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Il lago

Da Wikisource.
Link alla raccolta Questo testo fa parte della raccolta Poemetti e liriche


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IL LAGO


Nella primavera della mia vita
volle il Destino dimorassi
in un luogo del mondo
ch’io non poteva non amare,
tant’era quivi incantevole
la solitudine d’un vasto lago,
cinto di fosca rupe e d’alti pini.

Ma quando la Notte i suoi veli
stendeva sul mondo e il vento
misterioso rombava sonoro,
oh, allora sempre quel lago
deserto, il terror m’incuteva.

Pur non era spavento
quel terrore, ma delizia
che mi facea tremare —
un sentimento tale che neppure
per una cava di gioie,
potrei e saprei esprimere; —
neppur per l’amore,
anche fosse il tuo amore.

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In quell’onde velenose
era la Morte e in fondo al lago
un ameno sepolcro
per l’uomo solitario che, roso
da’ pensieri, del fosco lago
potrebbe fare l’Eden
dell’anima derelitta.