Il buon cuore - Anno VIII, n. 49 - 4 dicembre 1909/Religione

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Religione

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Vangelo della domenica quarta d’Avvento


Testo del Vangelo.

Gesù, avvicinandosi a Gerusalemme, arrivato che fu a Betfage sul monte Oliveto insieme a’ suoi discepoli mandò due di essi dicendo loro: Andate nel castello che vi sta dirimpetto e subito troverete legata un’asina e con essa il suo asinino; scioglietela e conducetemela. E se alcuno vi dirà qualche cosa, dite che il Signore ne ha bisogno e subito ve li rimetterà. Or tutto questo seguì affinchè si adempisse quanto era stato detto dal profeta che disse: Dite alla figliuola di Sion: Ecco che il tuo re viene a te mansueto, cavalcando un’asina e un asinello, puledro di un’asina da giogo. I discepoli andarono e fecero come aveva loro comandato Gesù e menarono l’asina e l’asinello, e misero sopra di essi le loro vestimenta e lo fecero montar sopra. E moltissimi delle turbe disteser le loro vesti per la strada: altri poi tagliarono rami degli alberi; e li gettarono per la strada. E le turbe che precedevano, e quelle che andavangli dietro, gridavan dicendo: Osanna al Figliuol di David; benedetto Colui che vien nel nome del Signore: Osanna nel più alto de’ Cieli!

S. MATTEO, cap. ii.

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Pensieri.

Ecco il tuo re viene a te mansueto. Ilare che ci sia contradizione tra la qualità di re e di uomo mansueto.

Del re è proprio la potenza di cui si può usare a difesa ed a offesa — del mansueto è proprio subire la violenza senza reagire.

Ancora: che la forza resti pura, che la mansuetudine resti nobile, ricca di forza morale, nella deficenza di appoggi esteriori, non è cosa facile. E naturalmente, l’uomo è portato a identificare la potenza vera con quella materiale e a scambiare la mancanza di questa con la inettitudine e la debolezza. C’è di più: chi aspira a signoria crede di non poterla raggiungere che facendo sfoggio di potenza esteriore....

E, in realtà, spesso, quaggiù, la ragione del più forte, se se ne giudica dal trionfo, è la migliore.

Ma Gesù vuole essere il re dei cuori e niente accaparra ed avvince più l’affetto della dolcezza e della mansuetudine.

Nella vita spirituale non vigono più gli stessi criteri che imperano in quella naturale e sociale: c’è una santa bella inversione di valori nel mondo delle anima!

Una rivoluzione, si potrebbe dire, che depone in favore della libertà e della superiorità dell’uomo sul mondo!

Chi non vuol regnare su dei sudditi, ma vivere fra amici devoti; chi non vuol essere circondato da gente che tremi, ma da cuori che amino, deve non far conto della potenza esteriore; per non affidarsi che all’efficacia che la mansuetudine, la dolcezza hanno sui cuori!

Quale signoria più degna, più reale di questa?

Quale spettacolo più bello di questo amore che cede dona per attrarre, di quest’altro amore che accoglie ridona per rispondere?

E Gesù che a questa signoria delle anime aspirava per amor delle anime, Gesù ci appare come il Mansueto per eccellenza!

Beati i mansueti, è detto nel Vangelo, perchè possederanno la terra!

Chi intendesse: Perchè saranno padroni del mondo, non andrebbe contro il pensiero di Gesù.

Gesù, col suo Vangelo, ha prodotto una grande trasformazione così profonda che anche i superbi e i violenti si sono costretti a giustificare e a coprire col manto dell’umiltà e della mansuetudine le loro azioni. A poco a poco entra nella coscienza umana la consapevolezza di ciò che possiede valore reale ed anche chi non ne è compreso, anzi urtato, deve pur venire a patti con la progrediente convinzione comune. Il lupo deve ammantarsi d’agnello... l’ipocrito travestimento non dice solo l’astuzia malvagia del tristo, dice anche l’efficacia che vien man mano acquistando il vero ed il bene.

Così è: nella mansuetudine, c’è una forza morale che incute rispetto. Nella violenza è la forza fisica che prevale, cioè è il bruto che sopraffà lo spirito.

Nella mansuetudine è lo spirito che signoreggia il bruto. Signoria, questa, alla quale non s’arriva senza lotta nè senza sforzo, che mette in moto tutte le energie interiori, che richiede sofferenza ed eroismo, ma che, alla fine, diventa piena, davvero signoria regale e su sè e su’ fratelli!

Ora il Vangelo è il regno dello Spirito e la civiltà nostra è frutto del Vangelo.

Diffondere il regno dello Spirito significa essere uomo mansueto, rendere lo spirito vincitore in noi, e poi, traverso noi, mediante noi, nel mondo!

Facciamo noi questo? I nostri sforzi tendono a domare il bruto in noi o non piuttosto a seguirne gli impulsi? È la legge della natura o quella della grazia che ci governa? Riflettiamo seriamente, perchè, non è ripetuto abbastanza mai, a nulla giovano le meditazioni e riflessioni nostre se noi non le mettiamo in pratica nella nostra vita d’ogni giorno, d’ogni ora!

Tutti siam chiamati, noi cristiani, a diffondere il bene nel mondo: come rispondiamo alla nostra vocazione?

Dalla nostra mansuetudine possiamo giudicare la nostra efficacia di bene nella società!... Signore, noi abbiam bisogno di nasconderci nella polvere, d’implorare pietà! Come povera la nostra energia spirituale, come misera la nostra resistenza alla tentazione di ribellione e d’orgoglio!

Come ci dobbiamo inabissare davanti all’esempio degli uomini spirituali, divini che rilucono di luce maestosa e grande in una tranquillità e sicurezza magnifiche al di sopra d’ogni agitazione di nemici e d’amici, che sanno cedere sempre, piegarsi sempre e vincere le vittorie migliori!

Guardiamoci intorno: a chi va la nostra ammirazione? Da chi ci vengono l’esempio e lo stimolo più efficace? Proprio dai forti mansueti che, alla sequela di Gesù, con l’amore conquistano il mondo, che, di vittoria in vittoria, rendon sempre più sensibile ai fratelli la potenza dello spirito, ne diffondono sempre più il regno divino!