Il libro del Cortegiano/Libro terzo/Capitolo XXII

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Libro terzo
Capitolo XXII

../Capitolo XXI ../Capitolo XXIII IncludiIntestazione 24 luglio 2008 75% Sociologia

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- Veramente, - rispose il Magnifico Iuliano, - niuna altra cosa poria farmi restar impedito, eccetto la moltitudine; e se ’l tempo mi bastasse, vi contarei a questo proposito la istoria d’Ottavia, moglie di Marc’Antonio e sorella d’Augusto; quella di Porcia, figliola di Catone e moglie di Bruto; quella di Gaia Cecilia, moglie di Tarquino Prisco; quella di Cornelia, figliola di Scipione; e d’infinite altre che sono notissime; e non solamente delle nostre, ma ancor delle barbare: come di quella Alessandra, moglie pur d’Alessandro re de’ Giudei, la quale dopo la morte del marito, vedendo i populi accesi di furore e già corsi all’arme per ammazzare doi figlioli che di lui le erano restati, per vendetta della crudele e dura servitú nella quale il padre sempre gli avea tenuti, fu tale, che súbito mitigò quel giusto sdegno e con prudenzia in un punto fece benivoli ai figlioli quegli animi, che ’l padre con infinite ingiurie in molti anni avea fatti loro inimicissimi. - Dite almen, - rispose la signora Emilia, - come ella fece -. Disse il Magnifico: - Questa, vedendo i figlioli in tanto pericolo, incontinente fece gittare il corpo d’Alessandro in mezzo della piazza; poi, chiamatisi i cittadini, disse che sapea gli animi loro esser accesi di giustissimo sdegno contra suo marito, perché le crudeli ingiurie che esso iniquamente gli avea fatte lo meritavano; e che come mentre era vivo avrebbe sempre voluto poterlo far rimanere da tal scelerata vita, cosí adesso era apparecchiata a farne fede, e loro aiutar a castigarnelo cosí morto, per quanto si potea; e però si pigliassero quel corpo e lo facessino mangiar ai cani e lo straziassero con que’ modi piú crudeli che imaginar sapeano; ma ben gli pregava che avessero compassione a quegli innocenti fanciulli, i quali non potevano non che aver colpa, ma pur esser consapevoli delle male opere del padre. Di tanta efficacia furono queste parole, che ’l fiero sdegno già conceputo negli animi di tutto quel populo súbito fu mitigato, e converso in cosí piatoso affetto, che non solamente di concordia elessero quei figlioli per loro signori, ma ancor al corpo del morto diedero onoratissima sepoltura -. Quivi fece il Magnifico un poco di pausa; poi suggiunse: - Non sapete voi che la moglie e le sorelle di Mitridate mostrarono molto minor paura della morte che Mitridate? e la moglie d’Asdrubale che Asdrubale? Non sapete ch’Armonia, figliola di leron siracusano, volse morire nell’incendio della patria sua? - Allor il Frigio, - Dove vada ostinazione certo è, - disse, - che talor si trovano alcune donne che mai non mutariano proposito; come quella che non potendo piú dir al marito «forbeci», con le mani gli ne facea segno -.