Il materialismo storico e la sociologia generale/I

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I.

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Introduzione II


Il Materialismo storico tendeva a spiegare o interpretare la storia; e la storia comprende quasi intieramente società capitalistiche. Il principio della lotta delle classi (economiche) si riferisce appunto a società capitalistiche. Ma prima delle società capitalistiche, esistette un numero immenso di gruppi sociali che non conobbero né il capitalismo né la lotta di classe. Fuori delle società storiche, agli estremi confini della civiltà e delle conquiste, sono sempre esistite società comunistiche o collettivistiche o semplicemente egalitarie. Dopo l’attuale società, esisterà vivaddio, come noi ci auguriamo, speriamo e prevediamo, una società più perfetta, che non sarà fondata sull’appropriazione privata dei mezzi di produzione e su lo sfruttamento del lavoro altrui.

Adunque il materialismo storico non abbracciava né intendeva abbracciare nelle sue spiegazioni se non una piccola parte dell’immenso cammino dell’umanità. Era una filosofia particolare limitata; una vera filosofia della storia, sebbene più scientifica di tutte le precedenti. E posto pure che si dovesse considerare come una vera disciplina scientifica, concernente le società capitalistiche, il suo compito restava indubbiamente ristretto (secondo l’intenzione de’ suoi stessi illustri rappresentanti) ad un solo tipo sociale, ed è paragonabile a quello che si proponeva l’Anatomia e la Fisiologia umana, allorché non era sorta ancora né l’Anatomia né la Fisiologia comparata.

Però la grande intuizione dell’immortale Carlo Marx circa la fondamentalità del fenomeno economico, poteva divenire una verità generale, non appena si fossero dimostrati in generale i rapporti di causalità che avvincono al fenomeno economico tutti gli altri fenomeni in qualsiasi società, o si fosse induttivamente provata la fondamentalità dell’economia, anche nelle società non capitalistiche. Ma nell’assolvere questo compito già si superava il ristretto ambito del Materialismo storico. Lo stesso epiteto di storico doveva sparire, ed era giuocoforza sostituire il titolo di Determinismo (o, più rigorosamente ancora, di Causalismo) economico, ad indicare un programma più vasto. Io non vi ricorderò le applicazioni che, anco nelle nostre lezioni, abbiamo cercato di farne; perché mi preme di soggiungere che neppur questo programma era sufficiente all’esigenze del pensiero scientifico.

Oltre all’economia si trovano nelle società umane almeno altre otto specie di fenomeni: la famiglia e la parentela; il diritto; la guerra; la politica; la morale; la religione; l’arte; la scienza. Or a ciascuna di queste categorie si poteva applicare il Determinismo economico; in ciascuna si poteva indagare l’influsso causale della struttura e dell’attività economica. Ma posto che vi si riuscisse completamente (ciò che non era possibile, come vedremo) restava sempre un problema che il Determinismo economico non si proponeva né intendeva proporsi: quali rapporti, causali e non causali, le soprastrutture e gli epifenomeni sociali hanno tra di loro?

Trovare i rapporti generali che ciascun fenomeno sociale ha con ciascuno dei rimanenti (e solamente con quello economico), in qualsiasi tipo sociale: ecco il primo e più fondamentale compito della Sociologia generale.