Il libro del Cortegiano/Libro secondo/Capitolo XXX

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Libro secondo
Capitolo XXX

../Capitolo XXIX ../Capitolo XXXI IncludiIntestazione 23 luglio 2008 75% Sociologia

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Allor messer Federico, - Veramente, - disse, - molto maggior saria la perdita che ’l guadagno, se del consorzio umano si levasse quel supremo grado d’amicizia che, secondo me, ci dà quanto di bene ha in sé la vita nostra; e però io per alcun modo non voglio consentirvi che ragionevol sia, anzi mi daria il core di concludervi, e con ragioni evidentissime, che senza questa perfetta amicizia gli omini sariano piú infelici che tutti gli altri animali; e se alcuni guastano, come profani, questo santo nome d’amicizia, non è però da estirparla cosí degli animi nostri e per colpa dei mali privar i boni di tanta felicità. Ed io per me estimo che qui tra noi sia piú di un par di amici, l’amor de’ quali sia indissolubile e senza inganno alcuno, e per durar fin alla morte con le voglie conformi, non meno che se fossero quegli antichi che voi dianzi avete nominati; e cosí interviene quando, oltre alla inclinazion che nasce dalle stelle, l’omo s’elegge amico a sé simile di costumi; e ’l tutto intendo che sia tra boni e virtuosi, perché l’amicizia de’ mali non è amicizia. Laudo ben che questo nodo cosí stretto non comprenda o leghi piú che dui, ché altramente forse saria pericoloso; perché, come sapete, piú difficilmente s’accordano tre instromenti di musica insieme, che dui. Vorrei adunque che ’l nostro cortegiano avesse un precipuo e cordial amico, se possibil fosse, di quella sorte che detto avemo; poi, secondo ’l valore e meriti, amasse, onorasse ed osservasse tutti gli altri, e sempre procurasse d’intertenersi piú con gli estimati e nobili e conosciuti per boni, che con gli ignobili e di poco pregio; di manera che esso ancor da loro fosse amato ed onorato; e questo gli verrà fatto se sarà cortese, umano, liberale, affabile e dolce in compagnia, officioso e diligente nel servire e nell’aver cura dell’utile ed onor degli amici cosí assenti come presenti, supportando i lor diffetti naturali e supportabili, senza rompersi con essi per piccol causa, e correggendo in se stesso quelli che amorevolmente gli saranno ricordati; non si anteponendo mai agli altri con cercar i primi e i piú onorati lochi, né con fare come alcuni che par che sprezzino il mondo e vogliano con una certa austerità molesta dar legge ad ognuno; ed oltre allo essere contenziosi in ogni minima cosa e fuor di tempo, riprender ciò che essi non fanno e sempre cercar causa di lamentarsi degli amici; il che è cosa odiosissima -.