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Il buon cuore - Anno IX, n. 50 - 10 dicembre 1910/Beneficenza

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Beneficenza

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Il buon cuore - Anno IX, n. 50 - 10 dicembre 1910 Educazione ed Istruzione

[p. 393 modifica]Beneficenza


Strenna della Pensione Benefica

Per Giovani Lavoratrici.


È graziosa, ben riuscita, interessante. Si apre con un bellissimo ritratto del rimpianto presidente cav. avvocato Emilio Radius e con una commemorazione degna dell’egregio Uomo che tanto giovò alla provvida istituzione. Segue un omaggio alla poetessa Brunamonti con un magnifico saggio d’un suo studio sui Promessi Sposi. Ed ecco un bozzetto suggestivo di Maria Nono VillariFin ch’io viva e più in là — a cui s’uniscono in felice connubio bellissimi Pensieri dell’illustre di lei marito L. A. Villari. Nel passato è un’affettuosa rievocazione d’un artista di gran cuore, che sacrificò se stesso per il trionfo d’un fratello. La narrazione è dovuta a Memorator... Chi è? La stessa domanda vien sulle labbra e sulla penna nel leggere un breve epistolario di Un’anima, affettuosamente commentato da Fram. Imponenti, questi due pseudonimi; ma nelle sfumature dei lavori, nelle considerazioni rivelatrici di sentimenti nobili e profondi, s’intravvedono due signore o signorine di mente ben nutrita e di cuore eccellente. Delicato nella sua grazia spiritosa e gentile, il Bon principio! in dialetto veneziano di Maria Pezzè Pascolato. Di Myriam Cornelio Massa troviamo buoni lavori in prosa, come Il Bosco, che deve toccare profondamente chi sente amore speciale per gli alberi, Le ore della vita, che dovrebbero ridestare energie sopite, e un grazioso studio psicologico di un cagnolino — Pin — che si presenta in uno de’ suoi caratteristici atteggiamenti; e troviamo pure una poesia — Primavera — un inno giojoso con efficace volo all’al di là della visibilità, nel regno della realtà spirituale. Giuseppina Del Carretto ha avuto belle ispirazioni nella Veglia notturna, poesia elevata. Per il nome è il titolo di uno studio profondo di Fulvia, tanto distinta nel dipingere le anime in contrasto, nel descrivere le lotte contro i pregiudizî, le piccolezze degli egoisti, i trionfi dei cuori generosi. Giovanna Denti ci parla con simpatia delle Antiche fiabe della vita quotidiana. A. M. Cornelio propugna con calore la sollecita effettuazione del monumento in Monza al Padre Villoresi, e in seguito, come per la Brunamonti, rievoca la memoria dell’Aganoor con alcune spigolature manzoniane. Il professor Paolo Bellezza ha continuato il suo studio diligente e profondo sulle Invenzioni e i presagi, e la signora Dirce Tenchini, direttrice benemerita della Pensione Benefica, ha portato il suo contributo alla Strenna con un istruttivo e interessante studio Fra le piante. Il grazioso volumetto — adorno di bei ritratti — si completa con un brano dell’Exemeron dell’abate Antonio Stoppani sul Lavoro nell’Universo.

Siccome la Pensione Benefica per Giovani Lavoratrici — come altre istituzioni di beneficenza — attraversa un periodo di strettezze finanziarie — si unisce alla Strenna il seguente fervorino di Fulvia:

«Amici fidi del passato, amici nuovi, noti e ignoti, la Strenna della «Pensione benefica per giovani lavoratrici» è qui e batte alle vostre porte.

«Il tocco è timido e discreto: non ha i clamori della gran cassa: ma è il primo soffio della dolce, famigliare poesia del Natale, la prima nota di quello scampanare a festa che, se risveglia palpiti e ricordi anche nel cuore degli scettici e dei tepidi, accende in quello dei buoni fiamme di carità e d’amore. [p. 394 modifica] «Più alta deve salire, quest’anno, la fiamma nell’intimo focolare! Più chiara e profonda deve suonare la voce della pietà alle commosse coscienze.

«Sugli alti marosi della vita, fra i colossi rivestiti d’acciaio che si contendono il primato dell’umano pensiero, lo schifo della «Pensione benefica» ha navigato finora con modesta baldanza, spinto dai venti propizi della fortuna, guidato dalla bussola di quel sentimento che rende gli uomini fratelli. Ma il mare ingrossa e si fa difficile a mano a mano che la terra freme di sorde lotte, di aspre febbri di conquista: e la piccola nave ha scoperto una falla e i naviganti gettano all’aria il grido di allarme che invoca aiuto e salvazione.

«Raccogliete il grido, amici prossimi e lontani, amici d’ieri e di domani!

«Veniteci incontro cortesi, traeteci a riva, aprendoci le braccia con più caldo e generoso spirito fraterno.

«La navicella è carica di preziosa merce. Sono fanciulle fidenti e pure quali le vostre, che è necessario raccogliere sotto l’ala protettrice del lavoro, di una famiglia di adozione, per toglierle alla solitudine, alla tentazione..... fors’anco a peggio. Sono uccelli canori e vagabondi ai quali deve essere caro e sacro il nido che la carità edifica: sono anime di donne che saranno un giorno spose, madri come voi, e alle quali verrà più tardi affidata tanta azione di bene sui sani e forti figli del popolo.

«La poesia del Natale ispiri i cuori e scenda a benedire di pace e gioia i vostri focolari».

«Fulvia.»

Offerte per l’Opera Pia Catena

(CURA DI SALSOMAGGIORE).


Martedì giorno 13 alle 14 1|2 nel Salone della casa Prepositurale di S. Fedele (Piazza S. Fedele, 4) avrà luogo l’assemblea annuale dell’Opera Pia Catena, alla quale sono invitate tutte le signore Patronesse e socie Perpetue. — L’ordine del giorno dell’assemblea è il seguente:

Relazione finanziaria e morale dell’Opera Pia nell’anno 1910 — Sac. Cesare Orsenigo, Segretario-Tesoriere.

Relazione medica — Dottor Attilio Faconti, Medico delegato.

Parole del Sac. Edoardo Nava, Presidente.

Eventuali.


Signor Cesa-Bianchi arch. Paolo |||
 L. 10 ―
Signora Nava Cesa-Bianchi Maria |||
   » 10 ―
» Iacini Cavi cont. Lina |||
   » 10 ―
» Iacini nob. Antonietta |||
   » 10 ―

NUOVE PATRONESSE.


Signora Iacini nob. Antonietta.



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