Il libro del Cortegiano/Libro secondo/Capitolo XXVII

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Libro secondo
Capitolo XXVII

../Capitolo XXVI ../Capitolo XXVIII IncludiIntestazione 23 luglio 2008 75% Sociologia

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Ma non voglio che noi entriamo in ragionamenti di fastidio; però ben sarà dir degli abiti del nostro cortegiano; i quali io estimo che, pur che non siano fuor della consuetudine, né contrari alla professione, possano per lo resto tutti star bene, pur che satisfacciano a chi gli porta. Vero è ch’io per me amerei che non fossero estremi in alcuna parte, come talor sòl essere il franzese in troppo grandezza e ’l tedesco in troppo piccolezza, ma come sono e l’uno e l’altro corretti e ridutti in meglior forma dagli Italiani. Piacemi ancor sempre che tendano un poco piú al grave e riposato, che al vano; però parmi che maggior grazia abbia nei vestimenti il color nero, che alcun altro; e se pur non è nero, che almen tenda al scuro; e questo intendo del vestir ordinario, perché non è dubbio che sopra l’arme piú si convengan colori aperti ed allegri, ed ancor gli abiti festivi, trinzati, pomposi e superbi. Medesimamente nei spettaculi publici di feste, di giochi, di mascare e di tai cose; perché cosí divisati portan seco una certa vivezza ed alacrità, che in vero ben s’accompagna con l’arme e giochi; ma nel resto vorrei che mostrassino quel riposo che molto serva la nazion spagnola, perché le cose estrinseche spesso fan testimonio delle intrinseche -. Allor disse messer Cesare Gonzaga: - Questo a me daria poca noia perché, se un gentilom nelle altre cose vale, il vestire non gli accresce né scema mai riputazione -. Rispose messer Federico: - Voi dite il vero. Pur qual è di noi che, vedendo passeggiar un gentilomo con una robba addosso quartata di diversi colori, o vero con tante stringhette e fettuzze annodate e fregi traversati, non lo tenesse per pazzo o per buffone? - Né pazzo, né buffone, - disse messer Pietro Bembo, - sarebbe costui tenuto da chi fosse qualche tempo vivuto nella Lombardia perché cosí vanno tutti. - Adunque, - rispose la signora Duchessa ridendo, - se cosí vanno tutti, opporre non se gli dee per vizio, essendo a loro questo abito tanto conveniente e proprio quanto ai Veneziani il portar le maniche a cómeo ed ai Fiorentini il capuzzo. - Non parlo io, - disse messer Federico, - piú della Lombardia che degli altri lochi, perché d’ogni nazion se ne trovano e di sciocchi e d’avveduti. Ma per dir ciò che mi par d’importanzia nel vestire, voglio che ’l nostro cortegiano in tutto l’abito sia pulito e delicato ed abbia una certa conformità di modesta attillatura ma non però di manera feminile o vana, né piú in una cosa che nell’altra, come molti ne vedemo, che pongon tanto studio nella capigliatura, che si scordano il resto; altri fan professione de denti, altri di barba, altri di borzachini, altri di berrette, altri di cuffie; e cosí intervien che quelle poche cose piú culte paiono lor prestate, e tutte l’altre che sono sciocchissime si conoscono per le loro. E questo tal costume voglio che fugga il nostro cortegiano, per mio consiglio; aggiungendovi ancor che debba fra se stesso deliberar ciò che vol parere e di quella sorte che desidera esser estimato, della medesima vestirsi, e far che gli abiti lo aiutino ad esser tenuto per tale ancor da quelli che non l’odono parlare, né veggono far operazione alcuna -.