto il capitolo.