Il cavallarizzo/Libro 2/Capitolo 4

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Cap. 4. Del modo d'insegnar al poledro, & ogni cavallo per via d'esse serrato, e lungo, e dell'utilità sua.


Gli è un’altra sorte di maneggio per ammaestrar il cavallo ch’io la dimando ad esse. Et è questa che voi principiarete à far andar di passo prima il vostro cavallo, & poi di trotto à modo di rota, ma non finendo di chiuderla vi volterete sull’altra mano, & andarete innanzi allargandovi, & voltandovi à congiungervi nel mezzo del tiro cominciato; & trapassandolo andarete pur allargandovi, & rivolgendo sulla mano istessa, ch’incominciaste, sin tanto che veniate à quel luogo proprio donde cominciaste: & così seguitando un pezzo formarete la figura dell’esse, ch’io vi ho detto. Il qual esse nel principio vuol essere sempre più lungo, & largo, per rispetto de’ poledri principianti. Et se volete intendere ancora meglio quel che havemo detto, & formar l’esse più facilmente, fate conto, che fusseno due rote oblunghette alquanto in forma ovale, congiunte insieme, delle quali entrando dall’una nell’altra, non faceste mai più; che una volta per mano. Hor in questa sorte d’esse entrarete, & pigliando la vostra volta su quella mano che vi pare più necessaria per il vostro cavallo lo travagliarete tanto che vi para che basti. Et volendo finir la lettione la finirete sulla medesima mano che cominciaste. Et uscendo per la medesima via andrete di dritto in dritto à parar lontano da quello un breve repelone. [p. 63v modifica]Vero è, che quando anco li fineste la lettione dietro dall’esse medesimo in questo modo, non saria male; anzi saria più da maestro; & forse anco più utile; & vago à vedere. Il modo è, che tagliarete l’esse per mezo col restringervi nel capo alla volta, & andarete à pararlo di dritto in dritto nell’altro capo dell’esse, tagliandolo tutto per il mezzo, Et fermatovi alquanto lo girarete hora all’una, & hor all’altra mano due, ò tre volte; et fermatovi di nuovo con la testa del cavallo nel medesimo luogo, dove parasti; li prenderete la meza volta ritornando per la medesima pista di mezzo, all’altro capo dell’esse lo pararete, & farete di poi il medesimo di pigliarli la mezza volta, & andar via. Si potrebbe anco essercitare così il vostro cavallo nell’esse, & in questo repelone, che ogni volta, che foste in capo all’esse, & dipoi l’haverlo parato, darle indietro tre passi, se lo saprà fare, benche del ritirarlo ve ne parlarò di sotto à lungo, & ritornato innanzi al suo luogo, & fermato un pochetto, cacciarlo innanzi due passi per mezzo della rota piccola, come vedete nel presente disegno.

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Et pigliarli la volta integra, & tagliando pur detta ruota girvene dall’altro capo dell’esse, & far il medesimo, & così continuare finche sia à bastanza. Ma nel fine di questa lettione devete sol parare il cavallo, darlo indietro, ritornato innanzi quei tre passi, fermarlo un pezzo, & poi girvene à [p. 64r modifica]casa senza fargli altro. La fortuna di sì fatto maneggio è questa, la quale non dev’essere più lunga di un giusto repelone, nè più larga di quattro canne, & anco fuor dell’esse se pur seguitarete il prim’ordine d’uscirne, non deveno essere più larghe di due canne. Le utilità che da tal maneggio derivano sono molte, le quali, perche credo, che si vedino evidenti, non starò à dire. Sol questo non vò tacervi che detto maneggio si può andar restringendo à poco à poco fin tanto, che si venghi ad una giusta strettezza in quel modo, che s’è detto del caragolo. Et ciò facendosi, se gl’insegnerà di restringersi anco al maneggio del repelone; di meza volta & di volta intera del contratempo assai più agevolmente, & anco à corvette & à volte spezzate; per haver garbo, & modo di simile maneggio.